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Amadeus: «Sanremo avanti tutta, di sicuro all'Ariston ci sarà il pubblico»

Amadeus: «Sanremo avanti tutta, di sicuro all'Ariston ci sarà il pubblico»
di Andrea Scarpa
7 Minuti di Lettura
Giovedì 26 Novembre 2020, 00:55

Ultimo atto questa sera su Rai1 per AmaSanremo, la selezione dei giovani cantanti da ammettere in gara a Sanremo, prima del gran finale del 17 dicembre quando, sullo stesso canale, saranno annunciati i nomi di tutti i protagonisti, Campioni e no, della 71esima edizione. A presentare ci sarà Amadeus, 58 anni, anche stavolta direttore artistico e conduttore del Festival, in questi giorni alle prese con le tradizionali rogne sanremesi – cantanti, discografici e partner vari - alle quali si è aggiunta la peggiore di sempre: il Covid-19. 


Insomma, Sanremo si fa o no? E quando?
«Certo che si fa. Per ora è confermato dal 2 al 6 marzo, poi si vedrà. Lo slittamento ad aprile per ora non è un’opzione».


Quando verrà presa una decisione?
«I primi di gennaio. Si valuterà attentamente la situazione Coronavirus e poi capiremo cosa fare».


Il 5 settembre lei aveva detto “Senza pubblico niente Festival, non c’è un Piano B”, poi subito corretto dal direttore di Rai1 Stefano Coletta, che aveva ribadito il sì a ogni costo alla rassegna.
«Volevo solo dire che senza pubblico Sanremo non è Sanremo. Questo è chiaro a tutti: azienda, sponsor, Comune. Speriamo solo di arrivare a marzo con la pandemia sotto controllo sapendo che bisognerà comunque riorganizzare tutto: teatro, sala stampa e città. La gente deve poter venire e stare tranquilla e sicura. Di sicuro né i cantanti né gli ospiti dovranno salire sul palco senza nessuno davanti. Magari su mille posti se ne potrebbero occupare quattrocento».


La selezione di “AmaSanremo” com’è andata?
«Bene. Ho ricevuto 961 brani, un record. Pensavo che il Covid incidesse in maniera negativa e invece no». 
E i Big quante ne hanno mandate? Il 1° dicembre è l’ultimo giorno utile per inviarle.
«Il triplo rispetto all’anno scorso, più o meno trecento».


I testi risentono del periodo che stiamo vivendo?
«Nessuna canzone parla di Covid, grazie a Dio. E un centinaio sono davvero belle».

 
C’è qualche super Big che ha mandato il pezzo per la prima volta?
«C’è di tutto e di ogni genere. So già che avrò l’imbarazzo della scelta. Meno male: vorrei fare una gran festa per celebrare la rinascita del mondo della musica, così colpito dal virus, e di tutti noi».


I Big saranno 20, 22 o 24?
«Non lo so. Vedremo».


Dalle parti di Viale Mazzini si fanno con insistenza questi nomi: Luca Carboni, Michele Bravi, Zero Assoluto, Fulminacci, Elodie, Leo Gassmann, Irama, Mr. Rain, Fasma, Malika Ayane, Tommaso Paradiso, Renga, Bugo, Maneskin, Colapesce-Di Martino, Fede, The Kolors...
«Non dico una parola. Qualcuno di questi, però, alla fine potrebbe anche esserci».


Come Baudo lei interviene nelle canzoni, nel testo, chiede modifiche?
«Sì, certo. Un direttore artistico deve fare anche questo». 


Perché non voleva fare il bis e perché ha cambiato idea?
«Mi sono detto: ti è andata bene, non sfidare la sorte. Poi dopo il primo lockdown tantissima gente mi ha fermato per strada per ricordarmi che il mio Sanremo era stato l’ultimo momento felice e mi dava appuntamento al prossimo. E così, piano piano, ho capito che non potevo mollare». 


La Rai non ha rilanciato subito, confermandola, nonostante i risultati d’ascolto straordinari: perché?
«Non lo so, ma io sono abituato a non dare nulla per scontato. Accetto quello che arriva, e in questo caso la conferma l’ho avuta il 19 maggio».


