Green pass, allerta multe: linea dura di Draghi, sì a verifiche e sanzioni

Green pass, allerta multe: linea dura di Draghi, sì a verifiche e sanzioni
di Alberto Gentili
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Martedì 10 Agosto 2021, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 12:22

Lo stop arriva a metà pomeriggio da palazzo Chigi: «Il decreto varato dal governo prevede controlli e sanzioni e controlli e sanzioni ci saranno». Parole nette e ferme rivolte a fermare il partito del no-multe, no-verifiche del Green pass, cui si era iscritta (provvisoriamente) perfino la ministra dell’Interno. Luciana Lamorgese in tarda mattinata aveva escluso l’obbligo dei controlli da parte dei gestori dei locali e aveva parlato solo di verifiche a campione da parte dei vigili urbani. Non di polizia e carabinieri. Salvo poi correggersi. Nello stesso partito restano però schierati i presidi, indisponibili a farsi carico delle verifiche sul personale scolastico e contrari alle ammende a carico dei renitenti al lasciapassare verde. E Maurizio Landini, leader della Cgil che pur dicendo sì all’immunizzazione e al Qr code, stronca ogni ipotesi di sanzionare i lavoratori sprovvisti. Le multe invece già state introdotte dal governo per chi non ha il lasciapassare verde nelle mense aziendali e, da settembre, per chi nel settore della scuola e dell’università lo rifiuterà. E resteranno.

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Questo perché, come filtra da una fonte di governo «senza sanzione non c’è prescrizione». E l’obbligo del Green pass, introdotto da Mario Draghi per garantire «sicurezza», evitare «nuove chiusure» e spingere la campagna vaccinale, se non verrà accompagnato da adeguati controlli rischia di essere scritto sull’acqua. Per questa ragione «il decreto prevede controlli e sanzioni e controlli e sanzioni ci saranno. Nelle prossime ore verranno diffuse, soprattutto dal Viminale, circolari esplicative su questa materia», fanno sapere da palazzo Chigi. Nel governo monta lo sconcerto per chi rifiuta i controlli e boccia le multe. Renato Brunetta, ministro della Pa e dunque titolare del settore del pubblico impiego la mette così: «Siamo nel mondo dell’incomprensibile. Se si va in un ristorante e paghi con il bancomat, ti controllano l’identità per evitare frodi. Se sali su un aereo o vai allo stadio l’hostess o lo stuart pretendono un documento per accertarsi che il nome sul biglietto corrisponda. Dunque è assolutamente normale che i presidi controllino chi ha il Green pass e chi no e i gestori facciano le adeguate verifiche sui clienti. Tanto più che il preside è, per antonomasia, quello che rappresenta e garantisce l’autorità negli istituti scolastici per far funzionare la scuola». Brunetta dà anche una spiegazione del negazionismo di controlli e sanzioni: «Questo accade perché più sale il numero dei vaccinati, più scende il timore del contagio. E chi non è immunizzato a questo punto si prende il lusso del dissenso e si arroga diritti che non ha. Siamo in presenza di una vera e propria sindrome, quella del free-rider, dei battitori liberi, che si fanno scudo dei vaccinati. Una sindrome che andrebbe risolta d’autorità se, come sembra, la moral suasion non bastasse: con la vaccinazione obbligatoria per legge». 

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A diventare bersaglio delle critiche è soprattutto Landini. Il segretario della Cgil in un’intervista a “Repubblica” si schiera a favore della campagna vaccinale e del Green pass. Ma, quasi strizzando l’occhio al No vax e sicuramente per non entrarci in rotta di collisione, boccia «la logica punitiva e sanzionatoria nei confronti dei lavoratori» senza il Qr code. A partire dai docenti delle scuole e delle università e per finire con i dipendenti No vax nelle mense aziendali. «Caro Maurizio, mi spiace ma sbagli. Così si sanzionano tutti coloro che sanno che ci sono diritti e doveri nei confronti degli altri. Il sindacato non può non essere scuola di responsabilità. Quando si discrimina chi rispetta le regole per inseguire pochi urlanti, salta tutto», twitta Marco Bentivogli, ex segretario generale dei metalmeccanici Cisl. Duro anche il commento di Sandra Zampa, responsabile Salute del Pd: «Difendere e tutelare i lavoratori significa invitarli a vaccinarsi, non fingere che vada bene non farlo. Landini perde una buona occasione per innovare la cultura sindacale». «Il segretario della Cgil non accarezzi i No-vax», avverte il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. E Carlo Calenda, leader di Azione: «Non sanzionare chi non si vaccina equivale a sanzionare chi si è vaccinato. Vale a dire: maggiori costi per il Servizio sanitario nazionale, rischio di nuove chiusure, nascita di nuove varianti favorite dalla maggiore circolazione del virus».

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Il problema, per Draghi, è che anche nel governo e nella maggioranza avanza il fronte anti-sanzioni. Obiettivo: depotenziare il Green pass. «Il decreto Covid va assolutamente migliorato e la Lega è già al lavoro in tal senso, soprattutto per la parte che riguarda la scuola», dice il sottosegretario leghista all’Istruzione Rossano Sasso, «siamo sicuri che sospendere i docenti sprovvisti del Qr code e lasciarli senza stipendio sia la mossa giusta? Siamo proprio certi che i dirigenti scolastici con tutta la mole di lavoro che hanno abbiano mezzi e uomini per trasformarsi anche in vigilanti, pena essere sanzionati anche loro? Questo atteggiamento vessatorio è ingeneroso». Anche i 5Stelle, con la loro sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, parlano di «accanimento»: «E’ davvero troppo sospendere docenti e personale e togliere lo stipendio a chi dopo cinque giorni non presenta il Green pass». Ma anche per leghisti e grillini vale l’avvertimento di palazzo Chigi: «Sanzioni e controlli ci saranno».

 

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