Luna Rossa, via libera alle regate: inizia la sfida per l'America's Cup

Luna Rossa, via libera alle regate: inizia la sfida per l'America's Cup
di Francesca Lodigiani
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Venerdì 5 Marzo 2021, 21:58 - Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 07:30

La 36° America’s Cup parte mercoledì 10 marzo, poco dopo le 16, le 4 del mattino della notte tra martedì e mercoledì in Italia. E’ confermato nonostante gli allarmi, poi rientrati, di tsunami e terremoti. Sarà un debutto con una Auckland in lockdown di livello 2, condizione in cui le regate sono permesse, anche se solo nei campi di regata A ed E, meno visibili da terra, ed è permesso anche alla flotta degli spettatori uscire a seguirle, seppur con limitazione di passeggeri a bordo. Limitazioni ci saranno per l’accesso all’America’s Cup Village, dove saranno aperti bar e ristoranti, ma non sarà allestito per i tifosi e le famiglie dei team, il megaschermo per le dirette, così come non si potranno seguire le gare seduti nel verde che degrada verso l’acqua delle colline che sovrastano gli altri campi di gara. La speranza è comunque che dopo le due prove di mercoledì 12 marzo, quando venerdì prossimo si correranno la terza e quarta prova, e poi si continuerà a regatare, giorno dopo giorno finché o il Defender Emirates Team New Zealand o il Challenger Luna Rossa Prada Pirelli non avrà collezionato le 7 vittorie necessarie a far propria la vecchia Brocca, il livello di lockdown sia sceso ancora e ciò permetta a tutti di godersi pienamente i match. 
GUERRA PSICOLOGICA

Intanto continua la guerra psicologica messa in atto dai kiwi, i padroni di casa, supportata dai media locali, e molto si favoleggia sulla loro velocità. Sul fronte Luna Rossa si registra invece consapevole tranquillità. Consapevole perché la sfida, lo sottolineano da Max Sirena, a Checco Bruni, agli altri dell’equipaggio, è considerata titanica. Ma se ci sarà l’occasione, si capisce che sono ben intenzionati e attrezzati per coglierla. Un tema sul quale molto si dibatte in questi giorni di attesa è quello dell’assetto che i kiwis adotteranno in partenza. E’ opinione diffusa che il duo Checco Bruni – Jimmy Spithill, per formazione e per esperienza pregressa, sia molto forte in partenza, forse più forte del timoniere, fino ad oggi titolare unico di Team New Zealand, il trentenne medaglia d’oro di 49er Peter Burling, costretto, come erano Ben Ainslie e Dean Barker, a cambiare bordo ad ogni virata. Si dice, ma la supposizione non ha ricevuto da kiwiland né conferma, né smentita, che perlomeno per le manovre della pre-partenza Burling sarà affiancato come secondo timoniere da Ashby per evitare quel cambio al timone che in manovre ravvicinate è un handicap in quanto comunque, per quanto minimo, c’è un momento di “interregno“ nella manovra. Comunque sia, mai come questa volta, in cui il pacchetto del team italiano, appare valido, completo e a tutto tondo, e in cui un po’ di nervosismo sembra provenire dal campo avversario a digiuno di regate da quasi tre mesi, è vero quello che si dice da sempre in Coppa America, e cioè che saranno i primi lati della prima regata a dire se le velocità degli scafi saranno simili o meno e se quindi ci sarà l’auspicata battaglia. 

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