Maltempo, a Ostia la spiaggia divorata dalle mareggiate: stabilimenti distrutti e cabine in mare

Inghiottita la costa di Levante: irriconoscibile il Kursaal, crollato il patio del ristorante Ostrica pazza

Maltempo, a Ostia la spiaggia divorata dalle mareggiate: stabilimenti distrutti e cabine in mare
di Moira Di Mario
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Domenica 5 Dicembre 2021, 07:58 - Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 16:18

Spazzati via almeno trenta metri di spiaggia sulla costa di Levante a Ostia e stabilimenti che rischiano di essere inghiottiti dal mare. Il Kursaal, lo storico stabilimento balneare dove Federico Fellini girò I Vitelloni, Dino Risi Belle ma povere e dove Alberto Sordi interpretò il giovane impacciato di Mammamia che impressione, è ormai irriconoscibile senza più un granello di sabbia e con le cabine e le strutture completamente in acqua che il mare sta per portare via. Situazione simile all'Hibiscus, il lido accanto. Crollato invece il patio esterno dell'Ostrica Pazza, il ristorante adiacente alla Nuova Pineta. Si apre la porta finestra e sotto c'è il baratro. La forza del vento e dell'acqua ha scavato nella sabbia, mettendo seriamente il pericolo l'intera struttura e danneggiando inesorabilmente la Nuova Pineta, lo stabilimento adiacente che ormai non esiste quasi più. L'erosione ha abbattuto le cabine e parte della palizzata che sosteneva la pedana in legno. La spiaggia, in quel tratto di litorale, è sparita da anni e la stagione viene garantita solo da quel poco di ripascimento che tuttavia dura l'arco di un'estate. Danni anche allo stabilimento dell'Esercito, dove qualche giorno fa sono finiti in acqua alcune strutture in muratura, i bagni e il patio prospicente la piscina che rischia di crollare.

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SI TEME IL PEGGIO
Il litorale di Levante è stato insomma colpito al cuore e non sono ancora arrivate le mareggiate forti dell'inverno scorso che gli operatori stanno aspettando. La furia del vento e delle onde, ma soprattutto le correnti alterate dai lavori portati avanti dalla Regione Lazio, stanno provocano crolli alle strutture e danni ingenti. I concessionari dei lidi parlano di eventi annunciati e previsti. «Se per alcuni giorni di maltempo nemmeno così intenso abbiamo subìto crolli e danni così grandi dicono con la prima vera mareggiata rischiamo di perdere interi stabilimenti». Sul banco degli imputati i cantieri appaltati dalla Regione per la realizzazione di due barriere all'altezza della Nuova Pineta e Pinetina e l'altro dopo il Venezia che dovevano essere soffolte e che invece sono ancora fuori dal pelo dell'acqua. Ma non solo. Al momento ci sono solo due pennelli che in realtà modificano il corso delle correnti e stanno accelerando un'erosione ormai inarrestabile. Opere, insomma, «che così come sono aggiungono i titolari degli stabilimenti danneggiati non servono a difendere la costa, ma solo a eroderla ulteriormente».

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COME 30 ANNI FA
Un fenomeno che in realtà a Ostia non è nuovo, ma risale ad almeno una trentina di anni fa, quando ad essere spazzati via furono i lidi del tratto centrale della costa. All'epoca però gli interventi furono strutturali e profondi e consentirono di salvare spiagge e stabilimenti storici. Negli ultimi dieci anni, invece, a Levante la linea di costa è fortemente arretrata. «Per mettere in sicurezza le spiagge di Levante comprese quelle demaniali proseguono i balneari bisogna replicare quei lavori. Occorre riprendere il progetto di Leopoldo Franco (docente di ingegneria costiera e portuale ndr), completarlo e metterlo in atto nel più breve tempo possibile». Il piano di Franco prevedeva la realizzazione di otto pennelli a forma di T con barriere sommerse piuttosto ampie. «Quella T concludono gli operatori deve essere chiusa, così da difendere le spiagge dalle mareggiate. Solo dopo si può pensare a portare nuova sabbia per un ripascimento leggero».

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