Paltrinieri e Quadarella, i "predatori" dei titoli italiani: le speranze olimpiche sono le loro

Sabato 3 Aprile 2021 di Piero Mei
Paltrinieri e Quadarella, i "predatori" dei titoli italiani: le speranze olimpiche sono le loro

Attenti a quei due, quando si tratta di andare lontano. Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella hanno vinto entrambi, com’era atteso e ovvio, i 1500 stile libero nell’ultima giornata degli Assoluti di nuoto, che hanno portato anche un altro record italiano, quello di Alberto Razzetti nei 200 misti, con il pass olimpico. E le rane continuano a volare.

IL METRONOMO GREG

Paltrinieri non aveva molto da chiedere, se non sensazioni. Il viaggio a Tokyo era già super prenotato; il limite di qualificazione, una bazzecola per lui che lo ha frantumato di nuovo, chiudendo in 14:40.30 che, dicono gli studiosi dei numeri che t’intontiscono di cifre, è un tempo che entra fra i primi dieci mai nuotati al mondo, nove dei quali sono suoi. Manca il primo che è del cinese rompi flaconi quando lo controllano per doping, Sun Yang. Magari verrà. Greg ha nuotato come sa: da metronomo. Tutti i 50 o quasi tra i 29.35 e i 29.55 secondi ed ha provato faccende sue, come l’accelerazione finale, una partenza un po’ meno scatenata (“volevo partire un po’ meno arzillo che negli 800) e altri segreti che sanno lui e il suo nuovo allenatore Fabrizio Antonelli. Era soddisfatto alla fine, con gran parte di gara nuotata con gli altri venivano di fronte, tale era il distacco crescente, che poteva avere l’impressione d’aver preso l’autostrada contromano.

“SE NE FACESSI CINQUE…”

“Onore a Federica, per tutto quello che ha fatto e per quest’ultima cosa di aver voluto guadagnarsi in acqua la qualificazione olimpica, facendo il crono nececessario. Si è commossa: mi commuovo anch’io se faccio cinque Olimpiadi”. Le Olimpiadi e ltre gare sono il sogno e il programma: presto andrà a nuotare al mare, al caldo; a Budapest “farò tutto, fondo e piscina; al contrario di Tokyo il fondo viene prima. Ci sono poche gare prima dei Giochi e voglio farle tutte”. Ancheperché “gareggiare è bllo, ritrovarsi spalla a spalla con Gabri e Mimmo, gareggiare è mancato a tutti e ogni volta impari qualcosa. Anche qui ho imparato qualcosa” sorride sotto i baffi. Starnutisce, ma è allergia, non preoccupatevi vicini di blocco. “Pensavo di far meno di 14.40, ma va bene così, e questa Nazionale mi sembra più forte che mai ed è un bene_ se tutti vanno forte, vai più forte anche te”. Alle spalle di Greg si è piazzato Luca De Tullio, fratello minore dell’olimpico Marco, classe 2003: 15:05.31 il suo crono. Il suo personale fin qui era di 15:25.40. Se sono De Tullio, fioriranno.

IL TRIPLETE DI SIMONA

Simona Quadarella meglio dell’Inter di Mourinho: non è il primo “triplete” il suo, lei che dopo 400 e 800 vittoriosi, tanto per non farsi mancare niente, ci aveva infilato anche i 200, quelli della Pellegrini, “non proprio la mia gara”. E ora i 1500, novità olimpica per Tokyo. “Obiettivo minimo era andare sotto i 16 minuti”. C’è andata: 15:57.03, nuotando con la consueta eleganza apparente, mentre nella corsia di fianco Martina Rita Caramignoli nuotava come sa, più furibonda. Dice Simona: “Ho sentito la stanchezza, la preparazione è quella che è, con il Covid, la pausa lunga”. Adesso si va sulla montagna: l’avvicinamento olimpico prevede l’altura, Budapest e tutte le gare che ci sono. “Perché a Tokyo voglio arrivare in piena forma; ci penso da un anno, anzi da cinque, da quando non sono riuscita ad andare a Rio”. Questa volta la prenotazione l’aveva fatta in anticipo e continua a legittimarla. Come ha voluto legittimarla Martina Rita Carignoli, seconda e sotto il tempo olimpico: “Volevo dimostrare a me stessa che non mi è stato regalato niente a darmi il pass con l’upgrading. Come Federica: solo che lei si commuove, giustamente, per le cinque Olimpiadi, e io, a trent’anni e dopo tante cadute e risalite, per la mia prima”.

