Jacopo omaggia Lucio Battisti sui tetti di Piazza Navona

Sabato 26 Settembre 2020 di Roberta Savona
Jacopo Mastrangelo. Foto Paolo Pirrocco (Ag.Toiati)

"Il mio canto libero", "Emozioni" e "I giardini di marzo", un medley dedicato a Lucio Battisti, risuona al tramonto riempiendo il cielo di Piazza Navona. I romani, insieme a quei pochi turisti che ritornano timidamente a popolare le vie della capitale, hanno sorriso ascoltando la chitarra elettrica di Jacopo Mastrangelo, che torna a suonare dalla sua terrazza dopo la fine del lockdown. Un ritorno speciale che Jacopo, insieme a papà Fabio, ha voluto riproporre come augurio alla città e come omaggio all'indimenticato cantautore. I vicini di casa hanno dato il "bentornato" al giovane musicista ormai beniamino della capitale, colui che durante la quarantena si è guadagnato il favore della città sulle note di Ennio Morricone, esibizione ripresa e finita in rete con un video che in breve ha fatto il giro del mondo.

Maturità 2020, Jacopo suona "Notte prima degli esami" dal tetto di piazza Navona e commuove (ancora)

«Per il futuro stiamo pensando a un progetto musicale che coinvolga anche il panorama europeo, ma per ora non posso dire nulla», afferma Jacopo il cui appuntamento ha fatto storia e lo ha condotto sul finire dell'emergenza, finanche in Campidoglio, su espresso invito del Sindaco Virginia Raggi che con la sua musica ha reso omaggio alla città. Nel pomeriggio di fine settembre i passanti in piazza fanno un tuffo negli anni '70 a cavallo di sei corde, tirate a lucido e amplificate dai tetti capitolini, che hanno vibrato al suono di canzoni di immortali. Brani impressi a fuoco nella memoria di generazioni travalicate da brani che non conoscono il tempo e che il giovane, fresco di maturità, ripropone mentre un timido raggio di sole squarcia il cielo della Città Eterna.
 

 

In questa estate contingentata Jacopo ha fatto il giro di piazze e festival, ritirando premi a Ischia, Taormina, Roma, Castellaneta e dovunque la gente lo richiedesse. Un vero e proprio ringraziamento per una passione che Jacopo ha messo al servizio della sua città ostaggio del Covid-19. Prim'ancora però ha studiato guadagnandosi il diploma e, tra un'esibizione e l'altra, si è iscritto all'Università La Sapienza dove ha iniziato i suoi studi in Economia. E chissà se ai professori che se lo ritrovano in aula, potrà raccontare dei sorrisi e della gratitudine degli italiani che, in quest'estate lo hanno ringraziato per il suo amore per la musica. Per strada ormai lo riconoscono e gli chiedono dove ha lasciato la sua chitarra. Mentre accorda lo strumento, lo racconta con genuino imbarazzo a Il Messaggero, «Mi chiedono di far foto insieme a loro, mi ringraziano per quello che ho fatto. Ma sono io che ringrazio loro per tutto il grande sostegno che mi trasmettono», dichiara Jacopo, che aggiunge - «Molto probabilmente non smetterò. Suonerò ancora ma non so di preciso quando. Forse sarà a intervalli di settimane, ma non ho ancora deciso», conclude il giovane, consapevole che con le sue brevi ballate suonate nel cuore di Roma, ha donato ai suoi concittadini interminabili minuti di speranza.
 

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Ultimo aggiornamento: 22:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA