Di mostra in mostra, in viaggio attraverso l'Italia, tra pittura, scultura, fotografia

Venerdì 3 Luglio 2020 di Valeria Arnaldi
Banksy, Love is in the Air

Pittura, scultura, fotografia, installazioni. L’arte si fa rotta - e meta - di viaggio, per andare alla scoperta e riscoperta del Paese da nuovi punti di vista. La proposta è ricca e articolata. E senza dover necessariamente percorrere molti chilometri, è possibile contemplare orizzonti spettacolari, inusitati, a volte perfino impossibili, in un viaggio nell’immaginario e sulle tracce della bellezza, che è anche cammino nel tempo. «Non vi è alcun metodo più sicuro per evadere dal mondo che seguendo l’arte - diceva Goethe - e nessun metodo più sicuro di unirsi al mondo che tramite l’arte».
 
A MILANO CON INGE MORATH
Il museo Diocesano Carlo Maria Martini, a Milano, fino al primo giorno di novembre ospita la mostra “Inge Morath La Vita. La fotografia”, curata da Brigitte Blüml – Kaindl, Kurt Kaindl, e Marco Minuz, che riunisce 150 immagini e documenti originali della fotografa austriaca, prima donna accolta nell’agenzia Magnum Photos. L’iter spazia dagli esordi accanto a Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue, attraverso i reportage di viaggio. Ogni scatto si fa racconto e al contempo indagine di momento e contesto, soprattutto dell’uomo - e della donna - davanti all’obiettivo e dietro alla macchina fotografica. Una sezione è dedicata a Parigi, dove la fotografa incontrò Henri Cartier-Bresson, David Seymour e Robert Capa, fondatori della Magnum.
 
IL BAROCCO “FOTOGRAFICO” A TORINO
Ancora scatti a Torino. “Memoria e passione. Da Capa a Ghirri. Capolavori dalla Collezione Bertero”, a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Barbara Bergaglio e Monica Poggi, è visitabile presso Camera-Centro Italiano per la Fotografia fino al 30 agosto. Oltre duecento immagini compongono l’iter. Circa cinquanta gli autori in primo piano, da Robert Capa a Gabriele Basilico, da Gianni Berengo Gardin ad Alfred Eisenstaedt, Mario Giacomelli e altri maestri dell’obiettivo. Esposte alcune immagini che hanno fatto la storia della fotografia internazionale, come il reportage dedicato all’Italia da Henri Cartier-Bresson nel 1952.
Nella Project Room del centro, fino al 30 agosto, “Vedere (il) Barocco: lavori in corso”, a cura di Barbara Bergaglio e Pierangelo Cavanna, organizzata in occasione della mostra Sfida al Barocco alla Reggia di Venaria: settanta immagini documentano il modo in cui fotografi differenti per sguardo, ispirazione, poetica, hanno “guardato” al barocco, in particolare alle sue architetture, nella Torino del XX secolo, da Mimmo Jodice a Roberto Schezen.

A VENEZIA, “L’INVENZIONE DELLA FELICITÀ”
La Casa dei Tre Oci, a Venezia, riapre con la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia dedicata al fotografo Jacques Henri Lartigue, L’invenzione della felicità”, visitabile dall’11 luglio - per la giornata di riapertura, la mostra sarà a ingresso gratuito dalle 14 alle 19 - fino al 10 gennaio. A cura di Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, rispettivamente direttrice e project manager della Donation Jacques Henri Lartigue, e da Denis Curti, direttore artistico Casa dei Tre Oci, un viaggio alla scoperta della filosofia dello scatto secondo Lartigue, a partire dagli esordi nei primi anni del Novecento fino ad arrivare agli ultimi lavori, attraverso 120 fotografie, tra le quali cinquantacinque immagini inedite. Un’occasione unica per contemplare gli album personali del fotografo. Esposti pure materiali d’archivio, libri, riviste dell’epoca, un diaporama con le pagine degli album, tre stereoscopie. Senza trascurare un focus sulle memorie scritte da Lartigue negli anni ’60 e’70.

NATURA IN POSA A TREVISO
Ai Musei Civici, negli spazi dello storico convento di Santa Caterina, a Treviso, è stata prorogata fino al 27 settembre “Natura in posa. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea”, curata da Francesca Del Torre, con Gerlinde Gruber e Sabine Pénot, e da Denis Curti. Oltre cinquanta capolavori, mostrati per la prima volta in Italia, consentono di indagare il genere della Natura Morta in Europa, dalla seconda metà del Cinquecento al XVII secolo. Una sezione è dedicata al tema nella fotografia contemporanea.
 
