La variante Delta accelera: «Ora immunizzare l’85%». Corsia veloce per i ragazzi

La variante Delta accelera: «Ora immunizzare l 85%». Corsia veloce per i ragazzi
di Mauro Evangelisti
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Martedì 10 Agosto 2021, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 10:47

Obiettivo: 85 per cento di italiani vaccinati contro il Covid. Più correttamente: dai 12 anni in su, le fasce di età per le quali esistono farmaci autorizzati. Al Ministero della Salute c’è la consapevolezza che bisogna alzare l’asticella, ma anche nelle Regioni gli esperti sono convinti che sia necessario andare oltre il 70-80 per cento indicato all’inizio, semplicemente perché il virus non è più lo stesso.

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Scenario

Lo spiega il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano: «L’R con zero, la capacità di trasmissione, della variante Delta è molto più alta, dunque per difenderci dobbiamo costruire un muro di protezione più solido. Non ha più senso parlare di immunità di gregge o di comunità, perché per le caratteristiche di questa pandemia non è raggiungibile. Dobbiamo puntare sul fatto che il virus diventerà endemico. Se le persone saranno vaccinate e protette, la situazione sarà nettamente migliore. Ma per questo scenario allora è importante che la vaccinazione arrivi all’85 per cento della popolazione». Possiamo farcela? Partiamo dai numeri: come ha confermato ieri il commissario, il generale Francesco Figliuolo, «per bloccare la Delta e le altre varianti è importante aumentare il tasso di vaccinazioni a livello globale. In Italia siamo, come prime dosi, al 69 per cento e circa al 64 di vaccinati con percorso completo. E dobbiamo continuare a correre». Dopo una partenza problematica, l’Italia è tra i paesi che ha vaccinato di più. Con questo ritmo, nonostante il rallentamento di questi giorni in cui la media è scesa attorno alle 300-400mila iniezioni ogni 24 ore, a ottobre dovremmo arrivare all’80 per cento. Oggi le dosi non sono più un problema.

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Il Green pass ha convinto molti degli indecisi, ma al contempo resta uno zoccolo duro di persone che non si vogliono vaccinare. Figliuolo ieri ha spiegato che si punterà molto sui giovani, anche in vista della riapertura delle scuole: «Per raggiungere l’obiettivo del 60 per cento di studenti vaccinati, prima dell’inizio delle scuole, applicheremo un piano che possa, dopo Ferragosto, permettere ai giovani corsie preferenziali, quindi senza prenotazioni: lo faremo in tutta Italia». Ma ci saranno vaccini a sufficienza? «Dal 16 agosto a fine mese - assicura Figliuolo - avremo in totale circa 10 milioni di dosi a livello nazionale che ci permetteranno di continuare con un ottimo passo. Avremo 3 milioni di dosi in più grazie all’azione di Draghi con la Commissione Ue». Più dosi, azione massiccia per vaccinare i giovani, che per la verità hanno comunque già aderito con grande senso di responsabilità: tutto questo dovrebbe consentire di guardare al risultato finale dell’85 per cento. Il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità in Puglia, però avverte: «Giustissimo vaccinare anche i giovani e vaccinare il più possibile, fino all’obiettivo più ambizioso dell’85 per cento. Ma in questo momento nei nostri ospedali, qui in Puglia, abbia ricoverati in condizioni critiche o addirittura in terapia intensiva solo adulti non vaccinati. Non parlo di anziani, mi riferisco anche a qualche trentenne, e soprattutto a quarantenni e cinquantenni. Se vogliamo che questa pandemia sia sotto controllo, perché anche chi si contagia non abbia comunque gravi conseguenze, dobbiamo recuperare questa fetta di popolazione, cioè i quarantenni e i cinquantenni».

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Rischi

In effetti, se si guardano le percentuali - e per la verità anche se si osservano le foto dei cortei no vax - le generazioni che rischiano di essere i protagonisti negativi dell’epidemia e dei ricoveri in autunno sono proprio queste. Certo, tra gli over 60 ci sono ancora 1,9 milioni di persone che non hanno ricevuto almeno una dose (ormai si può dire per scelta, esclusi ovviamente coloro che per ragioni di salute non possono vaccinarsi), ma è tra quarantenni e cinquantenni che ci sono percentuali di non adesione poco comprensibili: tra i 50 e i 59 anni oltre il 21 per cento sta rifiutando il vaccino, tra i 40 e i 49 addirittura il 30 per cento. Secondo tutti gli esperti, questi 4,6 milioni di italiani nati tra il 1981 e il 1962, non vaccinati, sono coloro che rischiano di più il prossimo autunno.

 

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