De Gregori: "Non mi piace la parola "mega". Cerco il suono ferroso dei club". Tour nuovo e tappa anche al Bataclan di Parigi

Francesco De Gregori
di Rita Vecchio
3 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Ottobre 2017, 18:40 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 16:49

«Voglio il suono ferroso fatto solo per chi è presente in carne e ossa, con una birra in mano e che ogni tanto esce a fumarsi una sigaretta quando faccio un pezzo che non gli piace. E non si aspetta di rivedere tutto questo in televisione un anno o un giorno dopo». Francesco De Gregori parla così alla vigilia della sua partenza per i club di tutto il mondo. Prevista la data al Bataclan di Parigi, scenario dell’attentato del 13 novembre 2015. “Il Principe” del cantautorato italiano partirà il 13 ottobre con “Vox Club” da Nonantola, per poi toccare i palcoscenici di città europee e americane.

«Vedo un sacco di concerti trattati come eventi muscolari, spesso c'è di mezzo la parola “mega” (grandi numeri, grandi palchi, grandi schermi etc..) – dichiara De Gregori – A me piacciono anche i posti piccoli, ho sempre amato i club, li ho già fatti e continuerò a farli».

«Mi incuriosisce la Town Hall di New York il locale storico di Broadway dove pare abbia suonato Dylan la prima volta che uscì dalla cerchia protetta dei piccoli club del Village – racconta De Gregori – Di Dylan metterò in scaletta anche un pezzo preso del mio ultimo disco di traduzioni. Sembrerà una stranezza andarlo a cantare in italiano davanti a un pubblico internazionale. Ma una sera a Parigi ho sentito Dylan cantare in inglese " Les feuilles mortes" di Jacques Brel e da allora ho capito che si può fare tutto. Non credo che ci sia una gran differenza fra il nostro pubblico e quello che troverò a Monaco o a Londra o a Parigi. Anche lì è pieno di italiani, e poi il mondo si è rimpicciolito, i linguaggi si sono integrati».

Inedita la formazione che lo accompagnerà. Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Carlo Gaudiello (piano e tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre) e Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino). «In questo giro di club che stiamo per fare non avremo un batterista, ci sarò io che batto il piede sul palco e basta. E poi ci saranno un paio di chitare, un basso e una tastiera – afferma De Gregori – La maggior parte dei batteristi che conosco ormai cercano di somigliare a una batteria elettronica e questa cosa non mi piace. Non credo ai musicisti che dicono "Sto cercando un nuovo suono". È il suono che di solito viene a trovare te. E credo che con questa band succederà».

Una scaletta che sarà ricchissima di brani, anche di quelli che ha «suonato raramente. Quando fai un concerto devi fregartene di quello che passano o non passano le radio. Magari il pubblico dirà: ”E questa che è, da dove l'ha tirata fuori?" Insomma, ai miei concerti vengono sia quelli che vorrebbero sentire solo Generale e Rimmel sia quelli che non ne possono più perché ormai gli escono dalle orecchie. Hanno ragione tutti e due, li capisco tutti e due e cercherò di mandarli a casa contenti tutti e due».

ECCO LE DATE DEL TOUR:

Monaco (Theaterfabrik, 16 ottobre), Zurigo (Volkshaus, 17 ottobre), Bruxelles (Le Madeleine, 18 ottobre), Parigi (Bataclan, 20 ottobre), Lussemburgo (Den Atelier, 22 ottobre), Londra (O2 Shepherd’s Bush Empire, 23 ottobre), Lugano (Palazzo dei Congressi, 25 ottobre), Boston (Regent Theatre, 5 novembre) e New York (Town Hall, 7 novembre). E quattro le date italiane. Nonantola (Modena, 13 ottobre), Torino (Teatro della Concordia, 14 ottobre), S. Biagio di Callalta (Supersonic Music Arena, 26 ottobre) e Trezzo sull’Adda (Live Club, 27 ottobre).
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA