Zingaretti a Controcampo: «Sedici miliardi per far ripartire la mia Regione. Fondi alle imprese bus, treni, ciclabili: il Lazio cambia volto»

Il governatore del Lazio intervistato per la rubrica del Messaggero parla anche della questione termovalorizzatore

Zingaretti a Controcampo: «Stadio della Roma? Forse ci siamo»
di Massimo Martinelli e Barbara Jerkov
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 16:02 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 12:38

Finalmente ci siamo, parte la programmazione per spendere i 16,6 miliardi di euro del Pnrr destinati al Lazio. Avete stimato l’impatto che avrà sul prodotto regionale, presidente Zingaretti?

«Sono 16,6 miliardi di risorse europee che possono cambiare il volto della nostra Regione: prevediamo un aumento del pil tra il 2,3 e il 3%. L’importante è come si spenderanno: infrastrutture, digitale, green economy, politiche attive per il lavoro, spesa a sostegno dell’università e della ricerca. Insomma, un grande progetto per la rinascita della nostra Regione».

Entrando nel merito dei vari dossier, 888 milioni per scuola, università e ricerca. E’ di qualche settimana fa il caso Catalent, la multinazionale farmaceutica che di fronte ai troppi ostacoli burocratici ha spostato i suoi investimenti da Anagni all’Inghilterra. Non c’è il rischio che l’accesso delle imprese ai fondi europei venga intralciata o addirittura bloccata dalla burocrazia?

«Sì, i rischi ci sono e come Catalent dimostra non vanno sottovalutati. Bisogna intervenire semplificando molto la parte dei bandi. Abbiamo aperto uno sportello per le imprese che accelera e, soprattutto, offre un interlocutore regionale chiaro per un dialogo costante nello sviluppo della pratica. Per quanto riguarda gli investimenti sulla ricerca abbiamo fatto una scelta di campo. Nella nuova programmazione del Lazio i fondi regionali destinati esclusivamente alla ricerca passano da 180 milioni a 500 milioni di euro. Li raddoppiamo per unire le due grandi ricchezze del nostro territorio: le università, i centri di ricerca, e un patrimonio imprenditoriale creativo che però si deve rinnovare. Rome Technopole è un progetto grazie a cui queste ricchezze si uniscono e creano un grande, nuovo, potente polo della crescita e della formazione per la ricerca scientifica nel Centrosud».

Alle imprese saranno destinati 1,8 miliardi. Parliamo di sostegni solo per grandi aziende o anche per piccole e medie? L’imprenditore che fosse interessato, come può fare per partecipare ai bandi? E avete pensato a come impedire che finanziamenti a pioggia da un lato attraggano la criminalità?

«I fondi sono innanzitutto per le piccole e medie imprese. Presenteremo domani il nuovo sito Lazio Europa, perché la trasparenza è precondizione per la spesa corretta delle risorse e anche per la lotta alla criminalità. Ringrazio veramente la Dia per quest’ultima operazione anti ndrangheta che dimostra quanto, in un momento di crisi economica e quindi anche di fragilità dell’economia legale, l’economia illegale sia per sua natura più forte e si debba quindi alzare l’attenzione. Con orgoglio possiamo dire che noi siamo l’unica Regione italiana che ha sottoscritto con la Procura nazionale antimafia un protocollo per cui tutte le gare che facciamo, in automatico le trasferiamo a loro perché svolgano tutti gli accertamenti che reputano necessari. Un messaggio ai mafiosi: se volete vincere le gare, non venite nel Lazio perché qua passa tutto dall’Antimafia».

Ben 2,2 miliardi andranno all’ambiente e all’economia circolare. La principale opera che viene in mente è il termovalorizzatore per Roma annunciato dal sindaco Gualtieri, con il suo pieno sostegno. Il fronte del no sostiene che il piano rifiuti della Regione non lo prevedeva, che lei ha cambiato idea per ragioni squisitamente politiche. Come stanno le cose presidente? 

«Io condivido questa iniziativa per un motivo semplice: perché sono nove anni, da quando sono presidente della Regione, che dico a qualsiasi sindaco ci sia stato che, chiusa Malagrotta, bisogna che Roma si doti di impianti per affrontare il tema rifiuti. Sulla base delle scommesse che ha fatto la città in questi anni sulla differenziata, si erano raggiunti degli accordi. Ma quegli impegni non sono stati rispettati. Quindi da nove anni io passo le mie giornate al telefono per cercare luoghi che possano accogliere i rifiuti di Roma. La qual cosa è indecente, perché inquina molto di più trasportare i rifiuti in giro per l’Europa che non lavorarli dove vengono prodotti, come la Ue peraltro ci chiede. Ma soprattutto non si può andare avanti così, perché i rifiuti di Roma non li vuole più nessuno, facciamo una fatica enorme, abbiamo saturato tutte le discariche del Lazio e ormai dobbiamo cercare non solo in altre Regioni, ma anche in altri Paesi del’Europa. Dopo nove anni in cui questo tema è stato rimosso, anzi negato, finalmente il sindaco Gualtieri ha detto: è vero, dobbiamo dotarci di un impianto che risolva in modo radicale la questione, che renda la Capitale autosufficiente, e che potrebbe diventare anche un distretto produttivo per l’approvvigionamento energetico. Non esiste, almeno in Europa, una città di quasi 4 milioni di abitanti, che diventano molti di più con i turisti, che non ha un impianto degno di questo nome per il trattamento dei rifiuti».

