Noi, viaggiatori compulsivi con destinazione “ovunque”

Sabato 19 Ottobre 2019 di Mauro Evangelisti
Si chiamano “viaggiatori compulsivi” e più o meno la categoria è nata alla fine degli anni 90, mentre si moltiplicavano le compagnie a basso costo e diventava semplice prenotare voli on line. Appena hanno una pausa consultano, febbrilmente, le app con cui si cercano le tariffe dei voli; incrociano i responsi con quelle degli hotel, perché magari trovi l’aereo a 20 euro, ma è inutile se le stanze costano 200 euro a notte. A volte non sanno dove vogliono andare: seguono l’onda delle mail della compagnia che annuncia tratte a 5 euro; sulla app quando cercano il volo mettono Roma Fiumicino o Roma Ciampino come partenza e “ovunque” come destinazione (è una funzione che esiste veramente e ha una sua poeticità), scelgono la meta in base alla tariffa migliore, dopo avere anche dato un’occhiata a Wikipedia se la città più conveniente non è Parigi o Londra, ma una poco conosciuta della Romania. Sullo smartphone hanno tutte le app del viaggiatore compulsivo: compagnie, Skyscanner, Momondo, Agoda, Booking, Expedia e altre. Cominciano ad aprirle il giorno dopo essere tornati da un viaggio. Racconta Benedetta su Facebook: «Siamo viaggiatori a occhi aperti, e ci saziamo già con la pianificazione, anche se poi resta lì, appesa per aria».
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