Roma, il branco molesta 17enne: in due la palpeggiano, il terzo li incita. Choc alla fermata del treno

Valmontone, il branco molesta 17enne: choc alla fermata del treno
di Luigi Biagi
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Lunedì 21 Dicembre 2020, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 09:12

Un ritorno a casa da incubo. Seguita, aggredita e a un passo dall’essere violentata sotto casa, una diciassettenne di Valmontone si è salvata per l’intervento di un vicino. È andata in Commissariato la sera stessa a denunciare i fatti e i tre uomini, due stranieri e un italiano, sono finiti in carcere con l’accusa di violenza sessuale. L’episodio spaventa e indigna tutta la cittadina sulla Casilina, a trenta chilometri da Roma, che da tempo si dà da fare contro la violenza sulle donne. La molestia è avvenuta la scorsa settimana. La ragazza era scesa dal treno che arriva a Valmontone dalla Capitale: verso le sei del pomeriggio stava tornando a casa a piedi passando per il centro della cittadina. Durante il tragitto, in una strada secondaria, tre uomini l’hanno seguita fino alla sua abitazione e l’hanno aggredita.

Secondo il racconto fatto della vittima agli investigatori, due di loro l’hanno afferrata, spinta contro un’auto e palpeggiata ripetutamente. Poi hanno cercato di andare oltre provando a sfilarle i pantaloni. Intanto un terzo guardava la scena ridendo. Attimi di terrore per la giovane. A salvarla è stata un anziano che abita nella zona che per caso è uscito in strada: è stata la fortuna della ragazza. Quando i tre lo hanno visto, sono scappati, ma i loro volti sono rimasti nella mente della ragazza, anche se tutti e tre avevano la mascherina. La sera stessa, ancora impaurita, la ragazza è andata con il padre a raccontare tutto agli agenti del Commissariato di Polizia di Colleferro. 

L’AIUTO
Ha descritto bene i tre aggressori e gli investigatori si sono messi sulle loro tracce. Gli agenti sono riusciti ad individuarli in un giorno e mezzo. Determinanti anche le immagini di una telecamere di un esercizio commerciale che mostrano i tre uomini che seguono la ragazza. I fotogrammi non mostrano i momenti della violenza né i volti degli aggressori, ma i loro vestiti sì. L’altro ieri i tre sono stati quindi sottoposti a fermo di polizia giudiziaria e portati nei carceri di Rebibbia e Frosinone dove sono a disposizione della magistratura in attesa di essere interrogati dal magistrato. Si tratta di un iracheno e un marocchino, uno di 20 e l’altro di 28 anni, e di un italiano di 27 anni di origini siciliane. Qualcuno era già conosciuto alla giustizia. L’italiano ha un precedente per omicidio: era inserito in un percorso di reinserimento e per questo era sottoposto all’obbligo di firma. Tutti erano ospiti di una casa di accoglienza di Valmontone, dove sono stati prelevati dai poliziotti. Ai tre sono stati sequestrati anche alcuni vestiti, che corrisponderebbero a quelli che si vedono nelle immagini della telecamera. 

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La ragazza ha inoltre riconosciuto i volti degli aggressori che ora sono in cella. Reato contestato: violenza sessuale di gruppo. I fatti hanno scosso la città e ieri il sindaco Alberto Latini ha espresso una «condanna ferma», assicurando «tutto il sostegno alla ragazza, anche nelle spese legali che dovrà sostenere». Il Comune è da tempo impegnato a costituirsi parte civile al fianco delle donne che subiscono qualsiasi forma di violenza. «Anche in questo caso – dice la delegata alle Politiche sociali, Floriana Nardecchia - saremo al fianco della ragazza e della famiglia per avere giustizia».

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