Froome: «Dopo lo Zoncolan sono più sicuro e voglio lottare per la maglia rosa fino alla fine»

Froome: «Dopo lo Zoncolan sono più sicuro e voglio lottare per la maglia rosa fino alla fine»
di Francesca Monzone
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Domenica 20 Maggio 2018, 14:05

Chris Froome ieri ha vinto sullo Zoncolan, oggi ci saranno ancora salite che possono fare la differenza e martedì la cronometro che potrebbe portare il britannico sul podio della corsa rosa. Il capitano della Sky è più combattivo che mai e sa che l’ultima settimana è quella decisiva dove tutto può succedere e per lui adesso si riaprono le possibilità per la vittoria finale.
Dopo la vittoria di ieri è di nuovo in lotta per la classifica generale. Come si sente dopo questo successo?
“Sono molto felice e il morale dopo un inizio difficile è sicuramente alto. Anche per la squadra questo è molto importante, ma ci sono ancora 3’10” di ritardo dalla maglia rosa e non sarà facile recuperare. Yates ha fatto una grandissima corsa ed è più esplosivo di me e pensavo che nel finale mi avrebbe ripreso”. 
Che emozioni ha provato a correre in testa alla corsa sulla salita dello Zoncolan piena di gente?
“È stato qualcosa di unico veramente e ad un certo punto ho visto uno che correva vestito da Babbo Natale e ho pensato di avere delle allucinazioni. Con la squadra avevamo pianificato questa tappa da molto tempo, poi purtroppo ho avuto problemi nella prima parte della corsa e siamo arrivati ad un risultato non ottimale. La salita la conoscevo bene perché avevo fatto delle ricognizioni e sapevo quali erano le parti più impegnative e dove fare la mossa giusta e accelerare e poi mantenere la mia cadenza. Ho dovuto spingere veramente tanto per poter guadagnare quel gap. L’atmosfera era unica e ringrazio tutti i tifosi che mi hanno accolto e accompagnato lungo la salita”.
Il suo Giro d’Italia inizia adesso con questa vittoria? Ci sono momenti in cui ha pensato di ritirarsi?
“Cadute come quella di Gerusalemme purtroppo capitano e il ciclismo è anche questo. L’obiettivo era sicuramente quello di continuare perché anche in passato abbiamo visto come in un grande giro la classifica generale può cambiare, in particolare nell’ultima settimana. Ho il supporto del team e della mia famiglia e lotteremo fino alla fine”.
Come affronterà adesso la corsa?
“Spingerò al massimo fino a Roma in questo momento sono indietro di 3 minuti nella classifica generale ma farò di tutto per rovesciare il risultato. Penso che i momenti più difficili siano passati anche psicologicamente. Fino ad una settimana fa avevo ancora molti dolori sulla gamba destra e questo comprometteva tutto il mio modo di correre. Il mio corpo ha poi iniziato a recuperare e adesso mi sento bene”. 
Martedì ci sarà la cronometro di Trento, la frazione che potrebbe fare la differenza, andrà a fare una ricognizione sul percorso?
“Si naturalmente come ho fatto anche a Gerusalemme. In realtà il percorso della cronometro già lo conosco ma andrò a vederlo di nuovo. Sarà una tappa chiave perché è di 30 chilometri su un percorso completamente piatto”. 
In quella tappa cosa si aspetta dai suoi avversari?
“Nel Giro tutto può succedere è una corsa veramente imprevedibile. Io però più che pensare agli altri mi concentro su me stesso e su cosa posso fare. Simon sta andando veramente bene e anche Tom sta dimostrando di andare bene. Vedremo cosa succederà già oggi è poi nelle prossime tappe”. 
Quanto è stato importante il lavoro fatto dal suo compagno Poels nella salita di ieri?
“Come tutti sapete ho avuto delle difficoltà nella corsa e ho perso del tempo, ma avevo pianificato di avere un crescendo e questo è quello che ho fatto. Wout ha fatto un lavoro straordinario fin dall’inizio della salita, è veramente un ragazzo di gran classe e anche lo scorso anno fece un ottimo lavoro alla Vuelta. Ha fatto un ottimo passo in particolare quando ha visto che Dumoulin si era staccato dietro il gruppo. Quando io ho accelerato i miei avversari erano già al limite quindi non ho dovuto faticare troppo per andare via”. 
 

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