Le Vibrazioni: «Nell'era dei talent ripartiamo dal piacere di suonare nei club»

(Foto di Paolo Rizzo/Ag.Toiati)
di Andrea Andrei
4 Minuti di Lettura
Venerdì 9 Marzo 2018, 20:05 - Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 11:27

«Quando tutto è fermo, quando intorno c'è solo deserto, è lì che si ritrovano i veri valori, quello che è davvero importante. E per noi l'importante era il piacere puro, genuino, di suonare insieme, in cerchio, e divertirci». Si potrebbe anche riassumere semplicemente così il nuovo corso de Le Vibrazioni. Francesco Sarcina e Alessandro Deidda, rispettivamente cantante-chitarrista e batterista della band milanese, raccontano a Messaggero Tv il loro ritorno sulle scene, che è anche un ritorno alle origini.
 

 

Un percorso travagliato che li ha portati, dopo una pausa di cinque anni, a rimettere insieme i pezzi e a ricominciare a suonare, passando dal palco di Sanremo (dove hanno portato il brano “Così sbagliato” nel quale ha anche duettato Skin) e auto-producendosi anche un album, “V”, che prima che un disco è un simbolo, un punto d'arrivo. «Avevamo bisogno di stare in cerchio a suonare, d'istinto come siamo sempre stati abituati a fare. E c'erano una serie di dinamiche, date anche dall'avvento della tecnologia e dal mercato discografico che stava cambiando profondamente, che non ci hanno permesso di continuare», racconta Francesco. «Ci mancava l'entusiasmo, quello che avevamo nel 2002, che stava proprio nel nostro modo di comunicare», gli fa eco Alessandro. «È stata una scelta che ci ha fatto bene, ognuno di noi ha fatto le sue esperienze – continua Francesco – E ora stiamo finalmente ritrovando i veri valori, che per noi sono innanzitutto il piacere di suonare insieme, come un branco, una famiglia quale siamo».
 

Ed ecco quindi “V” dove, per dirla con le parole di Sarcina, «si ritrova quella purezza di un tempo», e che è a tutti gli effetti un ritorno alle origini. È proprio per questo che dal 16 marzo, da Roncade, la band comincerà un tour nei club (a Roma sarà il 3 e il 4 aprile al Quirinetta): «È la nostra dimensione – racconta Alessandro – Il contatto con il pubblico ci piace molto». Un album che coincide con la scelta del gruppo di rendersi indipendente nei confronti dell'industria musicale, come spiegano Sarcina e Deidda: «Vogliamo che sia il pubblico a decidere cosa va o non va, a livello artistico. Non qualcuno seduto a una scrivania. Questo non è più un meccanismo che fa per noi. Oggi è tutto molto veloce, è come se tutto debba essere masticato e buttato via. E invece questo disco ha i nostri ritmi, la nostra durata. È qualcosa su cui abbiamo sputato sangue».

L'album coincide in effetti con la maturazione non solo artistica, ma anche umana dei componenti della band: «Di questi tempi sembra difficile parlare di amore. Sarà che i temi sociali sono oggi quelli più discussi, sarà che i social hanno cambiato i rapporti fra gli esseri umani – riflette Francesco – Questo album racconta la bellezza e le difficoltà di quei rapporti. La V infatti non simboleggia solo il nostro quinto album o i 5 anni che abbiamo passato separati, ma soprattutto la Vita. Il percorso delle Vibrazioni è un po' quello di tutti noi. Guarda com'è andata a Sanremo, ad esempio: la prima volta ci siamo andati “da figli”, con i nostri genitori che ci guardavano, oggi ci siamo tornati “da padri”».

Un percorso che Le Vibrazioni oggi rivendicano con energia, proprio perché spesso, nell'era dei talent show, ai musicisti viene negato. «Il problema non sono i talent, il problema è che non c'è un'alternativa – sottolinea Sarcina – Non ci sono i locali dove andare a suonare. E i talent, per questioni di tempistiche televisive, costringono un artista a fare in pochi mesi quello che normalmente prima si faceva in sei o sette anni. E dal nulla si ritrovano su palchi giganteschi, con le luci che nemmeno i Pink Floyd. Ed è pericoloso. È come mettere un neopatentato a guidare una Ferrari: finisce che poi ti schianti».

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: @andreaandrei_


ECCO TUTTE LE DATE DEL TOUR:

Venerdì 16 marzo – New Age Club – Roncade (TV) 

Venerdì 23 marzo – Vox Club – Nonantola (MO)

Martedì 3 e mercoledì 4 aprile – Teatro Quirinetta – Roma 

Giovedì 5 aprile – Casa della Musica – Napoli

Venerdì 6 aprile – Demodè Club – Bari

Giovedì 12 aprile – Teatro Mandanici – Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 

Venerdì 13 aprile – Teatro Golden – Palermo

Sabato 14 aprile – Land – Catania

Giovedì 19 aprile – Auditorium Flog – Firenze

Venerdì 20 aprile – Phenomenon – Novara

Martedì 24 aprile – Live Club – Trezzo sull’Adda (MI)

© RIPRODUZIONE RISERVATA