Skin, da X-Factor al tour: «Adesso voglio nuove sfide»

Skin, da X-Factor al tour: «Adesso voglio nuove sfide»
di Marco Molendini
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Luglio 2016, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 21:57

A tre anni Deborah Ann Dyer già sognava di diventare Skin. Allora passava molta parte della giornata nel club del nonno a Brixton, The Thirteen: «Sono cresciuta lì, è stata la mia scuola - ricorda - sentendo un sacco di musica. Ci passavano artisti come Peter Tosh e Bob Marley. Una volta mi hanno raccontato, ci venne anche Cassius Clay, ancora prima di chiamarsi Mohammed Alì». Quando cominciavano i concerti, la piccola Debbie veniva spedita a letto: «Ma lì ho cominciato a sentire la musica che mi avrebbe influenzato, reggae e ska e ho continuato a farlo quando sono cresciuta», aggiunge. Da quei tempi sono passati un bel po' di anni. Skin si avvia a diventare una signora cinquantenne (il compleanno è nel 2017), ma il suo fisico ancora racconta di una donna piena di energia e di forza vulcanica. Un personaggio estroso nella vita privata almeno quanto lo è sul palco. Qualità, questa, che ha dato visibilità e forza agli Skunk Anansie, la cui storia ormai dura da un ventennio, compresi quegli otto anni in cui la formazione di sciolse. Ma dal ritorno, nel 2008, le azioni del gruppo si sono sorprendentemente rialzate. Complice l'esposizione sempre più forte proprio della cantante. Da noi, in particolare, con la sua presenza come giudice a X Factor. E, così, ecco la band inglese alle prese con tour praticamente continui e il ritorno in Italia con nuove date estive: a Pistoia giovedì, a Rock in Roma a Capannelle venerdì, poi Piazzola sul Brenta domenica, e ad agosto Brindisi (il 16) e Taormina (il 17).
 
IL TOUR
«Il tour sta andando benissimo. È una grande produzione e piace sia al pubblico che alla critica. In scaletta abbiamo inserito anche nuovi pezzi» spiega Skin. Insomma, per gli Skunk il vento continua a soffiare a favore, effetto televisivo ma anche di una certo addolcimento della proposta musicale. La band era nata sul fronte tosto, quasi combat mescolando elementi heavy alla base ska con testi molto impegnati politicamente sul fronte rivendicativo e delle libertà (il loro nome deriva dal dio-ragno dei racconti popolari dell'Africa Occidentale, Anansi, e da Skunk che sta per cannabis). Skin, comunque, racconta di aver voglia di fare anche altro: «Sono in carriera e non voglio solo pensare ai dischi o un nuovo album, mi piace l'idea di essere una performer completa e mi piace affrontare nuove sfide, avendo degli obiettivi da raggiungere. Sono una pronta a cambiare subito se non si sente soddisfatta di quello che sta facendo». È stata così tutta la sua vita, pronta a raccogliere le sollecitazioni dell'istinto. Se non l'avesse fatto non sarebbe diventata neppure cantante, ma interior designer e non si sarebbe rasata completamente la testa (atto di ribellione anche questo) prendendo da quel gesto anche il suo nome d'arte, Skin, da skinny che vuol dire rasata.

LA STORIA
La sua storia, del resto, è segnata anche da vari cambi di rotta, la separazione dagli Skunk Ananasie fu una sua scelta per andarsene da sola (con scarsi risultati, allora), con passaggi anche dal cinema alla televisione: «Nella mia vita non ho mai fatto una sola cosa per volta - spiega -. Sono la cantante degli Skunk Anansie, ma sono anche una dj techno, ho cantato al festival di Coachella, recitato in un film, sto ricominciando a interessarmi di moda. Insomma se la carriera musicale dovesse saltare non avrei tempo neppure di restare delusa».

Ma c'è anche la tv: «Offerte ce ne sono e sono pronta a fare ancora televisione in Italia. Ma per farla da voi devo migliorare ancora il mio italiano che, pure, riesco a parlare già abbastanza. Vediamo cosa succederà nel futuro» commenta senza sbilanciarsi. E aggiunge, compiaciuta a proposito dei talent e della sua esperienza a X Factor: «Imparare una nuova lingua e cercare di far diventare qualcuno una star è per certi versi più difficile che fare un buon album».

Resta, comunque, convinta Skin che la storia degli Skunk Ananasie andrà ancora avanti: «Siamo amici e i nostri rapporti sono buonissimi» ci tiene a sottolineare. Anche se nella testa le frulla sicuramente l'idea di fare qualcosa anche per proprio conto: «Quando ci penso sono felice del successo che abbiamo avuto. Ma per me il successo significa poter fare quello che vuoi, sentirsi liberi, più che il lato economico della faccenda».

Nel loro concerto Skin e compagni (ovvero Cass, voce e basso, Ace, chitarra e voce, Mark Richardson, batteria) offrono una selezione ampia del loro songbook storico, pescando da album che li hanno lanciati negli anni 90 come Paranoid &Sunburnt (il disco del debutto), Stoosh (del 96) e Post Orgasmic Chill (del 97) proponendo pezzi come Hedonism, Secretely, Charlie Big Potato, Weak oltre a canzoni più recenti come Because of you e My ugly boy.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA