“L'uomo dei sogni” è realtà, il match si gioca davvero: omaggio della Major League al film cult con Kevin Costner

L'uomo dei sogni è realtà, il match si gioca davvero: omaggio della Major League al film cult con Kevin Costner
di Flavio Pompetti
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Giovedì 12 Agosto 2021, 07:14

Le piante di mais hanno raggiunto la piena maturazione a Dyersville in Iowa in questi primi giorni di agosto. Le canne sono dritte come soldati in formazione serrata, le pannocchie turgide, i pennacchi dorati sovrastano l'orizzonte. Nel mezzo di una piantagione che copre senza interruzione chilometri e chilometri quadrati di terreno, questa sera ottomila spettatori siederanno intorno ad un fazzoletto di erba verde e terra rossa ritagliato tra le colture, per assistere alla partita di baseball più fantastica che sia mai stata ideata, tanto da aver dato il nome di Campo dei sogni al diamante che la ospita. In campo scendono due delle squadre in testa alla classifica del campionato MLB: i New York Yankees e i White Sox di Chicago, entrambe aspiranti quest'anno alla fase finale del torneo. L'interesse sportivo è grande, ma molto più grandi e complessi sono i temi della celebrazione che la serata comporta.

L'uomo dei sogni, il match è reale

 

A Dyresville questa sera vanno in scena l'identità della cultura statunitense, l'eterno conflitto tra generazioni, e il mito un po' consumato dai tempi dei miracoli che determinazione e volontà possono creare nella terra delle opportunità.
IL LIBRO
Questo pacchetto così ricco di significati è stato proposto trentadue anni fa da un libro di grande successo: Field of dreams dello scrittore canadese Ray Kinsella, e dall'omonimo film di ancora maggior fama, in italiano L'uomo dei sogni, interpretato da Kevin Costner. Nel racconto lo stesso Kinsella, un padre ossessionato dalla purezza dello sport del baseball, immagina di ascoltare una voce fantasma che lo spinge a costruire un campo di gioco in mezzo a quelli di mais che circondano la sua casa nello Iowa, per offrire una possibilità di redenzione al suo giocatore preferito. Joseph Jefferson Jackson, meglio conosciuto come Shoeless Joe (Joe lo scalzo) aveva fatto parte di una delle formazioni originarie dei Chicago White Sox all'inizio del 900 e si era imposto come un outfilder capace di registrare record di ogni tipo, alla battuta come in difesa.

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Fu implicato nello scandalo Black Sox nella finale del campionato del 1919, nel quale l'intera squadra di Chicago cercò di combinare il risultato di una partita, e insieme ai suoi compagni fu squalificato a vita, a dispetto di una stagione dai risultati straordinari. «Se tu lo costruisci, loro verranno» suggerisce la voce a Kinsella, appropriazione del più prosaico: «Se noi le assembliamo, loro le compreranno» pronunciato da Henry Ford a proposito delle sue automobili Model T.
ICONA NAZIONALE
Il sogno si avvera: il diamante di gioco ritagliato da Kinsella in mezzo al granturco diventa il medium che evoca la presenza dei giocatori del passato, i quali spuntano per magia tra le pannocchie e iniziano a giocare la partita dei sogni. Il campo costruito per la produzione del film è oggi un'icona nazionale, perfettamente conservato e visitato da migliaia di turisti ogni anno. La lega di baseball non ha potuto utilizzarlo senza violarne la sacralità con l'aggiunta di nuovi cantieri; per questo ha costruito ad appena 50 metri un nuovo campo a regola d'arte.

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Questa sera, un anno dopo la prima data annunciata, e rinviata per via del Covid, ci sarà il lancio inaugurale che darà il via alla partita, davanti ad un pubblico esclusivamente composto da tifosi dello Iowa, uno dei pochi stati dell'Unione a non avere una squadra professionista di baseball. È il rilancio dell'eterna promessa di opportunità nella terra del nuovo mondo, e non potrebbe arrivare in un momento più propizio, con il pubblico degli sportivi alle corde, dopo quasi due anni di epidemia e di distanziamento sociale.
 

 

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