Mondiali in vasca corta: il re del nuoto è Miressi, oro nei 100 stile, che bissa anche nella 4x100 mista. Greg solo quarto nei 1500

Mondiali in vasca corta: il re del nuoto è Miressi, oro nei 100 stile. Greg solo quarto nei 1500
di Piero Mei
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Martedì 21 Dicembre 2021, 18:55

Il re del nuoto, il re del mondiaIe, il re del mondo del nuoto, è italiano e si chiama Alessandro Miressi. È torinese, è alto più di 2 metri (anche il nuoto ormai richiede i giganti) e ha vinto la gara regina, i 100 stile libero, ai campionati iridati in vasca corta che si sono conclusi ad Abu Dhabi. Non s’è accontentato il nostro eroe: ha fatto nell’occasione il record italiano, ha vinto una prova che nessun azzurro aveva vinto mai in vasca corta, ha nuotato una strepitosa quarta frazione, quella a stile libero, nella staffetta 4x100  mista e il suo tocco per primo anche in questa gara, è stato il suo secondo personale oro di giornata, il quinto dell’Italia (record!), la sedicesima medaglia dell’Italia (record), il terzo posto nel medagliere dietro i nordamericani, Usa primi, Canada secondi, ma con un 5-5-6 primi in Europa davanti alle Grande Madre Russia. Il re è Mire e non Greg: Paltrinieri è “solo” quarto nei 1500. La terza medaglia di giornata è l’argento di Martinenghi nei 50 rana.

“IO C’ERO”. “Volevo vincere, dovevo vincere, ho vinto”, dice Miressi. Sì, ma non c’erano Dressel né Chalmers… “Mica è colpa mia; ci saranno in futuro, magari li batterò dopo”. L’emozione non traspare: “Forse siete più emozionati voi”, scherza. “Non è vero, però: è che sono fatto così: non lo faccio vedere”. “Sapevo che dovevo combattere fin dall’inizio e che poi dovevo andare a riprenderli: tutto calcolato”, scherza ancora. Aggiunge: “Non è vero, tutto istinto”. Certo che calcolare i secondi 50 in meno di 24 secondi (23.86 per la precisione) doveva sembrare di fantasticare. E invece era realtà: così Miressi ha recuperato un secondo allo scatenato americano Held, lo ha portato a chiudere in 45.57 che lima il record italiano, mentre l’americano stremato finiva in 45.63 e terzo era il canadese Liendo Edwards, 45.82.

IO C’ERO UN’ALTRA VOLTA. Anche nell’ultima gara maschile, la staffetta 4x100 mista, Miressi dirà “io c’ero”. Ero e oro. È stata straordinaria: è partito Lorenzo Mora a dorso, guardingo nel prolungare troppo la subacquea che è la sua arma segreta ma anche il suo tallone d’Achille giacché talvolta esagera, e ha chiuso in 50.34 con davanti Kolesnikov e il brasiliano; Martinenghi è stato l’uomo rana, il secondo, e la sua frazione è stata di 25.80 (solo l’americano Fink ha fatto meno); il “vecchio” Matteo Rivolta, il delfino trentenne, ha fatto il sorpasso con una frazione da 48.43 e se dai il cambio per primo e il tuo ultimo uomo è Miressi che altro puoi aspettarti se non di vincere? Alessandro nuota in 45.05 e non lo fa nessun altro. La piastra è d’oro, un nuovo tipo d’oro, l’oro azzurro. Il tempo totale è di 3:19.76 che polverizza e anche di più il precedente primato italiano di 3:23.51. I Supereroi d’America sono secondi, i russi terzi.

IL CORO! Abbiamo fatto vedere il valore dell’Italia”, dice Martinenghi e allude non solo alla staffetta, ma alla squadra tutta e, nelle intenzioni, al Paese intero; “Questa è la strada: un mix di giovani e vecchi”, sottolinea Rivolta. “Nel nuoto, che è sport individuale come concetto, invece abbiamo dimostrato che il gruppo conta e come”, aggiunge Mora; “E l’anno prossimo cercheremo di replicare il tutto”, è la promessa di Miressi, che pensa a Fukuoka mondiale in primavera e Roma europea in estate, quando la vasca si allungherà.

Mondiali in vasca corta, Greg solo quarto nella gara di Wellbrock

IL GREG TEDESCO. Florian Wellbrock fa il Paltrinieri lungo le 60 vasche e 59 virate: prende il comando al tuffo e non lo molla più. Davanti a lui, che forse non lo sa, c’è solo la striscia rossa virtuale che indica lo split tra chi è in vasca e chi c’era quando fece il record mondiale, Paltrinieri che lo deteneva in questo caso. È nell’ultima vasca che Wellbrock supera anche questo Greg virtuale e chiude in 14:06.88 che butta giù il tempo che fu di Paltrinieri, 14.08.06.

