Vaccini Lazio, prenotazioni Pfizer bloccate. D'Amato: «Per 100mila slitta la prima dose»

Vaccini Lazio, prenotazioni Pfizer spostate di una settimana. D'Amato: «Per 100mila slitta la prima dose»
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Lunedì 28 Giugno 2021, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 16:24

Il Lazio potrebbe essere costretto a rinviare oltre centomila appuntamenti per il vaccino Pfizer. Un altro colpo alla campagna vaccinale dopo le prenotazioni per lo stesso vaccino sono state bloccate. Colpa delle dosi che non ci sono, con una diminuzione delle forniture che tra giugno e luglio sarà intorno al -35%. A raccontare la situazione della campagna vaccinale nel Lazio è l'assessore alla Sanità della Regione, Alessio D'Amato: «Ad oggi, rispetto alle prenotazioni già fatte, fino al 15 luglio a noi mancano circa 100mila dosi di Pfizer per rispettare il fabbisogno di chi si è prenotato» per la prima dose della vaccinazione anti-Covid. «Abbiamo avuto una contrazione tra giugno e luglio di quasi il 35%» nelle forniture», ha spiegato in un'intervista a La Repubblica. Quello che nei giorni scorsi era un allarme, ora sta per concretizzarsi. Con ripercussioni su migliaia di cittadini che avevano prenotato e ora si ritroveranno l'appuntamento rinviato. 

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Pfizer, le prenotazioni spostate di una settimana

Diverse regioni lamentano problemi analoghi, ma Figliuolo ha parlato di un calo del 5%: «A noi la struttura commissariale manda sempre i report delle consegne. Su luglio gli scarichi sono 4, uno a settimana, da circa 196mila dosi l'uno. A giugno stavamo in media più di 300mila ogni settimana». Come conseguenza del cambiamento delle consegne, «abbiamo posticipato le prenotazioni dei ragazzi dai 12 ai 16 anni dopo Ferragosto». E «se i dati sono questi, dovremo spostare di una settimana, cioè dall'11 al 18 luglio, chi è già prenotato. Sono circa 100mila» persone, conferma l'assessore, che «andranno contattate una ad una per comunicargli la nuova data della prima somministrazione del vaccino Pfizer».

«Al momento - precisa quindi D'Amato - sul portale regionale le prenotazioni per Pfizer sono chiuse. Poi ci sono i medici di famiglia che hanno ancora un pò di scorte». E gli altri vaccini come vanno? «Con AstraZeneca ormai lavoriamo quasi soltanto per i richiami - evidenzia l'assessore - sia quelli sopra i 60 anni sia quelli degli under 60 che vogliono avere la seconda dose di quel vaccino», perché «circa il 15% non vuole la seconda dose con Moderna o Pfizer».

Lazio prima a raggiungere l'immunità di gregge?

«Al momento non lo so quando verranno riaperte le prenotazioni per il vaccino Pfizer. Però, se facciamo tutti i vaccini che sono già stati prenotati - tiene a puntualizzare D'Amato - malgrado il problema dei 100mila, saremo comunque la prima regione italiana ad arrivare all'immunità di gregge. Credo che la raggiungeremo intorno al 10 agosto. Abbiamo ben il 34% dei cittadini che hanno già fatto la doppia dose, la seconda Regione è al 29%».

Ma come fa il Lazio a essere più avanti degli altri se le Regioni hanno le stesse dosi? «A differenza di altri - rivendica l'assessore - usiamo tutte le armi che abbiamo. Qualcuno ha smesso di erogare Johnson, noi invece no. Peraltro è anche il vaccino che in base all'ultimo report di farmacovigilanza dell'Aifa ha avuto il tasso minore di eventi avversi gravi. Poi c'è chi non aveva fatto AstraZeneca sotto i 60 anche prima del blocco, mentre noi lo abbiamo usato per molti cittadini in quella d'età».

«Il problema è» comunque «dover spostare 100mila appuntamenti, creando un disagio. Questa fase era quella in cui avevamo maggiore bisogno di un alto numero di vaccini - osserva D'Amato - Di fronte alla variante bisogna accelerare perché una dose non basta. Se a luglio avessimo avuto i vaccini di giugno, chiudevamo prima la campagna». Quanto ai tempi dei richiami, ricorda, «abbiamo riportato a 21 giorni quello di Pfizer, a 28 Moderna e a 55 AstraZeneca. Il mix invece rimane con la vecchia data perché appunto manca Pfizer».

 

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