Dall'arancino di riso venere al pane al carbone, è di moda il nero nel piatto

di Carlo Ottaviano
Dici merluzzo, baccalà o stoccafisso e non sembri “figo”. Se invece preferisci – avendo i soldi per comprarlo – il Black Cod, ti appalesi subito come raffinato gourmet. Ma alla fine, chiamalo come vuoi, quel pesce è comunque un parente del merluzzo che arriva dall'Alaska. Chiamato “carbonaro”, in effetti ha una carne bianchissima. Ma evidentemente il colore nero va di moda, sta bene su tutto, perfino a tavola.
 
 

Lo dimostra una ricerca condotta da Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio di Uber, presente in 200 città del mondo. Il nero nei piatti sta facendo dimenticare il verde dell’avocado, il rosa del salmone crudo e altri colori. Il trend è emerso dalle ricerche che gli utenti di Uber Eats effettuano: l’app californiana permette infatti di visualizzare i ristoranti e i tipi di cucine geograficamente più vicini alla propria posizione, ma consente anche di andare a curiosare tra tutti i tipi di piatti disponibili sulla piattaforma, cercando quelli più insoliti per chi ha voglia di sperimentare.

Secondo la statistica di Uber Eats nelle più grandi città in cui il servizio è attivo - da Stoccolma a Bruxelles, passando per Amsterdam, Madrid, Vienna, Varsavia, Lisbona e Milano - gli ingredienti di colore nero iniziano a generare molto più di una semplice curiosità e sono ordinati da migliaia di persone. Tra i piatti in nero maggiormente richiesti il classico nero di seppia, utilizzato non per gli spaghetti ma per originali ravioli di ispirazione cinese ripieni di salmone, oppure i colori della patata viola e perfino arancini siciliani con il riso nero o venere. Richiestissimo il carbone vegetale per i cestini del pane e infine non manca chi ha inventato e sperimentato un particolare tipo di bevanda microfiltrata a base di carbone vegetale granulare e limone, ideale per aumentare il pH dell’organismo.
Mercoledì 21 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:58

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1 di 1 commenti presenti
2018-02-23 02:14:34
Io ho vissuto in Alaska 29 anni, e il black cod l'ho mangiato soltanto una volta. E' cosi' grasso e oleoso da dare il voltastomaco. E si' che lo feci anche al barbecue e meta' del grasso scolo' sulla carbonella. Meglio il merluzzo "normale," sia del Pacifico che dell'Atlantico. Sobbollito e condito con burro fuso e' quasi come l'aragosta. Quasi.
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