Concertone, le pagelle. Max Pezzali ripercorre i suoi "Anni" (voto 9), La Rappresentante di Lista (10)

Concertone, la finta telefonata dei VazzaNikki a Putin conquista tutti: voto 10. Le pagelle degli artisti sul palco
di Mattia Marzi
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Domenica 1 Maggio 2022, 19:32 - Ultimo aggiornamento: 23:22

«Tutti noi proveniamo da zone di guerra e abbiamo lanciato un messaggio di pace. Quello che abbiamo detto non lo avete capito ma lo conoscete a memoria, lo ha scritto un inglese tanti anni fa. La musica è linguaggio che ci unisce da sempre»: è la voce di Kateryna Pavlenko, la frontwoman della band ucraina dei Go_A, ad aprire il Concerto del Primo Maggio 2022. La cantante incanta la folla di Piazza San Giovanni, che torna ad ospitare la manifestazione dopo tre anni (senza restrizioni né limiti di capienza), sulle note di “Imagine” di John Lennon, offrendo subito un grande momento di musica (voto: 8).

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Concertone, al via le pagelle 

“Al lavoro per la pace” è lo slogan scelto dagli organizzatori del Concertone, che prova a recuperare una certa militanza pensando alla guerra. Ma nei fatti, a livello musicale, si rivela un potpourri di proposte che nell’insieme compongono il cast forse più pop della storia dell’evento, tra ex talent e beniamini della “Gen Z”, fenomeni di TikTok e dintorni. Non c’è solo la musica, sul palco di Piazza San Giovanni: «Il Concertone rimane quello canonico, ma abbiamo inserito linee di racconto particolari. Abbiamo pensato che oltre alla musica, quest’anno, ci fosse bisogno anche di fermarsi per parlare di vari argomenti», aveva spiegato alla vigilia il regista Cristiano D’Alisera. Si parla di guerra, ma non solo. Senza soluzione di continuità si spazia dal cambiamento climatico al body positivity (voto 5 agli autori), con gli artisti del cast che si fanno essi stessi promotori di messaggi a sfondo sociale.

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Come la 22enne rapper avellinese BigMama, vero nome Marianna Mammone, che sul palco parla del bullismo subito per via del suo aspetto fisico, prima di cantare “Poker”: «Da piccola non sono stata trattata bene. Mi dicevano: ‘Cicciona, fai schifo, vatti a nascondere’. Ero convinta di meritarmeli, quegli insulti. Poi ho iniziato a scrivere. Adesso sono una figa – dice, mentre il pubblico di Piazza San Giovanni le canta “Sei bellissima” – non prendete in giro le persone, non gli date fastidio, perché magari faranno qualcosa di importantissimo. Tipo il Concerto del Primo Maggio». Voto: 5.

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Rispetto a quello dei Maneskin suonerà pure datato e polveroso, ma il rock de Le Vibrazioni è tutto quello che ci vuole per spazzare via prima della pausa tg proposte come quella dell’idolo dell’indie Mobrici (suona “Un bacio”, voto: 4),

la rivelazione di “Amici” Deddy (duetta con Caffellatte su “Non mi fai dormire”, voto: 3) e altre passate totalmente inosservate come quella di Claver Gold (il rapper fa ascoltare “Il tanco dei papaveri”), di Venerus (il 29enne polistrumentista milanese punta sulla classica “Redemption song” di Bob Marley) e del rapper romano Fasma (azzarda un discorsone: «Agire è un privilegio per chi sta in guerra non 50 anni fa ora a 2000 km da qua»).

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Con “Vieni da me” e “Dedicato a te” Francesco Sarcina e soci risvegliano una Piazza San Giovanni assopita (voto: 9).

Nel segmento pomeridiano si fanno notare anche i londinesi Ramona Flower (suonano “California”, voto: 7) e i Coma_Cose (“Fiamme negli occhi” è un tormentone che incendia la piazza, voto: 8).

 

Prima della pausa Valerio Lundini e i suoi Vazzanikki con «La guerra è brutta» offrono una gag al limite del politically correct, con la quale fa il verso allo stesso slogan del Concertone: «L’unica arma contro la guerra è la musica. Evviva. Questa canzone si intitola ‘La guerra è brutta’», dice il 36enne comico romano, prima di interrompere la performance dando spazio a una (finta) telefonata di Putin che annuncia di aver deciso di porre fine alla guerra dopo aver ascoltato il brano. Esilarante (voto: 10).

“Vaffanculo a questa guerra”: quanto fervore, La Rappresentante di Lista. La band apre con il botto il blocco serale del Concertone, sulle note del tormentone sanremese “Ciao ciao”, tra funk e sonorità tribali. “Questa festa è la fine del mondo”, si legge sulla giacca di Dario Mangiaracina, co-leader del gruppo insieme alla cantante Veronica Lucchesi: non ce n’è per nessuno. Voto: 10

Uno dei momenti più belli della maratona arriva però fuorionda. Non si vede in tv. Durante lo stacco pubblicitario dopo il passaggio de La Rappresentante di Lista arriva sul palco Max Pezzali: non appena arriva sul palco l’ex 883, al suo debutto assoluto sul palco del Concertone, la piazza intona all’unisono i ritornelli de “Gli anni” e “Come mai”. Un tributo generazionale che commuove. Voto: 9.

Ariete, la 20enne cantautrice diventata un punto di riferimento della “Gen Z” grazie a successi digitali come “Pillole” e “L’ultima notte”, regge il confronto con la folla oceanica, ma il suo set – tra indie e musica da cameretta – rischia di essere un po’ sottotono (voto: 5). Il cantautoreapper romano Coez – capelli verdi e bomber nero – si prende invece la piazza con le sue hit, da “Come nelle canzoni” a “La musica non c’è”, passando per “È sempre bello” (voto: 8).

Una leggenda della musica italiana come Ornella Vanoni, 55 milioni di copie vendute nel corso della sua ultrasessantennale carriera, debuttante “di lusso” a 87 anni sul palco del Concertone (“Mi dicevano: il Primo Maggio non fa per te”, racconta sul palco), canta “Costruzione”, la versione in italiano di “Costruçao” di Chico Buarque de Hollanda che incise nel 1975 per l’album “Uomo mio bambino mio”: “Questa è una canzone sulla gente che muore. Certo non è esaltante, non è rock, non è pop, non è funk, ma è una canzone importante”. Voto – per la carriera – 10. “Ha voluto cantare solo quella canzone”, fanno sapere dall’organizzazione, spiegando il perché del poco spazio riservato in scaletta alla diva milanese.

Cosa c’entri il cast di “Notre Dame de Paris” con il Primo Maggio resta un mistero (voto: 3). Fortuna che poi arriva la cantantessa Carmen Consoli a ricreare sul palco le atmosfere dei gloriosi Concertoni degli anni a cavallo tra i ‘90 e i primi Duemila. Accompagnata da Marina Rei alla batteria, la rockeuse siciliana fa ascoltare “Per niente stanca”, “Besame Giuda”, “Geisha” e “Confusa e felice”. È alla sua nona partecipazione: si vede e si sente. Voto: 9

Con “Non sei tu” di Gazzelle la piazza si trasforma in una distesa di flash accesi: sul palco con gli occhiali da sole, il cantautore romano porta il suo disagismo indie pop. “Dopo due anni di merda siamo di nuovo qui, siamo più belli di prima”, dice, prima di far partire il sing-along con “Destri” (voto: 7)

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