Europei Budapest 2021, record del mondo per la 16enne Benedetta Pilato nei 50 metri rana Chi è

Europei Budapest 2021, record del mondo per Benedetta Pilato nei 50 metri rana
di Piero Mei
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Sabato 22 Maggio 2021, 19:25 - Ultimo aggiornamento: 23:25

“Allucinante” è l’aggettivo che le dedica Greg Paltrinieri, lui che di nuoto e di medaglie s’intende, ieri un altro argento a Budapest. «E’ la tranquillità di Benny che stupisce», aggiunge. «Siamo bravi!» dice Detti, bronzo per lui, con orgoglio azzurro per Benny. Benny è Benedetta Pilato, adolescente cresciuta a Taranto, vita normale di ragazza normale, pochi tinto per la testa, un pappagallo per amico, magari presto anche uno stagno, una pozzanghera per metterci una rana. Lei è la rana. Da ieri la rana più veloce del mondo in acqua femminile: era “solo” la semifinale ai campionati europei, ma Benedetta ha nuotato come nessuna mai, né le ragazze dell’est, come la lituana Melutyte che aveva il primato europeo, né quelle dell’ovest, come l’americana Lily King, che fino a ieri aveva il record del mondo, 29.40. Benny, 16 anni, lo ha tirato giù di 10 centesimi, che sembrano poco ma sui 50 metri sono un’eternità.

Le viene da piangere e non vorrebbe; cerca di ricacciare indietro il singhiozzo con la forza con cui ha ricacciato indietro le avversarie. Il record del mondo è una rarità per il nuoto d’Italia, una dolce rarità, un assolo di Novella Calligaris e di Giorgio Lamberti, una raffica di Federica Pellegrini, l’ultimo dei quali resiste ancora. Quello di Benny (che intanto anche la mattina aveva nuotato da record come fa quasi sempre, Pilato fa rima con primato, stabilendo quello italiano e quello mondiale juniores) durerà meno, sicuramente. Anche per la ragione, non banale, che c’è lei a nuotarsi contro. Sui 50 risulta imbattibile, peccato che non sia specialità olimpica e che anche per Parigi abbiano (per ora) detto di no. Ma non per i mondiali, non per gli europei, e nemmeno per gli europei juniores, categoria alla quale la studentessa Pilato appartiene ancora, e dunque potremmo vederla un piao di volte a Roma, prima di volare per Tokyo, per i 100 metri: il Sette Colli e gli Europei dei piccoli, a cavallo fra giugno e luglio.

 
SENZA PAROLE
Benedetta non sa che dire. La rana mansueta che sembra, come l’animale che ispira lo stile del suo nuoto, è invece feroce in vasca: ha il tuffo micidiale, la micidiale frequenza; dopo la subacquea è già prima e passano metri per tutti e bracciare sue, e sempre prima è lei.

“Oddio, non so che dire, non me l’aspettavo”, bugiardella la ragazzina che alla telecamera si tormenta riccioli lunghi; “non mi fate piangere; ieri ero io in tribuna a fare il tifo per loro e oggi sono loro, i miei compagni, che hanno fatto il tifo per me”. Mica solo loro, anche tutti quei ragazzi dal nuoto negato di quest’anno e mezzo, che sognano il tuffo alla Benny. Perché il suo tuffo, il suo stile, il suo nuoto, i suoi primati che non si contano più, sono da sogno. E il mondo è suo, e applaudono vecchi e nuovi, i compagni di un’Italia sportiva e vincente.

Quei compagni che ieri, oltre a Greg e Gabri, hanno portato all’Italia altre due medaglie, con Martinenghi bronzo nella rana veloce (l’oro è di Peaty, che è il Benny della situazione, quieto ma feroce) e con la staffetta di chiusura, altro bronzo. Nel quartetto misto dello stile libero con Miressi e Ceccon e con la Di Pietro era, la Pellegrini. Dove c’è Federica, c’è medaglia. E per l’Italia sono 21 a un Europeo, 22 fu il record di Glasgow. Oggi si chiude e ci sono la Pilato, la Quadarella, la Panziera e altre staffette… 

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