Ettore Messina, cittì della nazionale: «Vi prometto lacrime, sudore e sangue»

Ettore Messina
di Carlo Santi
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Mercoledì 20 Gennaio 2016, 14:03 - Ultimo aggiornamento: 14:05

Nel Salone d’Onore del Coni alla presenza del presidente Giovanni Malagò, del numero 1 della Federbasket Gianni Petrucci e di una grande rappresentanza del mondo del basket italiano, da Valerio Bianchini ad ex giocaotri come Claudio Coldebella e Mario Boni, è stato presentato Ettore Messina. Il nuovo cittì della nazionale di basket chiamato al posto di Simone Piangiani guiderà l’Italia al Preolimpico di Torino e lo farà gratis. La Federazione sta discutendo con il coach un accordo per il futuro, al di là del risultato di Torino. Messina, che ha guidato la nazionale dal 1992 al 1997 vincendo l’argento europeo a Bercellona ’97, attualmente è assistente di Greg Popovich ai San Antonio Spurs nella Nba.
Il nuovo cittì azzurro, accolto con grande entusiasmo, ha raccontato il suo sogno. «Vorrei partecipare alla sfilata delle Olimpiadi. Sandro Gamba e Achille Ganna mi hanno sempre raccontato quell’emozione. Mi piacerebbe da matti potervi garantire che andremo a Rio, ma questo non lo posso fare».
Parole sagge, attenzione estrema, voglia di Olimpiadi. «Il mio Roosevelt è alla mia sinistra - ha detto rivolgendosi al presidente della Federazione, Gianni Petrucci - io al massimo posso essere il vostro Winston Churchill e promettervi lacrime, sudore e sangue».
Dopo gli ultimi Europei è nata la sua candidatura. Con franchezza, Messina ha ricordato che «si sapeva, si sentiva nell’ambiente che c’erano differenti vedute tra Pianigiani (il cittì della nazionale) e Petrucci. Non pensavo, però, che la rottura arrivasse così presto. Se non mi avessero chiamato mi sarei offeso perché è come per i primari: servono i titoli e credevo di averli».
 

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