Madri e molto di più, ma le eroine sono altre

di Raffaella Troili
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Madri e che altro? Tanto altro, tutto quello che si vuole e si può, al diavolo i sensi di colpa e le rinunce. Troppe pretese? Forse, che male c'è. Risparmiateci ansie gratuite, sono inopportune. E per cortesia, lasciateci decidere da sole dove e se fermarci perché comunque nostra è la fatica e nostro è il coraggio. Compreso quello di domandarci alla fine della corsa se ne valeva la pena e mettere nel conto rimpianti. Ma il limite che in questi giorni qualcuno ha provato a tracciare non c'è, il bello è che la sfida va avanti, abbiamo visto cose mai viste: mamme tornare dalle Olimpiadi con l'oro, super manager con quattro figli, single divise tra culla e carriera, ministri che allattano. Con la vita nuova cresce una forza in più, fin dove può spingersi chi lo sa, nello spazio che conteneva dieci pensieri ora ce ne vanno mille. Conciliare stanca anzi sfinisce, mettere d'accordo il ciuccio con le slide, il biberon con le mail, la varicella con il capo sembra impossibile anzi lo è, gli aiuti non bastano mai, di nonne ce ne vorrebbero dieci. A fine giornata ci si chiede con un sorriso stanco come ho fatto, sarà merito dei superpoteri. 
Madri e che altro? Anche niente, un figlio è già tanto. Viva chi osa e pure chi dice no grazie, chi annaspa tra 100 impegni e chi ne vuole uno. #Siamo madri e... Hashtag, dibattiti e tante parole sulle scelte delle donne che possono scegliere. Ma chi ci pensa alle tante che un lavoro da conciliare se lo sognano, chi si ricorderà delle gravidanze eroiche di quelle che attraversano il mare o partoriscono nel fango.

raffaella.troili@ilmessaggero.it

- Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 12:23
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