Lo sci azzurro si avvicina ai mondiali con Fede

Lo sci azzurro si avvicina ai mondiali con Fede
di Mario Nicoliello
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Lunedì 25 Gennaio 2021, 07:35

A tredici giorni dalla cerimonia d’apertura del Mondiale casalingo l’Italsci al femminile viaggia a gonfie vele verso la rassegna di Cortina. All’ombra delle Tofane ci saranno almeno tre azzurre candidate a calpestare il podio in più di una specialità e due di queste, Sofia Goggia e Marta Bassino, reciteranno sul palcoscenico ampezzano il ruolo di favorite numero uno, rispettivamente in discesa libera e slalom gigante. Il superG di Crans Montana ha però rilanciato in chiave iridata anche le aspettative della terza dama della valanga rosa, Federica Brignone, ancora a secco di vittorie in stagione, ma capace nella recita domenicale sulla Mont Lachaux di affacciarsi ai piani alti della classifica, acciuffando con grinta e destrezza la terza posizione, alle spalle della vincitrice Lara Gut e di Tamara Tippler. «Sono contenta perché era un periodo in cui non avevo tanta confidenza nei miei mezzi. Con la pista di Crans Montana avevo un buon feeling e l’ho sfruttato per ritrovare buone sensazioni nella velocità. Nelle prossime gare cercherò di sciare come in allenamento», racconta la detentrice della sfera di cristallo, bisognosa come non mai di questa positiva iniezione di fiducia. 
STIMOLO AZZURRO
Vedere le compagne vincere quattro volte negli ultimi otto giorni – due volte la Bassino in gigante e altrettante la Goggia in libera – ha galvanizzato pure la Brignone, la cui involuzione era questione di testa e non di fisico. Con la mente sgombra da pensieri superflui le doti tecniche sono tornate a splendere, su un pendio adattato alle caratteristiche della valdostana e in una gara in cui Goggia e Curtoni hanno saltato l’ultima porta prima del traguardo, mentre la leader della generale Petra Vlhova si è fatta sorprendere dal salto nella parte alta. «Partendo con un numero basso non era facile interpretare correttamente il percorso. Se avessi scelto un pettorale più alto magari avrei potuto fare meglio nella parte iniziale e in quella centrale», aggiunge la Fede nazionale, al 43° podio della carriera, il quarto in stagione. Le nostre prime donne si stimolano a vicenda e la competizione interna non solo produce podi a raffica delle attrici protagoniste, ma a rotazione valorizza anche le altre comparse: ieri le luci della ribalta hanno illuminato la romana Francesca Marsaglia, quarta ad appena quattro centesimi da Brignone. Insomma nel circo bianco femminile l’Italia è la nazione di riferimento e domani nel gigante di Plan de Corones attendiamoci altri fuochi d’artificio. 
POLIVALENTE
In ottica mondiale, pur non essendo la principale favorita in nessuna delle discipline, Brignone è l’azzurra che può fare bene su più fronti. A cominciare dalla prima gara del programma iridato, la combinata alpina, scomparsa dai radar nella Coppa di quest’anno, ma che potrebbe essere cucita addosso alla valdostana, considerando che la prima manche sarà in superG e non in discesa. L’auspicio è duplice: da un lato che le polivalenti da sballo ispirino pure le giovani slalomiste, giacché i pali stretti rappresentano l’anello debole della catena tricolore, dall’altro che sulla scia delle donne anche gli uomini raccolgano frutti iridati. 
IL RITORNO DI INNER
La Streif di Kitzbuehel, oltre a certificare il ritorno ad alto livello di Dominik Paris, ha rinvigorito Christof Innerhofer, quarto nella libera domenicale disputata nel Tempio dello sci e vinta dallo svizzero Beat Feuz, già primo venerdì. Innerhofer ha ritrovato il coraggio di osare in curva e di tirare nei punti complicati. L’aria del Mondiale esalta l’Italsci. 

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