Roma, Gualtieri apre all'opposizione: «Ora dobbiamo collaborare»

In Aula il sindaco mette l’accento sulle sfide per la città e cita Luigi Petroselli con il discorso sui mali di Roma

Roma, Gualtieri apre alle opposizioni: «Ora dobbiamo collaborare»
di Fabio Rossi
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Venerdì 5 Novembre 2021, 00:37 - Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 10:16

Mano tesa alle opposizioni ed esortazioni alla maggioranza che lo sostiene, in una consiliatura che dovrà gestire tre dossier decisivi per il futuro della Capitale: il Pnrr, il Giubileo del 2025 e la candidatura di Roma all’Expo 2030. Roberto Gualtieri, nella prima seduta dell’assemblea capitolina dopo il cambio della guardia a Palazzo Senatorio, annuncia l’intenzione di coinvolgere la minoranza con ruoli «di responsabilità» in «organismi che possano supportare l’azione dell’amministrazione». Anche perché il momento è cruciale, la maggioranza e forte - 29 consiglieri su 48 - e ci sono pezzi importanti dell’aula Giulio Cesare con cui il Pd condivide l’appoggio al Governo di Mario Draghi e con i quali l’ex ministro dell’Economia vuole mantenere aperti i canali del dialogo. Senza chiudere la porta al centrodestra che, ieri, ha trovato un accordo con il M5s per l’ufficio di presidenza, scatenando le ire di Carlo Calenda.

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I TEMI 
Gualtieri mette l’accento sulle «sfide» che «richiedono di lavorare con grande spirito di unità». Il sindaco lancia un appello a vaccinarsi «tutti», rivolge un saluto ai romani e ai giovani di seconda generazione - per i quali auspica «pieni diritti» - e a Papa Francesco. Ringrazia i sanitari che hanno aiutato la Capitale nella fase più difficile della pandemia e cita un suo illustre predecessore, Luigi Petroselli, con il discorso sui mali di Roma. «Sento il peso e la responsabilità di questo incarico», ammette il primo cittadino, che però guarda avanti: «Sono convinto e fiducioso che sapremo essere degni della fiducia che i romani ci hanno accordato». Oggi è in programma la prima riunione della nuova giunta: saranno nominati il capo di Gabinetto, Albino Ruberti, e il capo della segreteria, Giulio Bugarini. Quindi arriveranno le prime delibere per la pulizia straordinaria della città, lo sblocco del servizio bus per disabili e forse anche i fondi per una trentina bus di Atac pronti ma ancora fermi nelle rimesse.

I VOTI
Alla presidenza dell’assemblea capitolina viene eletta la dem Svetlana Celli. «Viviamo questo momento come fondamentale per ricominciare a dialogare tra forze politiche e con i romani per ricucire distanze sociali ed economiche, per avvicinare periferie e solitudini, per accettare le sfide dell’innovazione e dell’inclusione», rimarca Celli nel suo intervento. I 5 stelle incassano la vicepresidenza per l’ex capogruppo Paolo Ferrara (ora a guidare i pentastellati in consiglio comunale c’è Linda Meleo). Per l’ex sindaca Virginia Raggi l’ipotesi è la presidenza della commissione su Expo 2030: il suo successore la ringrazia pubblicamente per il lavoro svolto per la candidatura. Alla Lega va il ruolo di segretario d’Aula (Fabrizio Santori), mentre a Fdi spetterà la guida della Trasparenza. Tanto basta per far arrabbiare Calenda: «Assistiamo al solito accordo sottobanco, tra Fdi e M5s per spartirsi le cariche - attacca il leader di Azione - Siccome i 5 stelle (alleati del Pd) non hanno appoggiato Gualtieri, Meloni gli regala vicepresidente e presidente della commissione Expo». Replica a stretto giro Giovanni Quarzo, neo capogruppo di Fratelli d’Italia: «Calenda è in confusione: il gruppo di Fdi vota più volentieri chi si è astenuto al ballottaggio rispetto a chi ha invece appoggiato espressamente Gualtieri contro Michetti», sottolinea Quarzo. Alla lista civica di Calenda dovrebbe comunque andare la presidenza della commissione Giubileo.
 

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