Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer a Roma per il kolossal Disney Maleficent: «Apriamoci alla diversità»

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Paolo Travisi
Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer a Roma per il kolossal Disney Maleficent: «Apriamoci alla diversità»

Tre donne. Angelina Jolie, Michelle Pfeiffer, Elle Fanning. Tre attrici di Hollywood di tre generazioni differenti, protagoniste per la prima volta in un kolossal Disney, Maleficent - La signora del male (al cinema dal 17 ottobre). Saranno - forse - gli effetti del metoo, o più probabilmente il peso divistico delle tre star, ad aver convinto lo studio di Topolino a metterle insieme nello stesso film, a farne le coprotagoniste. Intuizione di successo, visti gli incassi (circa 785 milioni di dollari) di Maleficent nel 2014, una sorta di remake in chiave live action del classico del 1959, La bella addormentata nel bosco, dove la storia era raccontata dal punto di vista della fata cattiva, Malefica, tradita nei sentimenti e per questo vendicativa nei confronti della giovane Aurora.
 

 

In questo secondo capitolo, Disney ha allargato la scena ad un terzo personaggio, la regina Ingrith, solo all'apparenza donna di buoni sentimenti che accoglie come madre, la futura sposa di suo figlio, il Principe Filippo. In realtà l’ormai prossimo matrimonio, per un presunto sortilegio di Malefica ai danni del re, sta per scatenare una guerra tra il mondo degli uomini e quello delle creature fantastiche che vivono nella Brughiera. Uno scontro per ristabilire la forza degli umani, sui diversi, tutte quelle creature che vivono in pace in un regno fatto di folletti, fatine, alberi umanizzati e Malefica, insieme alle creature delle tenebre. 

Come Disney insegna da sempre, il racconto fantastico, è uno strumento narrativo per spingere i più piccoli a comprendere e ragionare su temi importanti, come la tolleranza verso le diversità, abbracciando la forza dell'unione, e non della paura degli altri.

Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, sono giunte a Roma, per presentare Maleficent - La signora del male, evento di pre-apertura di Alice nella Città, la sezione parallela di cinema per ragazzi, che affianca la Festa del cinema di Roma. «I personaggi di Maleficent sono complessi e belli da interpretare, con sono donne forti e uomini forti. Le tre protagoniste donne sono tutte diverse, e forti in modo differente, come lo sono le donne, e ci piacciono così», esordisce Angelina Jolie nella conferenza stampa. Parlando del tema della maternità, centrale nel film, perché Malefica custodisce Aurora come se fossa sua figlia di sangue, l’attrice di Tomb Raider sottolinea: «Malefica diventa madre in un modo curioso, non pensava di poterlo diventare, come me quando ero più giovane anni in cui pensavo che non sarei stata brava come mamma, invece mia madre mi diceva che era proprio questo il modo giusto di porsi come futura mamma. E parlando di Malefica, l’essere madre l’ha salvata, perché non era una donna equilibrata, e sentirsi madre è stato un bene per lei».

Michelle Pfeiffer invece parlando del suo personaggio aggiunge. “Ingrith si sente la madre del suo regno, un ruolo che prende molto seriamente e farà di tutto, a suo modo, pur di proteggere i suoi abitanti. Agisce come una leader”. Ed a proposito di cosa sia in realtà una vera famiglia, Angelina Jolie, risponde. “Io penso che la famiglia non dipenda solo dal sangue, mi sento fortunata ad avere una famiglia ed i figli che ho, perché da ognuno di loro ho imparato tanto”.

E nella conferenza stampa si arriva al cuore del messaggio. La tolleranza verso la diversità, sentirla come un arricchimento e non come un nemico. «La generazione giovane arriva al mondo con maggiore tolleranza, anche se la parte intollerante del genere umano si fa sentire molto forte, c’è sempre stata, ma tutti sappiamo che la diversità è un modo per sopravvivere. Anzi nel mondo animale e nell’ambiente la diversità sta scomparendo», dice Michelle Pfeiffer.

«I figli dei nostri figli saranno sempre più connessi, oggi si viaggia facilmente, siamo sempre online, eppure si vede questo risorgimento dell’odio e molte persone hanno successo politicamente cavalcando questo. Il mondo è pieno di popoli diversi, è fatto di diversità, ma le persone spesso non hanno cura della terra, non hanno rispetto delle persone indigene, non per ignoranza, ma è avidità, egoismo, business ed usano la paura, per dire cose cattive degli altri. Ma nel nostro cuore sappiamo di essere uguali ed i nostri figli ne sono consapevoli. E' capitato a chiunque di non sentirsi accettato perché diverso, per qualsiasi motivo. E Malefica viene cacciata via dalla figlia perché diversa. Io mi arrabbio molto quando vedo queste cose, perché la bellezza è proprio questo, non aver paura degli altri», aggiunge Jolie.

Ed a proposito delle tre attrici protagoniste in Maleficent, Jolie non è convinta che sia un effetto del movimento metoo sorto dopo lo scandalo dei presunti abusi del produttore Weinstein. "Già sei anni fa eravamo io e Elle Fanning a condurre il film, quindi non c’è cambiamento. Per noi la cosa importante è che, grazie alla storia, ci siano donne forte, credo che questo sarà apprezzato in modo nuovo anche dagli uomini. Ci sono molti modi di essere forte. Per esempio Aurora, ha forza nella dolcezza, mentre le mamme che sono a casa per crescere i bambini e leggono loro le favole, anche quelle donne sono forti". Per Michelle Pfeiffer il film è stato fatto nel momento opportuno, Aurora ha un ruolo quasi femminista. Michelle. Per quanto riguarda l'invecchiamento di noi attrici e delle donne in generale, c'è sempre tanta pressione, io e noi facciamo di tutto e del nostro meglio per invecchiare con grazia".
 

Ultimo aggiornamento: 17:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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