Romani come noi, il web influencer che doveva fare il medico

Sabato 23 Giugno 2018 di Raffaella Troili
(Fabio Lovino)
Che lavoro fai figlio mio? L'influencer, papà. Ecco, Edoardo Alaimo può dirlo con consapevolezza e orgoglio, senza paura della reazione dei parenti. Non ha improvvisato nulla, ha studiato e tanto, chi si immagina uno dei tanti piacioni in posa su Instagram rimarrà spiazzato. Edoardo, 25 anni, origini siciliane, è raffinato, educato, professionale, anonimamente chic. Ama il lusso e la moda e della sua passione ne ha fatto una professione. Ha oltre 60 mila seguaci.

Che vuol dire essere un web influencer?
«Non sono un modello, sono un testimonial. Una sorta di piccolo brand. Tutto nasce dall'esigenza delle aziende di arrivare agli acquirenti attraverso il mezzo di comunicazione più in uso: il web. Faccio quello che un tempo era prerogativa solo di attori e personaggi».

Come è iniziata la sua carriera?
«Come fashion blogger, scrivendo di moda e life style, ossia di gioielli, viaggi, ristoranti gourmet, hotel: tutte tematiche accomunate dalla ricerca del bello».

E come arriva il successo?
«Devo tutto ai miei follower, sono grato solo a loro che fanno sì che le aziende mi scelgano per collaborazioni: quelle serie non guardano più la quantità di numeri e like ma il tipo di persone che ti seguono».

Una bella vita. Tre, quattro eventi a settimana tra Roma e Milano, inviti in hotel di lusso sorprese e coccole incluse.
«L'influencer racconta cose particolari, non vive la normalità. La mia non è ricerca ossessiva dell'immagine, mi piace fare storytelling del marchio che sto proponendo. Ultimamente collaboro a Glamour Italia nella rubrica dedicata al beauty. Ci tengo a precisare una cosa».

Cosa?
«Certo, trascorro momenti unici, vacanze a 7 stelle, perché esistono hotel da Capri a Montecarlo che offrono tour in mongolfiera, snorkeling archeologico. Ma dietro c'è sempre un accordo economico con il marchio, spesso i capi che indosso li restituisco al mittente. L'azienda ti chiede il report di come è andata la campagna, quante visualizzazioni, faccio due corsi di aggiornamento come social media manager».

Il rapporto con i follower

«Entra a far parte della tua vita gente sconosciuta di ogni parte del mondo, devi essere un po' esibizionista».

Qual è il segreto per essere un bravo influencer?
«Devi saper raccontare qualcosa in maniera naturale, essere una sorta di amico che ha una cultura della moda superiore. Sembrare il ragazzo della porta accanto anche nell'albergo stralusso».

La sua famiglia che dice?
«Mio padre mi voleva medico, mia madre mi ha sempre sostenuto, la cosa difficile è che le persone quando fai qualcosa di nuovo, non ti credono subito, vale per tutti. Mi fa piacere aver reso orgoglioso mio padre e mi sento completo. Per fare questo lavoro devi avere radici forti: in un mondo così effimero come la moda la famiglia è una bussola. Io non salvo vite umane, lavoro con estrema limpidezza».

Cosa le chiedono i follower?
«La neo sposa vuole consigli su quali colori portare in viaggio di nozze, altri cosa indossare in certe occasioni, gli uomini indicazioni sulle scarpe».

Quali consigli dà?
«Seguire le proprie forme e non di indossare qualcosa perché è di moda. Valorizzare il proprio corpo e volersi bene. No leggins se la coscia non è perfetta, niente camicie strettissime se hai la pancetta consistente. Rispettate la vostra silhouette. Seguite uno stile di vita sano: il nostro corpo dobbiamo amarlo, è l'unica casa in cui vivremo per sempre».

Quale il suo sogno più grande?
«Creare una mia famiglia, una mia dimensione, che ancora non c'è, anche perché vedo uno svuotamento totale di valori in questa società. E trasmettere ai miei figli quelli veri».
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