Greg, che chiuderà in 1:21.00, un andamento lento per i suoi standard, lo ha addirittura incrociato contromano a molte virate, cosa che non gli era mai capitata in vita sua, o quasi. Ma stavolta ha cominciato a cedere acqua dopo un terzo di gara, mentre i tre, Wellbrock, il tunisino novità Hanafoui, e la vecchia conoscenza, l’ucraino Romanchuck, andavano in trio. Greg annaspava, non da lui. Quando Wellbrock strappava staccando i compagni d’attacco era già ben chiaro che Paltrinieri non stava facendo una gara d’agguato: non stava proprio facendo la gara.

“ERO MORTO”. “Ero lì sul filo: poteva andare benissimo, poteva andare malissimo”. La seconda che hai detto. Paltrinieri rivisita la gara e l’approccio. “Quando era il momento di spingere, ero morto. Chissà: abbiamo cambiato qualcosa nella preparazione, ed evidentemente non ha funzionato”. Potrebbe essere l’allenamento in quota all’ultimo momento, il “metodo Pellegrini” che tanto bene ha funzionato per Fede, ma ciascun atleta è diverso, e magari Greg si ritrova “imballato”.

“Diciamo pure, però, che con come sono andati forte gli altri tre, forse neanche il miglior Greg avrebbe vinto; Wellbrock è stato stellare, non lo avrei proprio battuto; ora con Fabri dovremo pensare a qualcosa di nuovo, a quello che dobbiamo cambiare”, dice ancora Paltrinieri, Fabri è il suo tecnico del “dopo Moro”, Fabrizio Antonelli. “Loro andavano forte tutti e tre, io no: non ci resta che lavorare in serenità; mi dispiace, ho fatto proprio una brutta gara”.

LO “SCUDIERO” FELICE. Mentre Wellbrock nuota da solo, Hafanoui e Romanchuck battagliano per l’argento (lo prende il primo), Greg galleggia quarto, s’avvicina al quinto posto Mimmo Acerenza che finisce in 14:24.31 e abbassa così di oltre otto secondi il suo personale. “Sono felice per me, non potevo chiedermi di più; mi dispiace per Greg, ma è un lottatore e si rialzerà come ha fatto ogni volta.

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Quasi oro anche per Martinenghi nei 50 rana

FILOSOFIA DEL QUASI. Che Italia è questa! Ora ci si può rammaricare anche per un argento, che è quello che coglie Nicolò Martinenghi nei 50 rana: finisce in 25.55, mentre l’americano Fink tocca un attimo prima, 25.53. “Ho sbagliato io l’ultima bracciata, sono arrivato lungo, e probabilmente la gara l’ho persa lì” . E del “quasi oro” dice: “Con il quasi non ci fai quasi niente”. “Ho preso forza dai 100: quando ti arriva un risultato che non ti aspetti, poi prendi la carica. Qui ho visto Symianovich che ha sbagliato la partenza, ho fatto la mia gara, ho sbagliato l’ultima bracciata, ma lasciatemi concnetrare sulla staffetta, vogliamo fare qualcosa di grande”.

IL QUARTO AMARO. E, a proposito di Italia mutata, ci mette del suo anche Lorenzo Mora, quarto nei 200 dorso in 1:49.27 che è il suo nuovo record italiano. “Se prima di venire ad Abu Dhabi mi avessero detto che ci sarei rimasto male per un quarto posto mondiale ottenuto con il record italiano, li avrei presi per matti: e invece è proprio così, ho l’amaro in bocca”. Ha vinto il polacco Kawecki.

Nel palinsesto dell’ultima giornata solo una gara senza azzurri, e, medaglie a parte, è buono il complesso, con la Fangio nei 200 rana, quinta, la Di Liddo nei 100 farfalla, quinta, la Di Pietro nei 50 stile, ottava (la Sjoestroem ha vinto l’ultimo duello personale contro la Kromowidjoho), la staffetta mista delle ragazze (Scalia, Carraro, Di Liddo, Di Pietro) sesta ma al record italiano, 3:51.03: sì, ormai l’acqua è proprio azzurra in tutto il mondo e in tutto il mondiale. E dopo gli anni femminili di Fede, ecco il ritorno del “latin lover” italiano.

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