Europei Budapest 2021, Federica Pellegrini è medaglia d'argento nei 200 metri stile libero

Europei Budapest 2021, Federica Pellegrini è medaglia d'argento nei 200 metri stile libero
di Piero Mei
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Giovedì 20 Maggio 2021, 19:18 - Ultimo aggiornamento: 20:45

Federica Pellegrini, l’eterna ragazza, la Divina, è d’argento. Fra l’argento di lei e l’oro dell’altra ci sono due centesimi di secondo, che passano prima ancora d’averli pronunciati o letti. Arriva con la stessa bracciata della ragazza ceka Barbora Seemanova, che è del 2000 e dunque andava all’asilo mentre Capitan Federica già saliva sul podio olimpico in quel di Atene 2004, e di qui a qualche mese sarà a Tokyo per la sua quinta Olimpiade personale, Phelps ne ha fatte altrettante.

QUADRETTO FAMILIARE

“Mamma, sono ancora viva”, dice subito appena in tv Federica, che per un attimo si tira giù la mascherina e sotto c’è un gran sorriso, che non è di chi prende bene un secondo posto e per due centesimi di secondo, ma di chi ha sentito di nuovo le sensazioni che voleva, l’acqua che voleva, la gara che voleva: dosata. Il finale alla sua maniera. “Sei stata bravissima” le fa Matteo Giunta, il fidanzato allenatore che la raggiunge, gli sguardi s’incrociano, i pugni pure, le regole sono regole.

CIAMPI MEDAGLIA DI BRONZO

LA GARA

Primi 50 in 27.21, secondi in 29.31, terzi in 30.05, quarti in 29.72, il totale 1:56.29. Aveva virato terza ai 150, cioè 51 centesimi dietro la ragazza ceka, ne ha riguadagnati 49! Non sono bastati per la vittoria, ma non è parola da usare in questo caso, il contrario che è la sconfitta. Si gira sull’acqua, guarda il tabellone e sorride già. Dirà poi: “una settimana così intensa di gare non la avevo mai fatta nemeno anni fa; ho seguito Matteo e devo dire che per una volta aveva ragione lui. Ho provato questa sequenza di gare individuali che sarà la stessa di Tokyo”. Si ferma due centesimi di secondo e aggiunge “Speriamo”. Così speriamo tutti.

E ANCORA MEDAGLIE

Sono ciliegie, le medaglie: una tira l’altra. Nelle prime finali per l’Italia non era venuta nessuna, ma Federica ha aperto il conto; e dopo il suo argento ecco Alberto Razzetti che si prende il bronzo nei 200 misti che lo stanno portando in alto (è olimpico), 1:57.25 il suo tempo. “Il podio manco lo sognavo e ancora non so se sia vero; magari non sognavo nemmeno la nazionale”. Il dorso un po’ meno bene… “Ci sto lavorando, come sto lavorando su tutto e ringrazio tutti”. E il nuoto lui.

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SENZA DISCRIMINAZIONI

Tra la mattina e la finale della sera della 4x100 mista mista, due sessi e quattro stili, gli stili azzurri cambiano sesso: il dorso si fa donna con la Panziera (per Sabbioni), lo stile libero si fa uomo con Miressi (per la Di Pietro), restano fissi la rana Martinenghi e il delfino, la Di Liddo. Bravi tutti e quattro, chiudono al bronzo, davanti alla Russia che è di legno, nonostante Kolesnikov dorsista che fa un tempo che sarebbe record europeo, ma nella mista al quadrato non vale come tale. Il confronto ranocchio fra Adam Peaty e la chiacchierata russa Efimova è impietoso per lei. I crono azzurri sono 59.55 per la Panziera, 58.05 per Martinenghi, 57.54 per la Di Liddo, 47.16 per Miressi. Vince la Gran Bretagna davanti all’Olanda. Per i britannici record europeo.

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ORI ALTRUI

Le ungheresi vanno in coppia d’oro e d’argenti nei 200 delfimo, la Kapas davanti alla Hosszu; Ilaria Cusinato è quinta in 2:08.91, “non nuotavo così veloce da tre anni”. Le attenuanti: vomito e costume con strappo prima del via, dunque nervosismo, a poi quando sei in acqua ti scordi tutto, dice. “Comunque bene, non è questa la mia gara”. La delusione è afare da uomini, stavolta: Thomas Ceccos nei 100 dorso chiude sesto in 53:02, “cioè, per carità, eravamo tutti lì, tre decimi più o meno fanno la differenza”. Per il podio più basso, in effetti, quello di bronzo, erano in quattro in cinque centesimi.

Anche il quarto, il francese Ndoye Brouard, allenato da mammà, che aveva proprio all’ora della finale un esame universitario a distanza ed ha ottenuto il piccolo rinvio con l’esame dall’ora di cena. L’oro è stato del rumeno Glinta 52.88.

IL PASSO AVANTI

Il passo avanti verso la finale lo hanno fatto insieme Thomas Ceccon (ancora lui!) e Piero Codia nei 50 delfino (o farfalla che dir si voglia) separati in semifinale ma avvicinati dal crono buono. Dicono più o meno la stessa cosa in chiave pronostico per domani: “Darà tutto, ci proverò”. L’ha fatto da sola Margherita Panziera nei 100 dorso, l’ha fatto una bravissima Francesca Fangio nei 200 rana (non Martina Carraro qui). E invece niente finale nei 200 stile uomini, Ballo la perde per due centesimi, ancora due centesimi.

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E INTANTO GREG

Paltrinieri era di riposo; ma è andato in tv, a L'Aria che Tira, a dire la sua sul #SalviamoLePiscine": "Penso alle nuove generazioni. Ho sempre parlato del sogno che ho inseguito fin da piccolo, che non era quello di diventare campione olimpico, ma di stare insieme ai miei amici e socializzare. Sono stati aperti tanti luoghi chiusi, ma non le piscine. Appare un controsenso. Vorrei tralasciare l'aspetto agonistico perché questo argomento riguarda tutti i fruitori degli impianti. Lo sport insegna a vivere e trasmette tantissimo. A me dispiace per i giovani, molti dei quali mi scrivono, che sono fermi da un anno e mezzo, privati di un futuro e senza poter sognare".

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