Ridateci almeno le ville, ma che siano sicure

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Raffaella Troili
Villa Ada in 60 anni 
non era mai stata chiusa, 
vergogna

@mony60

Ridateci almeno le ville, i parchi sotto casa, le immense aree verdi di quartiere. Ma decenti, non basta dare una “romanella”, dopo i tronchi caduti, i rami pericolanti, i cancelli chiusi. Se camminare per strada è desolatamente pericoloso, lasciandosi i crateri e l’asfalto tutto “crepato” alle spalle, non è sicuro nemmeno entrare nei parchi. In questi giorni va in scena anche la beffa delle ville riaperte senza esser state davvero rimesse a posto. Maria ha provato a entrare a Villa Ada, voleva passeggiare, ma dopo poco si è accorta che stava rischiando la vita tra alberi penzolanti e terreno sconnesso. Altro che messa in sicurezza, basta farsi un giro in uno dei tanti polmoni verdi della città, che già prima dell’emergenza maltempo non stavano messi bene. Una lenta agonia, a cui la neve e il freddo hanno dato solo il colpo di grazia.

Anche a Villa Lazzaroni, la prima delle aree verdi chiuse per neve e poi riaperta, il paradosso delle “romanelle” cittadine, le stesse che hanno ridotto l’asfalto a un percorso di guerra. All’interno, c’è una Elementare che porta il suo nome. Dopo la “leggendaria” neve del 26 febbraio, il giardino della scuola è inagibile: ossia, per poter essere utilizzato dagli alunni e le maestre durante la ricreazione, ha prima bisogno di un sopralluogo dei vigili che ne certifichino l’agibilità. Ma ancora non è arrivato nessuno, così i bambini non possono goderselo. Una domanda: ma se la villa è stata riaperta, perché il giardino interno resta chiuso?
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