Covid, cure domiciliari. Nuova circolare del ministero: antibiotici solo in alcuni casi e sì ai monoclonali

Covid, cure domiciliari. Nuova circolare del ministero: antibiotici solo in alcuni casi e sì ai monoclonali
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Lunedì 26 Aprile 2021, 20:18 - Ultimo aggiornamento: 20:26

Antibiotici solo in alcuni casi e sì ai monoclonali. Il ministero della Salute aggiorna le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti Covid. La circolare, i cui contentuti erano stati anticipati dal Messaggero il 24 aprile, conferma il "no" ai supplementi vitaminici e all'idrossiclorochina.

Monoclonali a casa

Nel documento si sottolinea che gli antibiotici, in soggetti affetti da Covid-19, vanno utilizzati solo in casi particolari. Nelle fasi precoci di malattia, la circolare dispone che i medici di base possano indicare l'uso di monoclonali indirizzando rapidamente il paziente ai centri regionali abilitati alla prescrizione. La circolare dà anche indicazioni anche per il trattamento dei bambini. Inoltre, fondamentale rimane il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno: sotto il 92% va valutato il ricovero e/o ossigenoterapia a casa.  

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La nuova circolare 'Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da sars-cov-2' - firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza - aggiorna la precedente che risale al 30 novembre 2020. Tra le indicazioni si introduce dunque la valutazione sui pazienti da indirizzare nelle strutture di riferimento per il trattamento con anticorpi monoclonali. È raccomandato il trattamento nell'ambito di una struttura ospedaliera o, comunque, in un contesto che consenta una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi. Il trattamento con anticorpi monoclonali deve essere iniziato il più precocemente possibile rispetto all'insorgenza dei sintomi, e comunque non oltre i dieci giorni dall'inizio degli stessi.

Vengono inoltre date indicazioni più accurate sull'utilizzo dei cortisonici e specificati gli usi inappropriati dell'eparina (da utilizzare solo nei soggetti immobilizzati per l'infezione in atto) ed i farmaci da non utilizzare (ad esempio la clorochina, mentre non vanno utilizzati routinariamente i corticosteroidi). L'eventuale utilizzo di antibiotici è invece da riservare esclusivamente ai casi nei quali l'infezione batterica sia stata dimostrata da un esame microbiologico. La nuova circolare chiarisce inoltre il concetto di «vigile attesa» - punto sul quale si è molto dibattuto - nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, indicando che si tratta di una sorveglianza clinica attiva, con costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente. In particolare, nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici si prevedono trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all'uso). Altri farmaci sintomatici potranno essere utilizzati su giudizio clinico

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