CORONAVIRUS

Coronavirus, oltre 1000 morti. Oms: «Minaccia peggiore del terrorismo». L'Italia non ferma Schengen

Martedì 11 Febbraio 2020
Coronavirus, oltre 1000 morti. Oms: minaccia peggiore del terrorismo. L'Italia non ferma Schengen

Coronavirus, il numero delle vittime provocate dall'infezione virale oltrepassa la soglia psicologica di 1.000 unità e l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha dato il nome ufficiale alla malattia Covid-19, ora alza il livello di allarme; «È una minaccia peggiore del terrorismo».

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Minaccia peggiore del terrorismo

Nel giorno in cui il numero dei morti oltrepassa la soglia psicologica di 1.000 unità, l'Oms alza il livello di allarme per il Covid-19 - sigla che sintetizza corona, virus e disease (malattia) - e avverte che il «tempismo è essenziale» poiché ora ci sono una «finestra di opportunità» e una «possibilità realistica» per fermare l'epidemia. Da Ginevra, dove sono arrivati 400 scienziati da tutto il mondo per fare il punto sulla malattia, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus non ha usato giri di parole: «Un virus può creare più sconvolgimenti politici economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico. Il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno».

Per affinare le sinergie con i ricercatori cinesi, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha inviato oggi in Cina la prima delegazione internazionale di esperti guidata da Bruce Aylward, epidemiologo canadese «veterano di emergenze». Pechino, intanto, non trascura le misure politicamente simboliche. Sono state infatti silurate figure di primo piano della regione dell'Hubei per come hanno gestito l'emergenza: il segretario del partito per la Commissione salute della provincia, il capo della Commissione e il vice direttore della Croce Rossa locale. E mentre si aspetta il vaccino, che sempre secondo l'Oms «potrebbe essere pronto in 18 mesi», il totale dei contagiati è salito a 43.144, quello delle vittime a 1.018. In crescita anche il numero dei decessi in una sola giornata: il record per ora si è toccato ieri con 108 morti.

A Weinzhou, la città orientale cinese che è la seconda area più colpita dall'epidemia dopo Wuhan, sono stati registrati 474 nuovi casi confermati di contagio e 5.304 persone si trovano attualmente sotto osservazione medica, mentre un totale di 106 persone sono state dichiarate guarite. Si è inoltre registrato il primo caso in California, che porta a 13 il numero degli ammalati negli Usa, e altri 2 casi in Vietnam, compresa una bimba di tre mesi. Ma la diffusione al resto del mondo in generale è ben controllata, in particolare in Europa, dove la «cintura di sicurezza sta funzionando adeguatamente», secondo un'analisi della Fondazione Gimbe che rileva come per ogni 1.000 casi confermati in Cina si conta un solo caso in Europa.

A dare un'idea del tasso di mortalità del Covid-19, e almeno parzialmente a rassicurare, è intervenuto anche Luigi Ventura, professore ordinario di Economia Politica dell'Università La Sapienza di Roma. «Se lo zoom si fa su Wuhan e la provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia, - afferma - la percentuale è del 3%. Se invece si guarda al resto della Cina la percentuale scende al 4 per mille. Numero uguale per il resto del mondo». Intanto anche il Giappone rafforza le misure di protezione: da questa settimana saranno cancellati i voli diretti con Shangai e altre città cinesi da 13 aeroporti regionali, portando a 680 i voli settimanali che collegano il Paese del Sol Levante con la Cina contro i circa 1.400 voli precedenti allo scoppio dell'epidemia. E salgono le preoccupazioni per i riflessi dell'emergenza coronavirus dall'economia cinese all'economia globale. Secondo il presidente della Fed, Jerome Powell, è presto per quantificarne l'impatto ma, avverte, «stiamo monitorando da vicino gli sviluppi della situazione» e «ci aspettiamo che la Cina prenda delle misure per sostenere la sua economia».

 

Guarito l'untore inglese: ne ha contagiati 11

Per gli specialisti è geneticamente un 'superspreader', un individuo che diffonde il virus più facilmente della norma. Ma negli incubi della vox populi rischia di assumere le immaginarie fattezze dell' untore. È Steve Walsh, il 53enne britannico che risulta aver trasmesso in pochi giorni il coronavirus cinese a 11 persone prima di essere individuato a sua volta come malato e ricoverato. Per liberarsi dai sospetti e dalle curiosità, Walsh ha deciso oggi di rivelare la sua identità attraverso i media, per far sapere di essere nel frattempo guarito, ma di trovarsi ancora in ospedale, in isolamento precauzionale per la convalescenza.

La sua vicenda è un caso più unico che raro fra la tante storie note di questa epidemia globale. Businessman, padre di due figli e impegnato nel movimento scout a Hove, vicino a Brighton, la località dell'East Sussex inglese in cui vive con la famiglia, Walsh ha contratto il virus senza inizialmente accorgersene a Singapore, dove aveva partecipato a una conferenza per conto della società di consulenza dell'industria del gas in cui lavora, la Servomex. Salvo poi contagiare inavvertitamente, ancora in assenza di sintomi, diversi connazionali con cui ha condiviso uno chalet durante una successiva vacanza sulla neve sulle Alpi francesi dell'Alta Savoia. In totale le persone colpite fra quelle venute in contatto con lui sono state 11: 5 testate e ricoverate in Francia, una a Maiorca e 6 (su 8 totali diagnosticate finora nel Regno Unito) al rientro in patria.

Un vero e proprio strike - che ha coinvolto anche Catriona Greenwood, dipendente di un ambulatorio medico di Brighton chiuso da ieri al pubblico per prudenza - conclusosi solo quando l'infezione non si è manifestata anche per lui. Nel comunicato diffuso da una stanza sterile del St Thomas Hospital di Londra, il 'superspreader' ha assicurato di essere rimasto in isolamento fin da subito, «non appena informato della diagnosi». E di essere pronto a restare successivamente in quarantena anche a casa, per il periodo di auto-isolamento che i medici riterranno necessario secondo i protocolli cui già si sta sottoponendo la sua intera famiglia. Nel contempo ha ringraziato il sistema sanitario britannico (Nhs), «gli amici e i colleghi» per il sostegno, chiedendo ora rispetto per la sua «privacy».

L'allarme, le paure e qualche traccia di panico hanno fatto tuttavia in fretta a diffondersi sui tabloid del Regno e in particolare nell'East Sussex. Sullo sfondo di un'epidemia che - come sottolineato oggi a Westminster dal ministro della Salute, Matt Hancock - ha al momento i contorni d'un rischio «moderato», ma non ha raggiunto ancora «il picco peggiore» di diffusione. Ecco quindi che la ricostruzione del viaggio e del ritorno di Steve dalla Francia, via Ginevra, si è fatta minuziosa. Con controlli capillari nella sala parrocchiale dove è andato a lezione di yoga o nel pub di Hove dove ha bevuto una birra prima di avvertire i primi malesseri. Il professor Keith Willett, responsabile delle emergenze in seno alla Nhs, ha invitato ad evitare allarmismi, elogiando Walsh per essersi «comportato bene, nel rispetto dei consigli medici ricevuti». Ma il professor Samer Bagaeen, del Brighton and Hove City Council's Health board, ha accusato le autorità sanitarie nazionali d'aver informato poco e tardi la comunità locale. «Non sono stati chiari dall'inizio - ha lamentato - e non ci hanno fatto sapere esattamente chi fosse stato esposto al contagio e dove. Avremmo dovuto essere informati dal primo giorno, ma nessuno lo ha fatto davvero su questo caso. È mancata la leadership»

 

L'Italia non ferma Schengen

I numeri dell'epidemia da coronavirus in Cina continuano ad aumentare ma, al momento, non ci sono elementi tali da richiedere una sospensione dell'accordo di Schengen sulla libera circolazione alla frontiera tra gli Stati membri. Intanto, però, in Italia l'allerta resta massima e, sulla base dell'evoluzione della situazione, il comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute potrà vagliare ulteriori misure di prevenzione. Ciò che va evitato, ha ribadito il ministro della Salute, Roberto Speranza, è l'allarmismo. Ad oggi restano tre i casi confermati in Italia, tutti in isolamento all'Istituto Spallanzani, a Roma: quello del ricercatore rientrato da Wuhan e la coppia di coniugi cinesi le cui condizioni sono in miglioramento.