“RAZZO” IN ORBITA TOKYO

Alberto Razzeetti, banalmente “Razzo” va in orbita Tokyo. Nei 200 misti doveva migliorare il suo record italiano per il lancio ed è quello che è successo: quasi un secondo sotto il precedente che era già suo. Ha nuotato stavolta in 1:57.13, la richiesta olimpica era di 1.58, il record cancellato era 1:58.09. Futuro ingegnere, appassionato di moto, allenato da Stefano Franceschi che così ha promosso olimpici due allievi mististi, sua figlia Sara e questo Alberto, ha detto: “Fino a un anno fa mai avrei pensato di poter commentare che andavo alle Olimpiadi, e invece adesso… Ho proprio realizzato un sogno”. E un proposito: migliorare ancora. LE

SOLITE RANE

Molto seguita la finale dei 50 rana donne, con le “tre Grazie”. Ha vinto, andando sola sotto i 30 secondi, 29.91, Benedetta Pilato. C’è rimasta male perché in batteria aveva nuotato in 29.62, a un centesimo dal suo record italiano: voleva limarlo ancora, e invece niente. L’hanno seguita alla piastra la Carraro e la Castiglioni, tutte con tempo da Europeo. Questa gara, come le altre sprint, tranne lo stile libero, non sono olimpiche per antiquata programmazione: togliere la naftalina, please, prima che sia troppo tardi per le nostre belle rane.

“STUPEFACENTE”

Cesare Butini, direttore tecnico della Nazionale con il compito di portarla a Tokyo, tira le somme a Riccione. Il campionato è stato “stupefacente”, la Old Generation ha dato tutto per tenere a bada la Next Generation e c’è riuscita, come la seconda è riuscita a mettersi in mostra. Anche i già qualificati per Tokyo non si sono risparmiati: è la voglia di nuotare e gareggiare. “Si è visto lo spirito; quel che è mancato a tutti fin qui è stato competere; con il Covid e quello che ha comportato questi risultati sono veramente straordinari. Bravi gli atleti, brave le società: lo sport ha subìto la situazione più di altri settori, il nuoto ancora di più”.

RANA AFFOLLATA

Butini spende qualche parola in più per le rane, Martinenghi e ragazze. “Ne abbiamo tre, ma la legge spietata ne promuove solo due per Tokyo; se fossimo l’atletica il problema non ci sarebbe. Peccato per Arianna Castiglioni bravissima e sfortunatissima per essere stata colpita dal virus proprio a ridosso di questi campionati. L’ipotesi staffetta? Vedremo se realizzabile, e ci vuole anche il placet del Coni”

BALLO E TUTTI IN BALLO

A proposito di staffette: le maschili dello stile libero? “Qui sono un po perplesso; nella 4x100 il capofila Miressi c’è; c’è anche Ceccon ma dovremo guardare bene il programma olimpico con le coincidenze fra gare individuali e batterie di staffetta; dietro c’è stato un po’ di ribasso; nei 200 la finale è stata emozionante sì, ma, a parte Ballo sono tutti in Ballo. Abbiamo un regolamento che ci sonsente di completare le squadre al Sette Colli a Roma, vedremo lì. Nel frattempo ci sono anche gli Europei, interessantissimi: primo test internazionale post Covid e speriamo che siano presenti in molti. C’è bisogno di confronti così verso i Giochi”.

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Ultimo aggiornamento: 20:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA