Gualtieri, oggi la giunta (sei donne e sei uomini): l’ultimo nodo è l’assessore al Bilancio

Ultime trattative, per i conti è corsa a due tra Leonardi e Scozzese (possibile vice)

Gualtieri, oggi la giunta (sei donne e sei uomini): l ultimo nodo è l assessore al Bilancio
di Lorenzo De Cicco
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Lunedì 1 Novembre 2021, 23:06 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 08:37

Stasera, ore 18, al Nazareno sciameranno i maggiorenti del Pd romano e per quell’ora il sindaco Roberto Gualtieri dovrà chiudere la pratica giunta. Dodici poltrone, sei donne e sei uomini, come da annuncio in campagna elettorale. La bozza del governo cittadino è completa per due terzi, ballano 4 assessorati, ma di primo piano. Per esempio il Bilancio, forse la delega più delicata, con l’arrivo dei miliardi del Recovery e i fondi del Giubileo. È una corsa a due tra Silvia Scozzese, ex assessora di Marino, per un anno soltanto, poi commissario del maxi-debito capitolino e consigliere della Corte dei Conti. È papabile anche come vicesindaco.

L’alternativa per il Bilancio è Marco Leonardi, che arriverebbe da Palazzo Chigi, dove è capo del dipartimento della programmazione economica. Serve però il via libera del governo all’aspettativa. Ancora da assegnare poi le deleghe ai Lavori pubblici (tradotto: buche) e l’assessorato al Patrimonio e alla Casa, che dovrà gestire due grane niente male, l’eterna affittopoli comunale, con i canoni a prezzi stracciati ancora in vigore dopo anni di inchieste, e le occupazioni abusive. Quarta casella da riempire, quella che Gualtieri assegnerà alla Sinistra ecologista, il cartello che tiene insieme Leu, Articolo 1 di Speranza e altre frange extra Pd. Il primo nome avanzato, Andrea Catarci, ex minisindaco della Garbatella ai tempi di Marino, è stato bocciato da Gualtieri, per motivi di quote rosa. Al sindaco non sarebbe dispiaciuta Michela Cicculli, attivista della Casa delle Donne Lucha y Siesta ed ex assessora al Bilancio e alle Politiche di genere proprio nel municipio VIII. Ma si è sfilata, d’accordo con la lista. Che dovrà trovare in queste ore un rimpiazzo. Chiunque la spunterà, avrà una delega molto politica: Immigrazione, Periferie e Partecipazione.

Per il resto il quadro sembra definito: alla Scuola la favorita è Claudia Pratelli, già assessora con questa delega nel municipio di Montesacro. Entrerebbe in giunta per la lista Roma Futura. Per il Sociale, è in pole Barbara Funari, vicina alla comunità di Sant’Egidio, prima dei non eletti della lista Demos; anche se non è del tutto tramontata la possibilità che possa spuntarla all’ultimo Paolo Ciani, oggi in Consiglio comunale sempre per Demos. 

Per il Pd, Maurizio Veloccia, vice-capo di gabinetto di Zingaretti, avrà l’Urbanistica (ma entrerà in “quota” Gualtieri); Sabrina Alfonsi, ex minisindaca del Centro storico e zingarettiana, avrà l’Ambiente, probabilmente col pacchetto completo, Verde e Rifiuti. Altro zingarettiano, Eugenio Patanè, sembra destinato ai Trasporti, del resto oggi è presidente della Commissione Mobilità alla Pisana e ha scritto la parte del programma di Gualtieri su bus, metro e tram.

Per la Cultura, resta in pole Miguel Gotor, storico (è esperto di santi, eretici e inquisitori), un passato bersaniano in Senato, dove è stato eletto dal 2013 al 2018, poi passato ad Articolo 1 di Speranza. A Palazzo Senatorio non la inquadrano come una nomina politica, ma tecnica. Resta sempre in piedi, ma un po’ sullo sfondo ormai, la possibilità di un sorpasso in extremis dell’ex ministro Giovanna Melandri, oggi al Maxxi, se servisse per riequilibrare le quote rosa.

LA PRESIDENZA A CELLI

Come civici, avrà un maxi-assessorato a Turismo, Grandi eventi e Sport, il coordinatore della lista Gualtieri, Alessandro Onorato; sempre pescando da questo contenitore, dovrebbe ottenere il Commercio e le Attività produttive Monica Lucarelli, ex presidente dei giovani imprenditori romani, anche lei possibile vicesindaco. Tobia Zevi dovrebbe essere il sindaco della Notte, forse con un posto in giunta o come consulente. La presidenza dell’Assemblea capitolina dovrebbe andare ai franceschiniani, altrimenti all’asciutto, con Svetlana Celli, mentre per il posto di capogruppo del Pd salgono le quotazioni di Valeria Baglio o Giulia Tempesta.

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