Rimini e Cattolica, dj e balli proibiti: chiuse tre discoteche, c'è anche la storica Ecu

Rimini e Cattolica, dj e balli proibiti: chiuse tre discoteche chiuse, c'è anche la storica Ecu
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Domenica 8 Agosto 2021, 20:04 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 00:01

È l'estate dei balli proibiti sulla Riviera romagnola. Dj e piste che invitano a scatenarsi, spiagge che si trasformano in disco a cielo aperto con migliaia di giovani a divertirsi fino all'alba nei chiringuito. L'ultima notte di sballo in Riviera è costata la chiusura a tre discoteche. In una, a Rimini, ballavano quasi in mille incuranti di ogni distanziamento. Il problema dell'abusivismo è denunciato dagli stessi gestori che però sono esasperati. Alcuni hanno protestato in Maremma sulla spiaggia dove è in vacanza il ministro Roberto Speranza.

 

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Riviera romagnola, chiusa la storica discoteca Ecu

Nel primo weekend con l'obbligo di Green Pass, in Riviera gli eccessi, al netto delle tante attività risultate in regola nei controlli, non sono mancati. Il caso più eclatante la Ecu, discoteca storica di Rimini ormai chiusa da tempo ma che riapre in occasione di feste ed eventi. Per sabato era stata pubblicizzata una di queste aperture straordinarie, con disponibilità fino a mille ingressi, per un raduno a tema 'afro'. Quello che gli agenti di Polizia locale e Questura di Rimini hanno trovato sono state tre piste da ballo con altrettanti Dj gremite di giovani che ballavano scatenati, qualcuno anche in condizioni precarie probabilmente sotto l'effetto di ecstasy e Lsd. L'Ecu è stata chiusa, per cinque giorni, e il titolare deferito all'autorità giudiziaria. È stata sequestrata della droga ed è stata riscontrata l'assenza di accorgimenti di sicurezza che prescindono dal Covid. Sono state contestate irregolarità per le uscite di sicurezza, per gli estintori e per il fatto che fosse presente un unico addetto alla sicurezza.

 

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Altre due discoteche chiuse

Altre due discoteche sono state chiuse, il Musica a Riccione e il Bikini a Cattolica, per centinaia di ragazzi trovati a ballare ammassati. Stessa sorte per un locale nel Mantovano. Episodi che dimostrano come «si parte con le migliori intenzioni, si fa selezione all'ingresso, si fanno entrare le persone contingentate e si mettono a sedere. Il Musica ha fatto accedere solo con green pass e ha fatto 400 tamponi a chi ne era sprovvisto. Però poi la musica parte...» E il popolo della notte risponde incontenibile. Gianni Indino, presidente Silb-Fipe in Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo, inquadra così la situazione di «sconforto» ed «esasperazione» dei gestori. E lancia una provocazione. «Dalla prossima settimana cominceremo a restituire le licenze e a riaprire come circoli privati, così almeno avremo la possibilità di far ballare i nostri soci».

 

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I vincoli per le discoteche

L'istinto è la sopravvivenza. I circoli hanno meno vincoli delle discoteche perché ai soci si consente il ballo. Le discoteche possono aprire solo per il servizio bar e di ristorazione al tavolo. Si può ascoltare musica ma non si può ballare, perché ci si assembra. Tanto che nei giorni scorsi a Riccione l'immensa creatività romagnola s'è inventata persino il ballo liscio «da seduti» proponendo al pubblico di una balera di esibirsi senza staccarsi dalla sedia, battendo il tempo coi piedi. «Noi ci siamo - sottolinea Indino - ci rendiamo disponibili, ma vediamo un muro di gomma a ogni nostra proposta». «Se il vaccino funziona, allora perché non consentire di ballare a chi dimostra di essere vaccinato, col green pass?». Sul tema è sensibile il presidente di Regione Stefano Bonaccini, che all'indomani del varo del green pass aveva detto che fosse stato per lui col certificato verde avrebbero dovuto riaprire anche le discoteche. Anche perché il ballo sulla carta è proibito ma di fatto si danza sfrenatamente in ogni dove, dal chiringuito alla festa di matrimonio. Giorgia Meloni cavalca il tema: «Qual è il senso di continuare a tenere chiuse le discoteche se poi vengono consentiti maxi party in piazza con musica e balli?».

 

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