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Maxi muscoli con gli anabolizzanti, ma negli uomini il desiderio sessuale diventa mini

Maxi muscoli con gli anabolizzanti, ma negli uomini il desiderio sessuale diventa mini
di Giampiero Valenza
4 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Marzo 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:54

Con loro cresce la forza e la massa muscolare, ma il fai da te può causare una valanga di guai: problemi cardiovascolari, danni al fegato, disturbi del comportamento e disfunzioni sessuali.

Diversi giovani non si rendono conto dei danni a cui si espongono perché pur di non sfigurare durante gare o allenamenti preferiscono l’aiutino dei medicinali. Gli anabolizzanti androgeni come il testosterone, il nandrolone e lo stanozololo, quando non sono prescritti dal medico, possono far davvero male. Sono sostanze sintetiche che simulano l’azione degli ormoni sessuali e che sono in grado di innescare e accelerare l’anabolismo, un processo che normalmente viene svolto dagli ormoni. Negli adolescenti il loro uso può bloccare lo sviluppo delle ossa. Negli adulti, invece, ci possono essere moltissimi problemi nella sfera sessuale, con una diminuzione di produzione degli spermatozoi, un improvviso calo del desiderio, problemi di erezione e con un’impotenza dovuta all’atrofia dei testicoli. Non sono però solo gli uomini a farne uso.

IL MERCATO

Nelle donne le conseguenze sono altrettanto pesanti: l’aspetto fisico diventa più virile, viene soppressa la funzione ovarica e si atrofizza la ghiandola mammaria. La memoria torna a una cinquantina di anni fa, con il piano messo in piedi da medici e funzionari della Germania Est per aumentare il prestigio internazionale dello Stato grazie ai loro sportivi. Insieme alla Stasi, la polizia segreta, era stato organizzato il programma con il quale venivano fatti passare gli anabolizzanti per vitamine da prendere ogni giorno. Uno dei casi più eclatanti fu con la lanciatrice del peso della Ddr Heidi Krieger: la sportiva, col passare del tempo, assunse tratti sempre più maschili. Uno scombussolamento ormonale continuo che la portò, nel 1997, a sottoporsi a un intervento chirurgico per il cambio del sesso. Sebbene sia vietato il loro uso, se non dietro terapie prescritte dal medico, la vendita sul mercato illegale degli anabolizzanti oggi sembra essere un grande affare. Poco più di un mese fa la guardia di finanza di Napoli ha sequestrato 30.000 confezioni pronte ad essere piazzate tra i culturisti per un valore di circa 150.000 euro. Secondo stime degli esperti, nel 36% dei casi gli ormoni sintetici vengono acquistati su internet, dove non è possibile verificare la fonte originale e quindi neanche la composizione del prodotto, mettendo ancor più a rischio la salute. Solo in un caso su dieci vengono presi attraverso il circuito della palestra. Ci si rende conto di qualcosa che non va quando si smette di fare sport e nelle mura di casa la prestanza fisica lascia lo spazio a una vita privata distorta a causa del doping. «Solitamente i giovani vengono dall’urologo perché hanno problemi di sessualità e di calo del desiderio – spiega Vincenzo Mirone, docente all’Università Federico II di Napoli e componente del comitato esecutivo della Siu, la Società italiana di urologia - Questo è l’effetto principale dell’assunzione degli anabolizzanti: nella prima fase c’è un innalzamento del testosterone, cresce l’aggressività e il desiderio, ma nella seconda c’è una sorta di rimbalzo, con l’ormone che scende ai minimi e che fa sentire giù con il morale». In casi del genere per scovare il problema l’urologo prescrive gli esami del sangue e del liquido seminale. «Purtroppo chi prende gli androgeni non ha cognizione di quali siano i danni: essere palestrato può non essere sinonimo di prestante - prosegue lo specialista - Il suggerimento più saggio è di lasciare gli ormoni e le autoterapie e seguire invece una dieta iperproteica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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