TRIESTE MOSTRA ESCHER
Prosegue fino al 19 luglio, a Trieste, nel Salone degli Incanti, “Escher”, curata da Federico Giudiceandrea, che racconta Maurits Cornelius Escher con circa 200 opere, incluse alcune iconiche come “Mano con sfera riflettente” , “Vincolo d’unione” e la serie degli Emblemata. Articolato in otto sezioni, il percorso va dagli anni giovanili fino alla “Eschermania”, per illustrare la visione dell’artista e le molte influenze esercitate. Esposta per la prima volta al mondo, la serie “I giorni della Creazione”, nucleo di sei xilografie realizzate tra dicembre 1925 e marzo 1926.
 
DA FERRARA A GENOVA, DA BANKSY A OBEY
“Un artista chiamato Banksy”, a cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa, è la mostra dedicata all’anonimo più famoso del mondo, fino al 27 settembre a Palazzo dei Diamanti, a Ferrara. Ad essere indagati, attraverso oltre cento opere, sono vent’anni di attività dell’artista, dai primissimi dipinti ai lavori dello scorso anno, dagli stencil alle serigrafie originali, fino a sculture da Dismaland. Molte le immagini iconiche, come “Girl with Balloon” e “Love is in the Air”. La mostra rientra in un progetto articolato,che, avviato a Genova, dopo l’esposizione di Ferrara, in autunno, proseguirà a Palermo.
A Palazzo Ducale, a Genova, dal 4 luglio al primo giorno di novembre, l’attenzione è per il lavoro di Shepard Fairey con “Obey fidelity. The art of Shepard Fairey”, a cura di Marziani e Antonelli, organizzata da MetaMorfosi con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Circa sessanta tra serigrafie e litografie provenienti da collezioni private illustrano la ricerca dell’artista. Tra queste, anche “Hope”, manifesto con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama realizzato dall’artista e divenuto l’immagine simbolo della campagna elettorale del candidato poi divenuto presidente Usa. Non mancano lavori recenti, alcuni realizzati durante il lockdown.
 
A PARMA IL “THEATRUM” DI FORNASETTI
Accende i riflettori su Piero Fornasetti, in dialogo con lo spazio e la sua collezione permanente, la mostra “Fornasetti. Theatrum Mundi”, al Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, fino al 14 febbraio 2021, curata da Barnaba Fornasetti, direttore Artistico dell’Atelier milanese, e Valeria Manzi, co-curatrice delle attività culturali e Presidente dell’associazione Fornasetti Cult, in sinergia scientifica con il direttore del Complesso, Simone Verde. Spunto di percorso e riflessione, il tema del “teatro del mondo”, teorizzato dall’umanista Giulio Camillo, vissuto a cavallo tra Quattrocento e Ottocento. Il classico viene indagato nella sua forza e nella sua attualità.
 
PIRANESI A BASSANO DEL GRAPPA
In occasione del terzo centenario della nascita di Piranesi, avvenuta il 4 ottobre 1720, Palazzo Sturm, a Bassano del Grappa, presenta fino al 19 ottobre “Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo”, a cura di  Chiara Casarin e Pierluigi Panza. Cuore del percorso, il corpus di opere piranesiane custodito nella collezione permanente dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Esposte una raccolta di sedici volumi rilegati, per un totale di cinquecentoquarantotto incisioni, nonché diciannove incisioni sciolte di varie dimensioni e alcune incisioni remondiniane tratte da disegni di Piranesi. Ancora, quarantaquattro incisioni di Francesco Piranesi, figlio di Giambattista, e la sua corrispondenza con il conte Antonio Remondini. A questi lavori si aggiunge la serie completa delle Carceri d’Invenzione, proveniente dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e ricostruite pure in 3d nel film di Factum Arte. Non manca una sezione per il Contemporaneo, a sottolineare l’influenza di Piranesi sull’arte di oggi, con “Veduta del Castello dell’Acqua Felice” di Luca Pignatelli.
 
