CORONAVIRUS

Coronavirus, dall'incubazione ai primi test: ecco le cose da sapere

Mercoledì 12 Febbraio 2020
Coronavirus, dall'incubazione ai primi test: ecco le cose da sapere

Il vaccino, i giorni di incubazione, la resistenza del virus, le modalità di trasmissione del contagio. Ecco cosa c'è da sapere sul coronavirus. Il vaccino potrebbe essere scoperto e testato sui primi pazienti nel giro di due o tre mesi. Ma l'Organizzazione mondiale della sanità prevede tempi molto più lunghi, addirittura diciotto mesi per ottenere un vaccino efficace contro il virus.

Sui tempi di incubazione gli esperti sono divisi: alcuni parlano di quattordici giorni, altri di ventiquattro. Ma ci sono anche le buone notizie: il coronavirus non è particolarmente resistente, può essere eliminato con i disinfettanti.

LA SPERANZA
Un antivirus in tre mesi
Potrebbero volerci due o tre mesi prima che un vaccino contro 2019-nCov venga testato su un piccolo numero di pazienti in modo da verificarne la sicurezza. O almeno è così che ha detto Anthony Fauci, direttore dell'istituto statunitense per lo studio delle malattie infettive National Institute of Allergy and Infectious Diseases. La possibilità che si possa realizzare in tempi così brevi si basa sul fatto che gli scienziati hanno già lavorato a vaccini sulla Sars, quindi in qualche modo simili coronavirus: grazie a queste esperienze, quindi, sarebbe possibile realizzare un prodotto rapidamente. L'Organizzazione mondiale della sanità, invece, conferma che il vaccino potrebbe essere pronto in 18 mesi.

RESISTENTE SULLE SUPERFICI
Candeggina per sconfiggerlo
Un recente studio tedesco ha concluso che il nuovo coronavirus può rimanere infettivo sulle superfici degli oggetti a temperatura ambiente fino a nove giorni. Ma la buona notizia è che non è molto resistente, infatti bastano detergenti a base di candeggina o disinfettanti a base di alcol o acqua ossigenata per ucciderlo. È sufficiente anche solo un minuto a contatto con questi prodotti perché il coronavirus venga inattivato in modo efficiente. Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono del resto molto importanti per prevenire l'infezione. Bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno venti secondi.

IL GIALLO DELL'INCUBAZIONE
Esperti divisi: 14 o 24 giorni
Gli esperti ritengono che il periodo di incubazione del virus duri all'incirca quattordici giorni. Da qui la decisione di far durare la quarantena due settimane. Ma un recente studio ha suggerito che il virus può durare fino a ventiquattro giorni, cioè dieci giorni in più del previsto. Lo ha scritto in un articolo che non ha ancora superato la necessaria revisione scientifica il medico cinese Zhong Nanshan, che scoprì il virus della Sars. Inoltre, lo studio ha indicato che il periodo di incubazione è mediamente di tre giorni. Infine, si ritiene che pochissimi malati abbiano mostrato sintomi dopo più di tre settimane.

IL CONTAGIO
Pericolo pazienti asimtomatici
I pazienti asintomatici possono trasmettere l'infezione. I dati disponibili fino a oggi ci consentono di dire con certezza che la malattia può decorrere in modo asintomatico, che le persone che non hanno sintomi possono avere il virus nelle loro secrezioni respiratorie e che un paziente può essere infettivo negli ultimi giorni dell'incubazione, prima di sviluppare i sintomi. Quindi l'isolamento dei casi sospetti può essere d'aiuto. Secondo l'immunologo Anthony Fauci, direttore dell'istituto statunitense per lo studio delle malattie infettive Niaid «in genere la maggior parte dei virus si trasmettono quando qualcuno ha i sintomi, ma con il nuovo coronavirus sembra esserci una trasmissione asintomatica».

Ultimo aggiornamento: 10:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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