«Sulla base della valutazione dei dati scientifici - ha chiarito Speranza in audizione alla commissione parlamentare Schengen - al momento non ci sono le condizioni per immaginare una sospensione degli accordi di Schengen». Posizione, questa, sostenuta dal direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), Andrea Ammon, lo scorso 4 febbraio all'Europarlamento. L'accordo, ha ricordato Speranza, autorizza gli Stati a ripristinare i controlli alla frontiera nelle ipotesi, ad esempio, di grave minaccia all'ordine pubblico, per eventi prevedibili o per una grave minaccia alla salute pubblica sulla base di un principio di proporzionalità. Ad oggi, ha ribadito, una decisione in tal senso «non è però giustificata da un punto di vista scientifico» e la «possibilità di contagio da uomo a uomo in Europa resta bassa».

Ribadendo quindi la necessità di «un coordinamento più forte dei paesi dell'Unione europea» - richiesta che sarà portata al vertice dei ministri della Salute Ue, sollecitato dall'Italia e che si terrà giovedì prossimo a Bruxelles - Speranza ha sottolineato come l'Italia abbia messo in atto misure sulla base del massimo principio di precauzione. Così, dal 5 al 10 febbraio, sono stati effettuati controlli su 5 mila voli aerei e su 620 mila passeggeri e sono stati anche implementati i controlli nei porti. Non escluse eventuali ulteriori misure - un'ipotesi è l'estensione dei controlli pure alle stazioni ferroviarie - ma le scelte saranno sempre guidate, ha chiarito il ministro, da un organismo di connotazione scientifica, ovvero il tavolo tecnico-scientifico riunito permanentemente al ministero. Al momento tuttavia, rispetto all'epidemia in corso, «nel nostro Paese le misure in atto sono più che adeguate», ha detto anche il commissario per l'emergenza coronavirus Angelo Borrelli. Insomma, «l'evoluzione della diffusione del coronavirus va seguita con la massima attenzione ma sono sbagliati gli allarmismi», ha avvertito Speranza invitando a riporre «fiducia nei nostri scienziati, che sono tra i migliori al mondo».

Riferendosi poi all'Africa, ha precisato che l'Oms non ha certificato alcun caso di coronavirus nel continente in questo momento, ma «è chiaro - ha detto - che dobbiamo monitorare con la massima attenzione in virtù della collocazione geografica dell'Italia». Intanto, la coppia di coniugi cinesi provenienti da Wuhan, positiva al test, è tuttora ricoverata in terapia intensiva allo Spallanzani ma presenta «un lieve miglioramento delle condizioni generali». Continua invece la quarantena per i 20 turisti cinesi che facevano parte della stessa comitiva della coppia. E continua ad essere in «buone condizioni» il ricercatore italiano positivo al virus e trasferito nei giorni scorsi allo Spallanzani dalla città militare della Cecchignola. Ad oggi, altri 9 pazienti ricoverati nello stesso Istituto sono in attesa del risultato del test. È invece negativo il test per una bimba cinese di 9 mesi ricoverata a Prato. Per il momento è sempre bloccato a Wuhan Niccolò, il ragazzo di 17 anni che non è potuto rientrare in Italia per la comparsa di febbre: «Dovrebbe tornare nelle prossime ore, avevo parlato di 72, e ci stiamo attivando affinché venga mantenuta la previsione», ha affermato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, non escludendo di tornare egli stesso a Wuhan per accompagnare lo studente.
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 07:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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