URBINO CELEBRA BALDASSARRE CASTIGLIONE
“Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della civiltà di corte”, a cura di Vittorio Sgarbi e Elisabetta Soletti, dal 19 luglio fino al primo giorno di novembre, è la grande mostra che Urbino, a Palazzo Ducale, a cinquecento anni dalla scomparsa di Sanzio, dedica alla figura di Castiglione, fine intellettuale, figura di rilievo nel Rinascimento vicina a molti artisti che hanno fatto la storia, come Raffaello appunto, nonché a potenti e studiosi. Il percorso, in sette sezioni, permette di ricostruire contesto ed epoca, anche attraverso abiti per feste, tornei e parate,  armi, antiche edizioni e manoscritti, musica. Nell’iter, una serie di soluzioni multimediali studiate per approfondire il racconto.
 
TADDEO DI BARTOLO A PERUGIA
Sono cento le tavole del pittore senese riunite nella prima ampia monografica a lui dedicata, “Taddeo di Bartolo”, curata da Gail E. Solberg, fino al 30 agosto presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, a Perugia. L’iter ripercorre l’attività dell’artista, dalla fine degli anni Ottanta del Trecento - è presente la prima opera datata e firmata da pittore, il polittico Collegalli del 1389 - fino al 1420/1422. All’interno di un allestimento studiato per ricreare l’interno di una chiesa francescana ad aula, la ricostruzione della pala di San Francesco al Prato di Perugia, ormai smembrata: ai tredici elementi custoditi in Galleria si riuniscono le sette tavole della predella con Storie di san Francesco, conservate tra il Landesmuseum di Hannover, in Germania, e il Kasteel Huis Berg a s’-Heerenberg, nei Paesi Bassi, senza dimenticare San Sebastiano del Museo di Capodimonte a Napoli. Provengono dal Palazzo Ducale di Gubbio le otto tavolette con figure di Santi, originariamente appartenute al polittico della chiesa di San Domenico a Gubbio. Non mancano stendardi processionali e piccole tavole di devozione privata.
 
ROMA, DA RAFFAELLO A CARAVAGGIO
Alle Scuderie del Quirinale, l’esposizione “Raffaello 1520 – 1483”, prorogata fino al 30 agosto e con orari prolungati, celebra Sanzio a 500 anni dalla morte. Curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, realizzata da Scuderie del Quirinale con Gallerie degli Uffizi, la mostra riunisce oltre 200 opere, tra le quali 120 dell’Urbinate. Nel percorso pure  capolavori al rientro in Italia per la prima volta, come “Madonna Alba” da Washington, “Madonna della Rosa” dal Prado, “Madonna Tempi” da Monaco di Baviera. Grande attenzione è dedicata alla lettera scritta da Raffaello con Baldassarre Castiglione a papa Leone X, divenuta il fondamento della moderna idea di tutela dei beni culturali.
Non solo Raffaello. Ai musei Capitolini, fino al 13 settembre, “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”, curata da Maria Cristina Bandera, direttore scientifico della Fondazione Longhi. Esposto “Ragazzo morso da un ramarro” del Caravaggio, nonché opere di Valentin de Boulogne, Angelo Caroselli, Jusepe de Ribera, Giovanni Lanfranco e altri.
 
BARLETTA: IL CONTEMPORANEO AL CASTELLO
Kendell Geers, Oleg Kulik e Andres Serrano riflettono sul degrado dell’uomo e sulla violenza che il singolo e il potere esercitano sugli altri nella mostra “Inhuman”, a cura di Giusy Caroppo al Castello di Barletta dal 18 luglio al 18 ottobre, nell’ambito del Circuito del Contemporaneo in Puglia. Il Circuito è il progetto con cui la Regione Puglia, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e la curatrice, intende costruire una rete d’eccellenza sul territorio per la produzione e fruizione di opere d’arte contemporanea.
 
GLI ETRUSCHI AL MANN
Al museo archeologico nazionale di Napoli, fino al 31 maggio 2021, “Gli etruschi e il MANN”, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. Circa seicento i reperti. Tra questi, almeno duecento per la prima volta esposti al pubblico. L’iter racconta circa sei secoli di storia, dal X al IV secolo a.C., puntando l’attenzione sugli etruschi in Campania e valorizzando i materiali etrusco-italici acquisiti dal museo sul mercato collezionistico. Ad arricchire il percorso, sarà anche l’intero corredo della Tomba Bernardini da Palestrina, proveniente dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA