Le scuole come centri sportivi: concorso per 12mila nuovi prof di ginnastica

Domenica 21 Ottobre 2018 di Lorena Loiacono

Lo sport sale in cattedra o, meglio, va in palestra: nelle scuole elementari arrivano 12mila docenti specializzati in educazione fisica, che potenzieranno l'attività motoria nelle classi dei più piccoli. E lo sport allora entra nelle scuole dalla porta principale, conquistando maggiore importanza. Ma bisogna fare i conti anche con l'edilizia degli istituti: ad oggi, infatti, sono ancora troppi quelli che hanno palestre che cadono a pezzi. E quasi una scuola su tre non ha la palestra.

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In un contesto simile si inserisce il progetto promosso dal ministro all'istruzione Marco Bussetti, che iniziò la sua carriera nella scuola proprio come insegnante di educazione fisica, che punta a dare dignità allo sport in ambito scolastico. L'obiettivo è quello di aprire le palestre degli istituti anche nel pomeriggio e durante le vacanze per creare punti di aggregazione per i ragazzi e, allo stesso tempo, di conoscenza pratica delle attività motorie. Saranno dodicimila i nuovi esperti di educazione fisica e potranno essere selezionati sia tra i laureati in scienze motorie sia tra i docenti che sono abilitati all'insegnamento alle elementari e in possesso di competenze certificate nelle attività motorie.
 

IL CONCORSO
Veri e propri maestri di educazione fisica ai quali verrà destinata una classe di concorso specifica e un concorso ad hoc, per creare centri sportivi scolastici e affidare loro attività extracurricolari. Al momento però non è ancora stato deciso come verranno assunti, con quale qualifica. «Credo che il punto - spiega il ministro Bussetti - non sia l'inquadramento o l'orario curricolare. Il cuore della questione è che abbiamo il dovere di ridare allo sport la giusta dimensione nella formazione dell'individuo. È arrivato il momento di riconsegnare alla scuola la sua missione educativa anche nell'ambito dell'attività motoria: è questa la sfida. Puntiamo a inserire veri maestri di educazione fisica. E consentire agli istituti, nel pomeriggio e durante le vacanze, di diventare centri sportivi scolastici». In un secondo momento nelle scuole potrebbero arrivare anche docenti di inglese e musica che, proprio come per i docenti di educazione fisica, porteranno avanti lezioni pomeridiane o nella pausa estiva. «Dobbiamo fare delle scuole seconde case per i nostri studenti - sottolinea Bussetti - ben vengano quindi aperture anche oltre l'orario curricolare per potenziare competenze, per socializzare, per vivere gli istituti. Per far sì che i giovani possano imparare a suonare uno strumento, migliorare la conoscenza di una lingua straniera, praticare uno sport. Il Ministero farà la sua parte e sosterrà le scuole. Per quanto riguarda gli insegnanti, d'ora in poi il metodo sarà quello dei concorsi sulla base dei posti disponibili e vacanti. Ovvero sulla base delle reali esigenze del sistema di istruzione».

LE ATTREZZATURE
Ma per fare sport serve un locale e delle attrezzature adeguate. E non tutte le scuole ne sono provviste. Un segno chiaro di quanto l'attività sportiva negli istituti sia stata messa da parte fino ad oggi. In base al XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, realizzato da Cittadinanzattiva, risulta infatti che non tutte le scuole sono dotate di palestre: quasi una su tre, il 28%, non ce l'ha. E quando c'è, la palestra non è proprio come dovrebbe essere: il 37% presenta infatti muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza. Brutti voti anche per la pulizia che scarseggia almeno in una scuola su 4: la polvere è presente nel 29% delle palestre, la sporcizia nel 25% e i cattivi odori nel 21%. Anche sul fronte della sicurezza le bocciature non mancano: il 27% non ha le porte antipanico, una su 4 ha le finestre rotte e il 22% ha impianti elettrici danneggiati. Non solo, una palestra su 3 non ha gli arredi a norma o le attrezzature in regola.
 

Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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