CORONAVIRUS

Test sierologici, campagna al via alla Sapienza, il rettore Gaudio: «Gratuiti per 4.500 dipendenti»

Giovedì 28 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti

Il Consiglio di amministrazione ha approvato, il Senato accademico lo farà martedì prossimo: nella prima università pubblica della Capitale - La Sapienza - parte l'indagine sierologica volta al rinvenimento delle immunoglobuline IgG. Grazie a un protocollo firmato con il policlinico Umberto I sarà data la possibilità «A tutti i docenti e i dipendenti - spiega il Rettore Eugenio Gaudio - di poter usufruire gratuitamente del servizio volto a capire come e se il virus è circolato anche dentro la città universitaria». A occuparsene «Sarà - aggiunge il Rettore - l'Unità operativa di laboratorio analisi diretta dal professor Antonio Angeloni che potrà eseguire circa 300 test al giorno».

Per i docenti e i dipendenti del più grande Ateneo pubblico d'Europa non ci sarà nessun obbligo ma chi deciderà di sottoporsi al test proseguirà il percorso di analisi nel caso in cui emergano delle positività. In base ai risultati, infatti, se dovessero risultare presenti le immunoglobuline IgG sarà avviata la fase successiva sempre attraverso il personale medico e di laboratorio analisi del policlinico Umberto I: ovvero il tampone "naso-gola" con l'analisi molecolare. La campagna è stata completamente autofinanziata dalla Fondazione Sapienza che ha raccolto per lo scopo 75mila euro e potrà garantire il servizio a una platea di 4.500 persone.

Test sierologici: cosa sono e a cosa servono?

Ma non finisce qui: se da una parte l'Ateneo avvierà la ricerca sierologica per comprendere l'eventuale circolazione del Covid-19, dall'altra il reparto di Terapia intensiva del policlinico potrà contare su nuovi macchinari per la cura dei pazienti affetti dal virus che necessitano del ricovero ospedaliero. Grazie alla raccolta fondi, promossa in collaborazione con la Fondazione Sapienza, con cui è stato possibile raggiungere i 700 mila euro, è stato allestito un nuovo spazio di eccellenza all'interno del reparto che potrà offrire in maniera permamente 8 posti letti per malati Covid-19 e garantire tutti i trattamenti necessari grazie a 8 nuovi ventilatori, altrettanti monitor, un sistema storz cmac x cmos videoendoscopio e 2 ecocardio. 

La nuova dotazione si inserisce in un quadro ospedaliero che ha saputo fornire una risposta solida ed elaborare in tempi strettissimi misure di contenimento a tutela dei pazienti e della cittadinanza. «In capo a 10 giorni è stata quadruplicata la capacità recettiva del policlinico e resi operativi nuovi modelli di accesso - spiega il Direttore generale Vincenzo Panella - e questo ci ha consentito di dare una risposta seria alla esigenza emersa con il Covid-19».
 
Il Dea, Dipartimento di Emergenza e accettazione diretto da Francesco Pugliese accresce la sua capacità operativa e di accoglienza, costituendo un riferimento nella fase attuale e negli scenari futuri. Il secondo step nell’utilizzo dei fondi raccolti interessa l’Azienda ospedaliera Sant’Andrea per il quale sono pronti interventi immediati. 
 
«Nella crisi è emersa l’importanza di coniugare ricerca e sanità – coclude il Rettore Gaudio - I policlinici hanno retto alla prova dei fatti, confermandosi una realtà sanitaria importante: ora l’ottica è fare tesoro della crisi, dotando in maniera stabile le nostre strutture per contenere le esigenze che si prospetteranno».
 

Ultimo aggiornamento: 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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