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Ostia, chioschi «abusivi» in spiaggia: blitz della Finanza a Castel Porziano e Capocotta

Sotto la lente dei magistrati licenze e permessi: «Mancano le autorizzazioni»

Ostia, chioschi «abusivi» in spiaggia: blitz della Finanza a Castel Porziano e Capocotta
di Mirko Polisano
3 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 09:03

Blitz in spiaggia della Guardia di Finanza e un fascicolo aperto in procura. Un «terremoto» per Castel Porziano e Capocotta, le spiagge più frequentate dai romani, che tornano sotto la lente dei magistrati di piazzale Clodio: estate in bilico per chi sceglie di trascorrere le vacanze sul litorale romano, soprattutto per i gestori dei chioschi che nei prossimi giorni potrebbero vedere i sigilli apposti alle loro strutture. Tre di loro già sono stati iscritti nel registro degli indagati, ma l’inchiesta potrebbe allargarsi per tutti gli altri concessionari.

I FATTI
I pm anche questa volta vogliono vederci chiaro e hanno delegato le fiamme gialle per svolgere tutti gli accertamenti del caso. L’accusa contestata è quella di «occupazione abusiva» di demanio pubblico, reato per cui sono già scattati gli avvisi di garanzia. Nel mirino ci sarebbero tutti i gestori dei chioschi di Castel Porziano e Capocotta, dove sono partite le verifiche dei finanzieri. Occhi puntati sulle strutture di ristorazione: cucine, ma anche sedi e tavolini dei chioschi per il posizionamento dei quali mancherebbero le autorizzazioni. Tremano i gestori, ma la situazione preoccupa anche i bagnanti che potrebbero usufruire delle spiagge - tra le più belle del litorale romano con sabbia bianca e dune - ma senza i servizi, tra cui quello della ristorazione. Si teme una nuova stagione di blitz e sequestri, dunque, dopo quella vissuta dagli stessi concessionari prima dell’estate del 2015, a pochi mesi dallo scioglimento per mafia del X Municipio. Seguirono sigilli e processi, molti conclusi con un non luogo a procedere. Dopo sette anni, il clima che si respira a Castel Porziano è lo stesso di allora. Qui, vennero impiegate perfino le ruspe. Ma poi i gestori vennero addirittura ripagati dal Campidoglio che ha dovuto rimborsare le spese dovute per i danni provocati. 

IL GROVIGLIO
Tutto sarebbe partito da alcune richieste presentate dagli stessi gestori, alcuni di Castel Porziano e altri di Capocotta, al Comune per poter ampliare o ricostruire le strutture di legno sulla sabbia. La domanda, però, è stata «rigettata» dagli uffici capitolini perché ci sarebbe un «vuoto amministrativo» su chi ha la competenza di quelle spiagge. Tecnicamente sarebbero in carico al Campidoglio, dopo che nel 1965 l’allora Presidente della Repubblica, Saragat le donò al Comune di Roma, ma è dal 2001 che l’amministrazione centrale non rinnova la convenzione. E, dunque, non avrebbe nessun titolo - a oggi - sulla gestione. Chi sarebbe, dunque, preposto al rilascio delle autorizzazioni? Questo lo dovrà appurare l’inchiesta. I finanzieri del nucleo investigativo di Ostia hanno avviato le verifiche a tappeto su tutti i chioschi e non è escluso che nelle prossime ore possano scattare i blitz. Non mancano, poi, i segnali inquietanti. Nel giugno di quattro anni fa, una bomba molotov fu piazzata davanti a una delle spiagge di Capocotta: un incendio distrusse un ettaro di macchia mediterranea. Nell’aprile del 2015, l’estate fu preceduta dalle ruspe del Campidoglio: i caterpillar voluti dall’allora sindaco Ignazio Marino, portarono all’abbattimento degli abusi edilizi sulla spiaggia di Castel Porziano al Primo e al Sesto “cancello”. Ora, per molti, il timore è che tutto possa ripetersi. 
 

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