Ha messo nel conto ripercussioni politiche in Regione? La sua assessora Lombardi ha rilanciato i veti 5Stelle. 

«L’assessore Lombardi è stata molto, molto corretta. Ha manifestato un’opinione che va rispettata, l’ha fatto anche in un colloquio diretto con il sindaco. Come lei stessa ha detto: M5S e Pd sono due forze distinte e diverse, e solo i maligni possono negare queste differenze. Sono alleate per governare insieme e infatti nel Lazio governiamo bene. Ora per far presto il sindaco ha chiesto dei poteri che gli consentiranno di realizzare questo impianto in tempi brevi. Comunque, e lo dico avendo appunto passato ore a convincere città e imprese a raccogliere i rifiuti di Roma, già la sola notizia che Roma fa sul serio ci apre nuovi mercati per il conferimento dei prossimi mesi. Perché sennò si mette male, ma molto male».

Il termovalorizzatore è probabilmente l’opera più importante per la città. Ma per molti romani lo è perfino di più il nuovo stadio della Roma. Ora c’è anche un progetto: lei che cosa ne pensa?

«Penso che il sindaco e la Società sportiva Roma abbiano messo la questione sui giusti binari. E cioè quelli del confronto, anche riservato, per poi annunciare un’ipotesi quando c’è un’ipotesi credibile. E forse stavolta, come si dice a Roma, “fosse che fosse la volta buona”. Questo potrebbe poi aprire anche l’altra prospettiva affinché pure la Lazio possa avere una risposta. Prevedo una stagione che, certo, come sempre in Italia sarà anche accompagnata da polemiche, ma almeno con un risultato».

 

Tornando ai fondi Ue, tra gli impegni del piano c’è quello della mobilità sostenibile, e si parla di finanziare il Grab - Grande raccordo anulare delle biciclette -: come cambierà il nostro modo di spostarci?

«Investiremo sulle ciclabili 16 milioni di euro. E annuncio qui per la prima volta che un grande sogno è diventato un grande progetto, dal momento che abbiamo trovato le risorse. Si chiamerà Ciclomare. Metteremo un finanziamento a disposizione dei Comuni della costa per poter arrivare in bicicletta da Pescia Romana fino a Minturno lungo tutto il litorale. Ci sono Comuni, penso a Fiumicino, che hanno già investito tanto sulle ciclabili, altri meno. Il nostro obiettivo è unire i Comuni lungo questa ciclabile del mare, e poi collegare Ciclomare con la ciclabile che già oggi permette di arrivare dal centro di Roma a Fiumicino e a Ostia. Un’opportunità in più di attrazione e di promozione del territorio».
La parte più cospicua dei finanziamenti è prevista per le connessioni: ben 4,6 miliardi di euro.

Cambierà anche la vita dei pendolari? 

«C’è un importante investimento del governo sulla Roma-Pescara, c’è il nostro progetto di collegamento con il porto di Civitavecchia, c’è il completamento della Orte-Civitavecchia su strada, la Cisterna-Valmontone e la grande sfida su cui non mollo della Roma-Latina. Il Cotral era la peggiore azienda di trasporti, ora è leader con mille mezzi nuovi di ultimissima generazione. Lo stesso per le ferrovie dello Stato, che hanno un piano di oltre 15 miliardi di investimenti sulla rete regionale. L’80% dei treni pendolari del Lazio sono nuovi. Ora Fs interverrà sul raddoppio delle linee. Questo è importante per i pendolari ma anche per il turismo».

Un'ultima domanda presidente. Roma si trova a vivere una singolare emergenza cinghiali, aggravata dalla peste suina, per cui la Regione ha adottato un’ordinanza. Si parla di abbattimento, lei è d’accordo?

«Il piano è del Commissario nazionale per l’emergenza della peste suina e io l’ho recepito. Il primo step è perimetrare e recintare l’area per evitare che i cinghiali infetti e destinati a morire escano. C’è un’ottima collaborazione con il Campidoglio per mettere al riparo i cassonetti delle zone interessate. Ed è stato annunciato, e io penso che sia giusto farlo, un lavoro di depopolamento nelle forme che il commissario deciderà. Bisogna capire che la situazione ha superato il limite e insieme al Comune stiamo gestendo il problema. Abbiamo affrontato e risolto il Covid, affronteremo e risolveremo anche questa».

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