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Le 100 piazze dello spaccio a Roma: così la droga si prende la Capitale

Le 100 piazze dello spaccio a Roma: così la droga si prende la Capitale
di Alessia Marani
3 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Marzo 2019, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 08:31
Oltre 53 chili di eroina sequestrati dalle forze dell'ordine a Roma nel 2018, quattro in più rispetto all'anno precedente. Aumenta anche la cocaina stanata dagli investigatori: 378,631 i kg rinvenuti a fronte dei 310 del 2017. Roma si conferma sempre di più l'unica grande città italiana in cui il ciclo del narcotraffico si apre e si chiude: è nella Città Eterna che si prenotano i carichi di stupefacente col beneplacito delle grandi holding criminali, è dalla rete dei broker capitolini che parte l'ordine ai mediatori (spesso romani all'estero) insediati in Spagna, Olanda o sulle rotte balcaniche e dal Centramerica. E sono le batterie romane con l'aiuto degli stranieri, a occuparsi della distribuzione sul territorio, suddividendo il mercato nelle varie piazze di spaccio, un centinaio quelle censite dalle ultime inchieste, molte delle quali condotte sotto l'egida della Dda. Tanto che tra il luglio 2017 e il giugno 2018 tra gli arrestati figurano 965 indagati per associazione a delinquere finalizzate al traffico di stupefacenti. Così conta l'Osservatorio per la Legalità del Lazio.

LA PROTEZIONE
Piazze aperte e piazze chiuse. Le prime sono quelle dove la vendita avviene senza l'impiego di una vera e propria struttura di protezione costituita da sentinelle e vedette: succede soprattutto nei luoghi della movida o dove, in generale, si riuniscono i più giovani. Qui si spacciano soprattutto l'hashish, la marijuana ma anche l'eroina che si fuma e gli psicofarmaci che aumentano il senso di stordimento. Sono San Lorenzo, l'Esquilino, il Pigneto, Ponte Sisto, Trastevere, Campo de' Fiori in Centro. Ma anche Centocelle, l'Alessandrino, la Borghesiana, Torre Maura e Torre Angela, in periferia. In queste zone ai romani spesso si affiancano nigeriani, marocchini e tunisini. Solo i carabinieri di Roma Centro nelle operazioni Latium e Nadir hanno sequestrato 16 chili di hashish e 3 di cocaina. Scoprendo un traffico gestito da marocchini e italiani a San Lorenzo, un sistema ben strutturato. Quando un gruppo di tunisini ha tentato di spodestare il loro primato commerciale, la banda non ha esitato a organizzare una spedizione punitiva a suon di mazzate e percosse, minacciando di «interessare livelli superiori in caso di non desistenza», come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. Per livelli superiori si intendeva la Camorra napoletana. Il gruppo di marocchini era in contatto con esponenti del clan Polerino-Orlando di Marano, alcuni dei quali dimoranti in Spagna. I carabinieri annotano alcuni summit tenuti a Roma, soprattutto in prossimità degli svincoli della A1. Non basta. A Roma c'è lavoro per tutti. Così anche in questa inchiesta compaiono gli albanesi, sempre più spregiudicati e spietati, cavalli scelti per lavorare anche dai Casalesi impiantati sulla Tuscolana (fino ai Castelli) e ad Acilia, incaricati dei «medi quantitativi» fatti arrivare dall'altra sponda dell'Adriatico: hashish e coca. Sempre a San Lorenzo i falchi della Squadra mobile scovano 11 chili di ketamina e 40 involucri di Mdma. A Torpignattara va forte la droga rossa, detta anche della pazzia o di Hitler, spacciata e consumata all'interno della comunità bengalese.

L'EQUILIBRIO
Poi ci sono le piazze chiuse: San Basilio, Tor Bella Monaca, Montespaccato, Romanina, Nuova Ostia, Tufello, Laurentino, Guidonia. Qui il sistema adottato è sul modello Scampia. Lo spaccio è organizzato con turni di pusher e vedette, gli androni o i garage dei palazzi in alcuni casi sono addirittura videosorvegliati. Capita che in uno stesso quartiere quattro vie siano gestite da quattro clan diversi e se qualcuno sgarra allora l'equilibrio si ripristina a suon di piombo. Il mercato funziona come un drugstore sempre aperto. Si trova di tutto: hashish, coca ed eroina. Anche se il bilancio dei sequestri segna una geografia che vede meno droghe sintetiche in giro (da 61 kg intercettati nel 2017 a 3,6 nel 2018), meno marijuana (3615 kg nel 20017, 1813 nel 2018).
 
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