Politici cantanti, stravince Armando Siri: Giletti si astiene per la "sua" Moretti

Venerdì 8 Febbraio 2019

Sono tanti i luoghi comuni da abbattere ma non quello del potere aggregante del canto anche se decisamente sbavato: «Sanremo da pecora», il festival dei politici cantanti ha riunito sul palco forze governative di maggioranza e opposizione, regalando al pubblico un varietà degno della nostra migliore tradizione satirica. La terza edizione, in onda oggi alle 13,30 su Rai Radio 1, ha visto alternarsi una 'line up' di deputati, al di là di ogni schieramento, alle prese con la storia della canzone italiana. A stringere la coppa è stato il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri che ha rivelato le sue doti canore inaspettate, messe alla prova da brani impegnativi del passato come «Avrai» e «Perdere l'amore».

Presentate da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari (conduttori del format «Un giorno da pecora») le star del Parlamento sono state accompagnate dall'orchestrina del programma radiofonico, guidata dal deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto alle tastiere, e dal sindaco di Firenze Dario Nardella al violino. A stilare la classifica per alzata di palette: un sanremese doc come Carlo Conti e Massimo Giletti, più volte provocato dai conduttori sul suo ipotetico ritorno in Rai. Mancava all'appello l'archistar Massimiliano Fuksas, prontamente sostituito da una signora tra il pubblico in sala, la signora Claudia Filippo.
 

Una complicità innegabile è nata tra i due deputati Pd Andrea Romano ed Emanuele Fiano, e le forziste Michaela Biancofiore e Gabriella Gianmarco. Più che cantare, i quattro hanno saltellato sulle note di un brano dei Ricchi e Poveri con un entusiasmo che lascia sperare nel potere pacificante del Karaoke.

Ignazio La Russa si è presto adeguato ai tempi, con una versione rap di «Dove sta Zazà», insieme alla senatrice Pd Simona Malpezzi e alla barista della Buvette Teresa Brugellis. «Canta peggio della Raggi, quindi diventerà sindaca» a dire di Giletti la leghista Barbara Saltamarini che ha intonato «Roma Capoccia», in omaggio alla sua città. Terzo posto per le piddine Alessia Murani e Alessandra Moretti, con «Il tempo di morire», offrendo l'assist a chi ha evidenziato una certa analogia del titolo con il simbolo d'appartenenza. i conduttori hanno scherzato parecchio sulla "love story" di qualche tempo fa tra la deputata veneta e Massimo Giletti. Quest'ultimo si è astenuto, scherzando, nell'esprimere giudizi sulla ex (o attuale, insospettisce quel suo "chiariamo a casa") compagna.

Non sono approdati in finale i pentastellati Sergio Battelli e Elisa Tripodi che, con «Amore disperato» («Lo stesso che li unisce alla Lega», ha inevitabilmente suggerito qualcuno) di Nada hanno conquistato il premio Dario Argento destinato agli ultimi.

Protagonista indiscussa di questa edizione è stata Alessandra Mussolini che non si è limitata ad interpretare le canzoni affidatele ma ha scelto di riscriverle. E così «E dimmi che non vuoi morire» di Patty Pravo è diventato un inno solidale a favore dei migranti («toglili al mare/falli sbarcare/e digli: non si può morire»). Ma nonostante le continue ovazioni è arrivata seconda, strappando per un giorno il primato a Toto Cotugno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma