Trolley, valigie e maxi zaini: l’anarchia dei bagagli sui treni

Sabato 8 Settembre 2018 di Mauro Evangelisti
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Sembra un film della Disney. Il trolley giallo della bella studentessa prende vita e nel corridoio del treno dell’alta velocità comincia a correre verso chissà quale avventura. Nell’angusta parte del convoglio riservata ai bagagli due valigioni di una coppia di giapponesi, si ribaltano e si stendono placidi, bloccano l’accesso ai bagni. Lo zaino gigante che il giovane backpaker australiano ha infilato nelle cappelliere sopra i sedili, quando il treno prende una curva si anima, cade giù, banzai, e rischia di tramortire il viaggiatore che sta sotto. Sui regionali non va meglio: tra borse e borsoni finisce lo spazio, così rischi di viaggiare seduto a fianco di un trolley piazzato lì da un altro passeggero, e cominci a preoccuparti quando ti accorgi che stai facendo conversazione con il trolley stesso («lei viaggia molto?»). In sintesi: se negli aerei i controlli, le regole, i pesi, le dimensioni e i balzelli per i bagagli sono codificati e fatti rispettare in modo minuzioso, sui treni (alta velocità, intercity e regionali) regna più o meno l’anarchia. Magari da qualche parte le regole sono pure scritte, ma chissà perché trolley, anche obesi, appaiono ovunque e i turisti si adattano rapidamente. Prima o poi, forse, andrà fatto ordine. Intanto, il trolley giallo è ancora là che danza sul corridoio della Freccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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