ROMA

E dai quartieri parte la protesta: «Ora stop al pagamento della Tari»

Mercoledì 3 Luglio 2019 di Stefania Piras
E dai quartieri parte la protesta: «Ora stop al pagamento della Tari»

Anche l'esasperazione, come l'immondizia, ha superato il livello di guardia e sta montando. Riempire piazza del Campidoglio con i sacchi della spazzatura. Questa è l'idea che sta unendo rioni, quartieri, condomini e comitati interi. Si chiama Monnezza day e si tiene oggi alle 10. È un Girotondo dei rifiuti per protestare contro «la situazione dei rifiuti oramai intollerabile, incivile e umiliante causata dalla l'inconcepibile incapacità e negligenza della Giunta Raggi. Ognuno porterà un sacco di immondizia da indossare oppure una scopa o ramazza». Sarà consegnato al sindaco un bidoncino per la raccolta differenziata. Si manifesta davanti al Comune portando lo stesso, ingombrante e nauseabondo, disagio che i residenti patiscono uscendo di casa. Un gesto per rispondere alla sindaca che dice: «L'emergenza non c'è».

Frasi che provocano rabbia e irritazione sfociata in un'aggressione proprio ieri nella sede dell'Ama di Porta Portese dove dei dipendenti della municipalizzata sono stati aggrediti. E allora a Balduina, a Monteverde, a Centocelle, a Ostia, a Primavalle, a San Pietro si stanno mobilitando per affermare ognuno la verità del proprio pianerottolo, del proprio marciapiede invaso dai sacchi. «È vergognoso, c'è una puzza assurda», si lamenta Carmen del comitato Serpentara. A Torpignattara, in via Maggi, le immagini postate sui social sono eloquenti e Sergio Catino propone: «Denunciamo in massa alle forze dell'ordine e a tutti i medici. Ci stanno facendo morire». Dalle foto si contano almeno trenta sacchi ammonticchiati a caso con cassette della frutta, miste a cartoni e ingombranti tra cui carrelli, ventilatori, seggiolini auto per bimbi. In largo Raduzzi, nel Municipio XI, i cassonetti bruciano indisturbati. E nonostante i disagi si continua a pagare la Tari. L'altra protesta che prende forma riguarda proprio il portafogli. Nei vari quartieri la raccolta firme per sottoscrivere lo sciopero della Tari è ripartita. Tutti per Roma, l'associazione che ha organizzato ben due proteste sotto al Campidoglio contro la sindaca Raggi propone una class action subito, ovvero una «domanda collettiva di risarcimento rivolta contro Ama per la mancata raccolta e/o asporto parziale dei rifiuti nei cassonetti in strada».
Si chiede «la restituzione della tassa sui rifiuti pagata durante il periodo del grave disservizio, almeno in percentuale, che verosimilmente sarà quantificata dal Giudice». Come funziona? Il pagamento della tassa sui rifiuti non si interrompe ; l'obiettivo è ottenere la restituzione di parte o del totale dei tributi già pagati. Ormai la legge, è del 2013, la sanno tutti a memoria: «la TARI è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa nel caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'Autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente».
La raccolta firme è aperta fino al 15 luglio. Servono documento di identità, codice fiscale, copia del pagamento effettuato alla municipalizzata. Prima delle multe all'Ama agitate da Raggi potrebbe arrivare ben prima un'altra punizione. Quella irrogata dai cittadini esasperati.
 

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