Marte, Bennu, Ryugu e Ultima Thule: ecco gli scatti dagli altri “mondi”

Venerdì 14 Dicembre 2018 di Enzo Vitale
Il selfie fatto con il braccio robotico di Insight
Il riposo del guerriero è finito. Dopo lo sbarco su Marte la sonda Insight comincia lentamente a sgranchire i muscoli e mandare immagini dal pianeta rosso. Ultimamente ha azzardato anche un selfie per farci capire che , lassù, va tutto bene.
In questo periodo sono quattro le missioni che appassionano i curiosi di tutto il mondo: le tre della Nasa con le sonde Insight (Marte), Osiris Rex (l'asteroide Bennu), New Horizons (sul corpo ghiacciato Ultima Thule nella Fascia di Kuiper) e quella della giapponese Jaxa con Hayabusa 2 su un altro asteroide, Ryugu. Ma andiamo con ordine.


LA MISSIONE INSIGHT
Dopo lo sbarco dello scorso 26 novembre il lander che si è posato sulla superficie di Marte comincia ad inviare le prime immagini. Quella più significativa, però, arrriva da una “collega” che si trova nell'orbita marziana da diversi anni, dal 2008.

In questa foto ad alta risoluzione la fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) che si torva a bordo di Mars Reconnaissance Orbiter, si nota il lander e il luogo dove è sbarcato  quasi tre settimane fa. Si nota che l'area intorno al mezzo spaziale appare più scura rispetto all'altra per via dei retrorazzi che, in un certo senso, hanno bruciacchiato parte della superficie marziana.

ln questa altra foto, sempre ripresa dalla fotocamera HiRISE, si nota lo scudo termico che ha permesso al lander di oltrepassare indenne “l'atmosfera” del Pianeta Rosso.


In questa terza foto, scattata a circa 250 chilometri di altezza dalla superficie marziana, si possono vedere il paracadute e il lander della missione InSight sulla zona chiamata Elysium Planitia.
(crediti Nasa)


Il puntino rosso sulla mappa corrisponde alla zona in cui è sbarcato il lander InSight della Nasa. La foto è stata scattata nel 2015 dalla fotocamera Themis sulla sonda 2001 Mars Odyssey. (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Asu)


In questa altra immagine i luoghi dove si trovano le altre macchine terrestri
(crediti Nasa)


La freccia indica il chip dove sono conservati i nomi di tutti coloro che hanno spedito il loro nome su Marte, la simpatica iniziativa messa in campo dalla Nasa.

LA MISSIONE OSIRIS REX
Altra missione della Nasa che sta raccogliendo tanto interesse in questi giorni è quella di Osiris Rex su Bennu, un asteroide considerato potenzialmente pericoloso per il nostro pianeta. Su questo sassone sono state trovate tracce di acqua. Le prime analisi effettuate sulla sua superficie indicherebbero la presenza di molecole di acqua.
(L'asteroide Bennu fotografato dalla sonda Osirix Rex della Nasa)


LA MISSIONE HAYABUSA 2
Infine, dopo tutte queste immagini made in Usa, un accenno anche alla missione dell'Agenzia spaziale giapponese Jaxa. Per raggiungere quel pezzo di montagna che si trova tra le orbite di Marte e Giove la sonda nipponica ha impiegato quasi quattro anni. Hayabusa 2, la sonda della Agenzia giapponese Jaxa (Japan Aerospace Exploration Agency), è infatti partita il 3 dicembre del 2014 dal Tanegashima Space Center a sud di Kyushu, un'isoletta nell'estremo sud del Giappone. Come ha fatto la Nasa anche l'Agenzia spaziale del Sol Levante ha rilasciato diverse immagini dell'asteroide Ryugu.  Il piano dei giapponesi prevede che la sonda raccolga materiale dalla superficie per poi riportarlo sulla Terra. Ma prima di atterrare sul suolo di Ryugu, Hayabusa 2 rimarrà nella sua orbita per quasi 18 mesi, il tempo necessario per studiare da vicino il corpo celeste con un diametro di circa 900 metri. In linea di massima la sonda effettuerà tre avvicinamenti  durante i quali preleverà i campioni dalla superficie di Ryugu. Oltre ad avvicinarsi, Hayabusa 2 tenterà essa stessa un atterraggio. Ma per l'esplorazione  del piccolo oggetto celeste tra Marte e Giove, verranno impiegati il piccolo rover Minerva (che verrà sganciato proprio dall'Astronave madre, chiamiamola così) e il  lander Mascot, concepito e realizzato in Germania. Mascot avrà il compito di misurare il campo magnetico di Ryugu, la sua temperatura superficiale, scattare foto e analizzare la composizione delle sue rocce. Il ritorno di Hayabusa 2 sul nostro pianeta è previsto per il 2020. Ultimamente ci sarebbero diverse difficoltà di atterraggio in quanto la suoperficie dell'asteroide si presenta davvero accidentata con rocce, massi e montagnole di difficile approccio. Questi nuovi elementi hanno convinto la Jaxa a posticipare lo sbarco della sonda previsto agli inizi del prossimo anno. Attendiamo gli sviluppi della vicenda.

(L'accidentata superficie di Ryugu)

NEW HORIZONS, ULTIMA THULE
Infine fa capolino un'altra missione della Nasa, quella di New Horizons che ha sfiorato il planetoide Plutone nel luglio del 2015. A Capodanno si troverà nei pressi di Ultima Thule, un freddo e remoto oggetto ghiacciato della cosiddetta Fascia di Kuiper. L'oggetto distante oltre 6 miliardi di chilometri dal Sole, fu scoperto nel giugno del 2014 da Hubble, il telescopio spaziale che andrà in pensione a breve.

(Il cronoprogramma della misione di New Horizons, crediti Nasa)


enzo.vitale@ilmessaggero.it


  Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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