Mondiali in vasca corta, Rivolta ancora a medaglia. Per Greg quarto tempo per la finale dei 1500 stile

Mondiali in vasca corta, Rivolta ancora a medaglia. Per Greg quarto tempo per la finale dei 1500 stile
di Piero Mei
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Lunedì 20 Dicembre 2021, 18:02 - Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre, 16:01

È Matteo Rivolta il nuotatore che vale due medaglie per l’Italia ai mondiali in vasca corta di Abu Dhabi: due bronzi. Con il primo, quello da delfinista nella staffetta mista maschile 4x50, l’Italia ha fatto 12 come medagliere totale, uguagliato il bottino record di Shanghai 2006; e con il secondo, quello individuale nei 50 stesso stile, l’Italia ha fatto 13.

Ma non sono stati i soli numeri buoni per gli azzurri: hanno prenotato tre cose importanti per domani, con Miressi miglior tempo nella gara regina, i 100 stile libero, che ha nuotato in 45.58 che è record italiano (suo il precedente: 25.84); con Gregorio Paltrinieri, quarto tempo d’accesso nella gara più lunga, quella dei 1500; con Nicolò Martinenghi, terzo crono per la finale dei 50 rana.

NUOTO SENZA ETA’. Matteo Rivolta, nuotatore milanese, sta vivendo a trent’anni la sua miglior stagione: “I bilanci si fanno a fine carriera ed ho ancora tanti obiettivi da raggiungere; fin qui è stata un’altalena, un’emozione di alti e bassi, ma di emozioni ce ne saranno ancora” dice. E guarda a fianco e vede che il medagliato d’oro è il brasiliano Nicholas Santos che di anni ne ha oltre dieci di più: è del 1980, di febbraio, e dunque ne ha 41 e trecento giorni: ahi ahi, Federica Pellegrini, “baby pensionata”…

L’ETERNO SCONTENTO. Tipo speciale Matteo Rivolta: anche quando tutto gli gira bene trova la pagliuzza nell’cchio che dovrebbe sorridere: il suo 22.02 è record italiano e lui mugugna che “però con tre centesimi in meno sarebbe stato più bello” pensando al muro dei 22 secondo. E ancora torna sulla staffetta di bronzo: “Non mi è piaciuta molto, potevo fare meglio”.

STAFFETTA DA PODIO. Anche i compagni di staffetta si rimproverano qualcosa, pure al termine di una 4x50 mista che vede l’Italia terza in 1:30.78 (Mora dorso da 23.24, Martinenghi rana da 25.30, Rivolta farfalla da 21.93, Zazzeri strepitoso stile libero da 20.29, faticata che di lì a mezz’ora pagherà con la stanchezza di nuotare nella semifinale dei 100) dietro la Russia e gli Stati Uniti che si dividono l’oro, 1:30.51 per entrambi i quartetti, quello russo aperto dal solito Kolesnikov.

“Ho fatto peggio che nella gara individuale, dice Mora, ma ho fatto il tempo mio solito; forse sotto i 23 è stata un’eccezione, peccato che non fosse nella sua forma migliore Micky Lamberti con il quale l’Italia fece ilo record del mondo; ho preso qui tre medaglie, se non entrano in valigia lascio qualche vestito”. Martinenghi si accusa di “qualche errorino”, ma pensa subtio alla semifinale sui 50 rana che lo aspetta di lì a minuti. Di Rivolta s’è detto, e Zazzart si prepara ai 100 che lo deluderanno.

IL BIONICO ALBERTO. Alberto Razzetti, un oro, un bronzo e straordinarie frazioni nella 4x200, si presenta alla finale dei 400 misti con un chiodo fisso: essere il primo azzurro sotto i 4 minuti. L’impresa gli riesce, perché chiude in 3:59.57, ovviamente record nazionale, ma ci resta male perché non gli basta per il podio: è quarto. “Con un tempo così altre volte potevi vincere e invece gli altri sono andati ancora più forte, fortissimo”. E tra gli altri quello che è andato più veloce di tutti è il giapponese Dayia Seto, quello che fu degradato da Capitan Samurai della Nazionale perché sorpreso in adulterio in un albergo di Tokyo e le scuse bastarono alla moglie ma non alla Federazione.

Seto ha vinto il tempo di 3:56.26, nonostante la solita criticatissima tattica che lo vede partire a bomba a dorso, attraversare delfino e rana ancora ad altissima velocità e finire ad andamento lento negli ultimi metri dello stile libero. Sarà pure una tattica che i i competenti di bordo vasca non condividono, ma intanto il mistista con questo modo di fare e di nuotare ha vinto la gara dei 400 misti ai mondiali in vasca corta per la quinta volta consecutiva: un record.

LE CANADESI SCATENATE. Tre ori per le ragazze del Canada: con Margaret McNeil il cui 25.27 è record del mondo, con la Pinkrem nei 200 misti (2:04.29) nei quali Ilaria Cusinato era ancora sesta (“tre sesti posti mondiali, un punto di partenza per la stagione in lunga”: ripartenza, visto che da gennaio Ilaria cambia allenatore e si affida a Matteo Giunta, il coach dell’ultima Pellegrini), e con la staffetta 4x200.

TRIS D’ASSI. Tris d’assi per il piatto di chiusura dell’ultima giornata mondiale ad Abu Dhabi. Alessandro Miressi ha un sorriso grande così dopo il record italiano e il miglior tempo nei 100 stile: “Mi bruciava che in batteria il canadese avesse toccato prima di me, e volevo mettere le cose in chiaro” scherza. Comunque le ha messe: quel 45.58 è l’unico crono del ranking sotto i 46 secondi. Dice Miressi che sarà “una bella finale”, è una di quelle, scongiuri ammessi, che l’Italia non ha vinto mai in vasca corta.

Mondiali in vasca corta, Paltrinieri: «Mi piacerebbe tornare ai fasti di Doha»

Di mattina ha nuotato Paltrinieri la batteria dei 1500: “Con Romanchuck e Wellbrock in vasca sembrava una finale” ha detto Greg che ha chiuso in 14:28.1, quarto tempo del ranking complessivo dopo il 14:24.76 dell’ucraino Romanchuck, cresciuto a carbonara quando soggiornava a Ostia con la “banda del Moro”, il 14:25.77 del tunisino simil-Mellouli, Ahmed Hanfaoui, e il 14:25.79 del tedesco Wellbrock.

“Ho nuotato più o meno con lo stesso tempo della batteria di Kazan; la finale sarà un’altra gara, un’altra storia; mi piacerebbe tornare ai fasti di Doha 2014, ma quello era un altro Greg. Farò una gara regolare, mi sento bene e l’ho preparata a dovere” dice Paltrinieri. Che avrà al suo fianco il “fido scudiero” Domenico Acerenza, cher gli fa compagnia per mare e per vasca e che si è qualificato con 14:34.03, settimo crono.

Il terzo del tris è Nicolò Martinenghi: con 25.87 nei 50 rana ha il terzo tempo dietro il bielorusso turbo Shimyanovich 25.55 e l’americano Nic Fink, 25.66. In realtà sarebbe stato quarto il nostro “Tete”, ma è incappato nell’ennesima squalifica con l’aiuto del Var il turco Sakci che sarebbe stato cliente pericolosissimo. Ma con il Var le squalifiche sono fioccate ad Abu Dhabi. “Ho fatto una buona semifinale, in finale mi voglio divertire e per il podio ci sono anch’io”.

Finaliste già in starting list anche Silvia Di Pietro nei 50 stile e Elena Di Liddo nei 100 delfino.

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