Blanco, il vincitore di Sanremo più giovane di sempre: «Un trionfo nato da uno sbaglio»

Classe 2003, Riccardo Fabbriconi è il suo vero nome è nato e cresciuto a Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia

Blanco, il vincitore di Sanremo più giovane di sempre: «Un trionfo nato da uno sbaglio»
di Mattia Marzi
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Lunedì 7 Febbraio 2022, 08:03 - Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 09:10

A 18 anni, 11 mesi e 26 giorni è diventato l'artista maschile più giovane ad aver vinto il Festival di Sanremo (meglio di lui, a livello generale, fece solo Gigliola Cinquetti: aveva 16 anni, 1 mese e 12 giorni quando nel 64 trionfò con Non ho l'età). Arrivato all'Ariston senza aver mai fatto un concerto in vita sua, si è mangiato il palco, rubando pure la scena al suo partner Mahmood, ex vincitore. Ha portato nel tempio della canzone italiana tutta la sua disinibizione e la sua libido, conquistando anche il pubblico adulto, con le Mammeskin che da giorni si scambiano sui social le sue foto: «Quello che canto in Brividi? Lo dedico a tutti», fa il piacione lui, che a Sanremo ha portato con sé la fidanzata Giulia.


Blanco, la rivelazione di Sanremo 2022


La rivelazione del Festival ha un nome: Blanco. Classe 2003, Riccardo Fabbriconi è il suo vero nome è nato e cresciuto a Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia. Ma nelle sue vene scorre sangue per metà romano, da parte di padre: «È di Primavalle, si è trasferito dopo aver conosciuto mamma. Da lui ho ereditato la passione per la Roma. Giocavo a calcio anch'io, nel Vighenzi: difensore. Poi è arrivata la musica», dice. Dopo la proclamazione, sabato notte, è corso ad abbracciare i genitori in platea: «Da piccolo ero scatenato, li facevo sempre dannare. Ammazzavo la noia girando nudo per i boschi». È stato proprio il papà a suggerirgli di presentare Brividi a Sanremo (la canzone in meno di una settimana ha totalizzato su Spotify 11,2 milioni di streams e da giorni è tra le 10 più ascoltate al mondo: ottimi presupposti in vista dell'Eurovision di maggio, ndr): «I genitori non sbagliano mai». Ad Amadeus non deve essere parso vero di portare a Sanremo uno degli artisti più influenti del nuovo pop italiano, capace di totalizzare con le hit del suo album d'esordio Blu Celeste, uscito a settembre, oltre 360 milioni di streams su Spotify e 30 tra Dischi d'oro e di platino in un anno.

 

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Nei suoi pezzi c'è un disagio diverso, rispetto a quello dei trapper: niente palazzine, ma assenze e perdite. Come in Blu Celeste, scritta quando aveva 16 anni, in cui si rivolge a una persona che non c'è più e che chiama «il fratello che vorrei». Fenomeno nato in cameretta, nel 2020 ha incuriosito Fedez con Notti in bianco, prima del boom de La canzone nostra e Mi fai impazzire. Niente talent: «Non avrei mai permesso ad altri di scegliere per me». È riuscito ad imporsi anche sui suoi discografici, sfidando le mode con un album senza duetti: «Non cambio idea spiega lui Brividi resterà un singolo a sé». Piace a Celentano, che a Sanremo gli ha mandato messaggi per congratularsi. Dietro ai suoi successi c'è il produttore Michelangelo, vero nome Michele Zocca, 26 anni, che al Festival ha suonato il piano: «Brividi è nata da un accordo sbagliato. Ha acceso il microfono e abbiamo registrato». Una bella storia. Meno bella quella che circolava ieri sui social: Brividi somiglierebbe troppo ad Another Love di Tom Odell. Ennesima fake news?

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