Malattie reumatiche, sole con giudizio e molta ginnastica

Domenica 11 Agosto 2019
Sì al sole, seppur con giudizio, in particolare in caso di malattia articolare attiva, nell'artrite reumatoide e nelle spondiloartriti, si alla ginnastica, sfruttando l'opportunità di stare all'aria aperta, e sì anche alla scelta del pesce a tavola, perché ricco di sostanze che diminuiscono i danni vascolari e l'arteriosclerosi. No all'aria condizionata a una temperatura che crea troppo stacco con quella che si registra fuori, e un no netto anche all'interruzione delle terapie prescritte dal medico. Anzi, meglio assicurarsi di partire con il quantitativo di farmaci che serve, per evitare problemi con le ricette mediche nel passaggio da una Regione all'altra, o eventuali incomprensioni o errori se ci si trova all'estero. Per chi ha una malattia reumatica, l'estate è una stagione tutta da vivere, ma servono delle accortezze, per evitare fastidi che possono rovinare le vacanze e che variano da malattia a malattia.

A evidenziarlo è la professoressa Angela Tincani, responsabile dell'Unità Operativa di Reumatologia e Immunologia Clinica degli Spedali Civili di Brescia e coordinatrice del Gruppo di Studio Medicina di Genere della SIR (Società italiana di Reumatologia). Se infatti il sole è amico, perlomeno dal punto di vista dei sintomi cutanei, di chi soffre di artrite psoriasica, le lesioni cutanee legate al lupus eritematoso sistemico con il sole peggiorano, e in caso di malattia articolare attiva, per le spondiliti e l'artrite reumatoide è consigliabile esporsi ai raggi solari con giudizio, non
«in maniera violenta, ma con una certa precauzione».  «Il consiglio - spiega Tincani - è utilizzare una protezione solare medio-alta, non esporsi nelle ore più calde, e se eventualmente bisogna stare all'aperto nelle ore centrali della giornata, utilizzare cappelli e magliette leggere. Occorre poi fare attenzione al fatto che alcuni farmaci possono essere fotosensibilizzanti, risentono cioè dell'effetto della luce e dei raggi ultravioletti».

Prima di partire per le vacanze, meglio dotarsi della quantità di farmaci sufficiente per la permanenza (se il viaggio è molto lungo, si può provvedere per i primi 15-20 giorni).
«Può essere utile - aggiunge Tincani - portare con sé anche il foglio rilasciato nell'ultima visita fatta dal medico, che contiene i dati essenziali riguardo alla diagnosi, alla storia clinica e alla terapia». Se la meta prescelta è la montagna, occhio in particolare al fatto che l'altitudine, oltre i 1.500 metri, può dare problemi pressori: a volte, se la pressione è già mossa questo può complicare le cose. Un tema a parte è l'alimentazione: sì al pesce e alla dieta mediterranea, «ricca di frutta e verdura, e che prevede anche carne rossa, ma non tutti i giorni, in regime protetto”». Ultimo aggiornamento: 22:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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