Nel frattempo, però, Fiorello ha fatto un lavoro efficacissimo sui social spianandole la strada («Amadeus è Sanremo, io lo rifaccio con lui e poi chiudo la carriera...”).

«Fiorello è Fiorello. Comunque con Coletta non ci sono mai stati scontri, io e lui remiamo nella stessa direzione. AmaSanremo me l’ha fatto fare lui». 


Un’azienda normale di solito tratta come un re un suo artista che porta risultati così importanti, forse gli fa addirittura qualche coccola: c’è rimasto male?
«Non sono il tipo da smancerie. Basta che ci siano gli ascolti, a me va bene tutto».


L’azienda dopo l’autogol del 30 dicembre 2019, quando lei stesso anticipò i nomi dei cantanti in gara al Festival bruciando la serata di presentazione, cosa le disse?
«Niente. Sono istintivo, avevo saputo che Chi di Alfonso Signorini stava per uscire con i nomi e non volevo fare un torto agli altri. Ho pagato per l’inesperienza e ho chiesto scusa a tutti». 


L’anno scorso di questi tempi aveva già due-tre punti fermi per il suo Festival: adesso?
«Piatti forti già ne ho. E altri, come sempre, arriveranno all’ultimo momento».


Tipo?
«La riunione dei Ricchi e Poveri. L’arrivo di Cristiano Ronaldo in teatro...». 


Ci saranno tante donne come l’anno scorso o torneranno la mora e la bionda?
«No alla mora e alla bionda. Sì a tante donne».


Infermiere e dottoresse in prima linea?
«Le ringrazieremo di sicuro, ma lo spettacolo è lo spettacolo. Dopo questi mesi chiusi in casa penseremo a spassarcela».


Dopo le polemiche sul passo indietro di Sofia Novello, la fidanzata di Valentino Rossi, sta studiando il manuale del perfetto conduttore politically correct?
«No. Quelle furono strumentalizzazioni gratuite ed eccessive. Ci rimasi davvero male».


Jovanotti stavolta ci sarà?
«È un amico e come Fiorello può venire e fare quello che vuole. Ci siamo scambiati dei messaggi ma non ci siamo ancora sentiti».


E Maria De Filippi? Dopo la gag della parrucca potrebbe esserci anche lei?
«Non lo so. Nel mio Sanremo può succedere di tutto». 


D’istinto il flashback più bello che le viene in mente se pensa al suo Festival?
«La prima sera, a pochi secondi dall’entrata in scena, ero da solo con il tecnico, che mi guarda e mi dice: “Mai visto uno così tranquillo dietro le quinte”. E io: ”Sono felice. È una vita che sogno questo momento”. E poi mi ha dato uno spintone per entrare in scena. Fantastico».


Fiorello dice sempre che lei è un po’ pazzo: conferma?
«Nella vita sono prudente, nel lavoro sono determinato e quando mi metto in testa una cosa...».


La lezione più importante di quest’anno così speciale qual è stata?
«Godersi tutto. Sono fortunato. Magari fra tre anni torno sul divano a guardare la tv e a non farla più. So che può succedere».


L’Altrofestival su Raiplay si farà?
«Penso proprio di sì. È andato bene e spero che a condurlo ci sia ancora Nicola Savino».


Vista l’aria che tira, la Rai ha chiesto un taglio al suo compenso?
«Questo deve chiederlo a Lucio Presta, il mio agente».


Il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, dice che la formula tv per selezionare i giovani per Sanremo deve durare di più, come X Factor e Amici: lei sarebbe disponibile?
«Io voglio solo arrivare a fare questo secondo Sanremo e basta. Il resto non lo so».


Amadeus, è morto Maradona... 
«Io amo il calcio e questo è un lutto enorme. Walter Zenga anni fa me lo presentò: gentile, disponibile, di cuore. Un gigante».

 
Massimilano Pani, il figlio produttore di Mina, ieri ha detto che l’anno scorso, dopo aver dato la disponibilità della madre a fare la direttrice artistica del Festival, nessuno si è fatto vivo dalla Rai. E poi è stato scritturato lei. Lo sapeva?
«No. Mina è Mina, però. E colgo l’occasione per invitarla sul palco dell’Ariston. Sarebbe un onore, un regalo meraviglioso che gli italiani non dimenticherebbero mai».

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