Influenza, appello dei medici di base: test prima di andare in ospedale. Tampone unico per distinguerla dal Covid

Quasi mille casi in una settimana, stessi sintomi del Covid. L’esperto: «Vaccinarsi»

Influenza, appello dei medici di base: test prima di andare in ospedale. Tampone unico per distinguerla dal Covid
di Alessia Marani
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Giovedì 2 Dicembre 2021, 08:40 - Ultimo aggiornamento: 18:00

Primo freddo a Roma e si riaffaccia lo spettro della influenza stagionale. Starnuti, febbre e mal di gola rievocano, però, anche i sintomi del Covid. Quasi mille i casi “certificati” dai medici sentinella del sistema Influnet dell’Istituto superiore di sanità nell’ultima settimana: 963, con una incidenza di 4 ogni mille abitanti. Così sono sempre di più coloro che, terrorizzati dall’essere contagiati, si rivolgono ai medici di famiglia o al 118 per essere portati direttamente nei pronto soccorso. I dipartimenti di emergenza degli ospedali stanno accogliendo in misura crescente, ora dopo ora, pazienti con sospetto Covid. 


Da 48 ore la Regione Lazio ha inviato circolari per riattivare i percorsi dedicati: ossia le ambulanze dovranno preferibilmente trasportare i pazienti con sospetto coronavirus all’Umberto I, al Sant’Andrea, al Gemelli, al S. Filippo Neri, al S. Giovanni, a Tor vergata, Sant’Eugenio, S. Camillo, ospedale di Tivoli e dei Castelli. In alcuni casi, le prime barelle cominciano a rimanere bloccate e i tempi di riattivazione dei soccorsi ad allungarsi (le ambulanze, infatti, vanno ogni volta sanificate.). A contribuire all’ingorgo ci sono anche le polmoniti batteriche e i virus respiratori «che stanno colpendo anziani e bambini», come spiega il dottore Pier Luigi Bartoletti, responsabile delle Uscar Lazio e medico di famiglia.

 
Sono proprio i medici di base a sollevare la necessità di isolare con certezza l’influenza o virus simil-influenzali dal Sars-Cov-2, proprio per distinguerli da quest’ultimo. «Stiamo valutando - spiega Alberto Chiriatti, vicesegretario del sindacato Fimmg del Lazio - la possibilità di acquistare il tampone unico differenziale. Per il momento stiamo andando per esclusione, eseguendo test rapidi che tuttavia non hanno una attendibilità assoluta e fare il molecolare a tutti non è possibile. Per questo stiamo ragionando sulla possibilità di dotarci del tampone unico in grado di dire contestualmente se si è in presenza di Covid o di influenza stagionale, accorciando i tempi di diagnosi. Quest’esame è fondamentale prima di accedere a ogni cura, anche in ospedale».

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I pronto soccorso stanno, intanto, eseguendo già il doppio tampone all’ingresso. «Facciamo sia quello per il Covid che quello per l’influenza - afferma il dottore Massimo Magnanti, direttore del pronto soccorso del S. Filippo Neri - per il differenziale occorre uno strumento di analisi diverso dello stesso campione che, al momento, non è previsto. Il picco dell’influenza deve ancora arrivare, siamo ai prodromi. Ma credo che già con l’imminente stretta sull’uso delle mascherine all’aperto e il mantenimento del distanziamento in luoghi chiusi, la sua diffusione potrà essere limitata. Su questo fronte - conclude - è già partita la campagna vaccinale». Il Lazio, finora, ha distribuito alle Asl, medici di base e farmacie oltre 1,3 milioni di antinfluenzali. «A oggi - afferma il dottor Roberto Ieraci, infettivologo, vaccinologo e referente per le strategie vaccinali del Lazio - sono state già somministrate 985mila dosi, di cui 894mila sono state eseguite dai medici di famiglia che costituiscono la rete primaria. Nessuno meglio di loro sa quale è il vaccino più appropriato rispetto alle condizioni di salute generali dei propri assistiti».

Secondo Ieraci il clima di allentamento generale che c’è stato nell’ultimo periodo rispetto al distanziamento e all’utilizzo delle mascherine ha fatto sì che i virus influenzali circolassero, mentre l’altro anno, per le restrizioni anti-Covid, l’influenza era praticamente sparita. Motivo per cui l’esperto invita «a vaccinarsi con l’antinfluenzale per aumentare il numero di “barriere” alla diffusione dell’influenza». Intanto nei pronto soccorso aumentano i ricoveri temporanei in attesa di un posto letto per codici gialli e chi è affetto da malattie non Covid. «Conseguenza anche del blocco delle liste di attesa - conclude Bartoletti - con tempi che raggiungono un anno per le colonscopie o 8 mesi per le gastroscopie. I pazienti finiscono per acutizzarsi o ricorrere al pronto soccorso come scorciatoia, contribuendo all’affollamento per inappropriatezza». Ieri a Roma e nel Lazio si sono registrati 1638 nuovi casi positivi, mentre è stata superata la soglia delle 40mila vaccinazioni al giorno anti-Covid. La campagna vaccinale punta a tutelare anche i bambini: saranno allestiti 78 mini-hub in tutte le Asl. Ci saranno pediatri, medici, infermieri e anche clown per mettere a loro agio i più piccoli. «Mettiamo in sicurezza i più piccoli e garantiamo loro la socialità», afferma l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.
 

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