Maiorca, studentessa contagiata in vacanza senza acqua né cibo nel covid hotel: «Come una prigione»

Maiorca, studentessa contagiata in vacanza senza acqua né cibo nel covid hotel: «Come una prigione»
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Lunedì 9 Agosto 2021, 15:26

«Ho elemosinato cibo e acqua». La vacanza a Maiorca, in Spagna, di una studentessa inglese di infermieristica si è trasformata in un incubo. «Preferirei essere in prigione piuttosto che nel Covid Hotel». Sophie Burdge, 22 anni, di Barry, ha passato l'estate nella cittadina turistica spagnola, ma prima del volo di ritorno è risultata positiva al Covid. La giovane ha raccontato alla BBC che il personale dell'Hotel Palma Bellver non aveva mai controllato le sue condizioni, nonostante il suo test positivo.

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Covid hotel Maiorca, senza mangiare

La 22enne è risultata positiva martedì. È stata portata nel Covid Hotel alle 21 del giorno successivo, senza poter uscire. «Mi detto che, poiché ero arrivata così tardi, non potevo avere cibo, e quindi avevo davvero fame», ha detto. Non le è stato dato nulla da mangiare e così ha deciso di ordinarne un po' lei verso le 13. «Ho ordinato McDonald's e non me l'hanno dato, me l'hanno tolto. Poi ho provato a ordinare di nuovo da un'altra azienda e non mi hanno dato neanche quello. Piangevo a morte perché avevo tanta fame, stavo morendo di fame».

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Nessun servizio di lavanderia

«Non c'è servizio di lavanderia – prosegue la giovane –. Ho finito le mutande, quindi le ho lavate nel lavandino». Sophie Burdge ha raccontato che altri ospiti dell'hotel avevano iniziato a scambiarsi le provviste usando le lenzuola legate. «Un ragazzo ha tagliato un lenzuolo, l'ha legato tutto insieme, ha legato l'acqua e l'ha legato a me, così ho potuto avere una bottiglia d'acqua». C'è anche un altro metodo. «Le persone ordinano cibo e mettono giù la corda, così il ragazzo delle consegne lo lega».

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La risposta dell'hotel

L'Hotel Palma Bellver ha affermato che il cibo era servito dal catering dell'ospedale, non dall'hotel, e che l'acqua era a disposizione degli ospiti su richiesta. In un comunicato, la struttura ha dichiarato: «I pasti (quattro al giorno) sono serviti dalla ristorazione dell'ospedale, supervisionata dai dietisti ospedalieri. Agli ospiti/pazienti è consentito ordinare i pasti all'esterno, (così come altri beni di prima necessità) ma non gli alimenti trasformati, come da prescrizione del medico. Il personale della nostra azienda gestisce solo l'inventario delle stanze, rispondiamo al cliente-paziente e serviamo da 'collegamento' tra i vari agenti coinvolti».

 

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