Quella lunga (e inutile) battaglia per imparare l'inglese a 13 anni

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Raffaella Troili
«Certo che yeesssssss... lo dici proprio bene». Ha solo 12 anni e un altro po' studia inglese da 13, da quando stava nella pancia... Mamma detective non si capacita, eppure le ha provate tutte: da piccino veniva l'insegnante a casa, lui si nascondeva, lei portava una caramella, andava di moda anticipare l'approccio con le lingue. 
Poi è passata alle scuole private ma «sai mamma, a scuola la maestra lo insegna meglio» (tiè!); prima un istituto poi un altro più caro e conosciuto, con lui più grande premuroso e scaltro, sotto braccio e scuotendo la testa: «Mamma non sai i soldi che buttate, tu e papà...» (e due: colpita e affondata). Così si è tornati all'insegnante, ora a casa ci va lui. Mentre i genitori continuano a confrontarsi in una corsa folle e affannosa alla scoperta del metodo migliore. 
Perché tutti fanno inglese, guai a non stare al passo con gli altri, ma quanti davvero lo parlano? Uno scoglio, un blocco molto italiano che fa il paio con le mamme che sbiancano quando qualcuno le consiglia: «Ma mandalo tra qualche anno a fare il cameriere o il commesso all'estero e vedi come lo impara...». Yes, of course, forse...
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