Il prefetto Basilone: «Londra e Parigi più pericolose di Roma: Raggi lavori contro il degrado»

Sabato 12 Gennaio 2019 di Simone Canettieri

Prefetto Paola Basilone, nella Capitale si spara e si uccide per strada.
«Un fatto gravissimo: questa mattina (ieri-ndr) è stato disposto un servizio straordinario di controllo sulla zona della Magliana, per dare un segnale di forte attenzione».

Roma è una città insicura?
«Allora, lo ripeto: quanto è accaduto è un fatto da non sottovalutare, ma sulla tenuta complessiva di questa città mi sento di dire che non ci sono allarmi. E' un episodio che va valutato nella sua singolarità. Non bisogna generalizzare».

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Roma rispetto al passato è una città meno accogliente e più pericolosa?
«Fare una valutazione di questo tipo credo che sia impossibile perché, al di là dei dati sui reati, occorre fare un ragionamento su come si sia evoluto il quadro sociale e antropologico della città. C'è un disagio sociale che si riverbera nella vita quotidiana: ci sono nuove povertà e più degrado. Comunque semmai sono altri i paralleli da proporre».

Ovvero?
«Penso alle altre capitali europee, come Londra o Parigi».

Ritiene che queste città siano più pericolose e insicure di Roma?
«Non tocca a me fare questo tipo di valutazioni. Ma fortunatamente tanti fenomeni che vediamo altrove qui non ci sono».

Si riferisce ai gilet gialli.
«Il centro di Parigi è stato devastato per otto settimane di seguito. Mi sembra un dato incredibile».

Fosse accaduto a Roma lei si sarebbe dimessa dopo la prima settimana.
«Beh, una capitale in balìa dei violenti, con i cittadini in ostaggio da due mesi».

Però, tornando da noi, Roma sta diventando una città dove di notte è pericoloso uscire, dove le aree intorno alle stazioni sono spesso porti franchi: concorda?
«Allora: Roma non è il Far West, prima cosa. E il territorio è controllato e presidiato.
Questa città, inoltre, continua a dare risposte positive dal Giubileo in poi».

E cioè?
«I sistemi di sicurezza previsti per l'Anno Santo straordinario sono stati mantenuti. In più penso agli obiettivi sensibili vigilati, alle personalità sotto scorta, a un territorio molto vasto e complesso».

Però periodicamente la cronaca nera accende i riflettori su un quadrante romano.
«Da San Lorenzo a Ostia: tutte le situazioni critiche sono sotto controllo e monitorate constantemente».

Ma il problema è prima che scoppi il caso no?
«Sulla sicurezza incidono tanti fattori a partire da quella percepita dove il degrado gioca un aspetto determinante».

Una velata critica al Comune?
«Di sicuro ognuno deve fare la propria parte. Noi ce la mettiamo davvero tutta. Spesso ci si dimentica di cosa sia questa città. Purtroppo dopo i fatti come quello della Magliana si accendono dibattiti che non prendono in considerazione il quadro complessivo. Invece bisogna avere un'altra visione».

Di cosa parla?
«Dell'ordine pubblico e di tutte le manifestazioni che si fanno qui, i costi e i servizi. Per non parlare della massa di turisti che si muovono intorno all'Urbe».

I turisti si sentono sicuri sta dicendo?
«Sì, sicuramente hanno una percezione molto più alta dei romani».

Perché?
«Come dicevo prima, bisogna partire dall'ultimo Giubileo, iniziato con un livello altissimo di allarme terrorismo. La città ha gestito eventi straordinari in un momento delicato senza avere contraccolpi nonostante il contesto complicatissimo».

Ma il problema infatti sono le periferie, come quella della Magliana.
«Abbiamo disposto un'azione concentrica del territorio. Capisco che il nome sia evocativo, ma un agguato del genere non si verifica da quelle parti dagli anni 70, appunto. Detto questo l'episodio è gravissimo e non va sottovalutato».

Le polemiche tra il ministro Salvini e la sindaca Raggi aiutano secondo lei?
«Non entro in queste dinamiche: non è il mio compito. Posso dire che c'è una grande collaborazione territoriale tra istituzioni».

Raggi chiede più agenti al ministro dell'Interno.
«Il ministro sta mettendo in campo molti interventi: scuole sicure, videosorveglianze. C'è una direttiva sulle aree degradate con un bando del Viminale. E siamo pronti a far partire il progetto, in collaborazione con il Mise, per mettere a sistema tutte le telecamere degli enti locali».

Dove inizia il ruolo del Comune nella sfida sulla sicurezza?
«Anche il Campidoglio deve fare la propria parte contro il degrado per aumentare appunto la sicurezza percepita. Può sembrare l'uovo di Colombo, ma la gestione di strade e rifiuti, giusto per fare due esempi, sono fondamentali. Ognuno deve fare la propria parte».

Magari senza litigare?
«Non entro in questo dibattito».
 

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